Sergio Bertoli racconta la cronaca delle partite in casa e qualche trasferta di un anno da incorniciare:

Storia di un sogno

diventato realtà:

SCUDETTO!!!!!


By Sergio Bertoli 2007/2008

PRIMA PARTE

La stagione parte con il piede giusto, Bolzano vince la “Coppa Fiera”

Bolzano si presenta ai suoi tifosi al PalaOnda battendo il Renon 4-2 e conquistando la Coppa Fiera. Le prime parole vanno spese per coach Mc Kay che pare abbia allestito una squadra di prim’ordine, una squadra operaia dove manca la stella di prima grandezza (che però potrebbe essere il rumeno Arpad Mihaly), dove tutti si battono come leoni in ogni angolo di ghiaccio. Va sottolineato che Doug non aveva ancora a disposizione Koalska e De Marchi giunti a Bolzano appena in tempo per la presentazione ma non scesi sul ghiaccio e Faggioni che soffre di un risentimento all’inguine.

Il suo collega Adey invece schierava tutti gli effettivi ma veniva sorpreso dalla partenza bruciante delle Volpi che al decimo del primo Drittel erano già avanti di tre reti. In questi primi dieci minuti Arpad Mihaly ha deliziato la platea mostrando tutto il suo repertorio: ottimo controllo del puck, fraseggi deliziosi con i compagni di linea, opportunismo sotto porta (sua la rete del vantaggio con preciso tocco sottomisura) per finire con l’assist a Luca Ansoldi per il 2-0 dopo aver rubato il disco in penalty killing ed aver aspettato l’arrivo di Anso a rimorchio mostrando grande visione di gioco. La terza rete è ancora di Luca Ansoldi con una volè su tiro dalla blu di Leo Insam, mentre la rete dei “Rittner Buam” è un gioiellino di polso dalla blu di Astashenko che si spegne nel sette facendo tintinnare l’incrocio dei pali sopra la spalla di Groeneveld.

Il secondo periodo si apre con una furibonda rissa fra Rolly Ramoser ed il Wrestler Jan Vodrazka, che si era già stuzzicato con Luca Ansoldi e Arpad Mihaly. Per entrambi penalità partita. Un Bolzano già decimato perde anche Luca Ansoldi proprio per un colpo al viso da parte di Vodrazka patito ancora nel corso della prima frazione, che costringe il Dottor Brandstaetter a tenerlo fuori precauzionalmente per dei giramenti di testa. Mc Kay a questo punto inserisce anche i baby che tengono bene il ghiaccio. Il ritmo però cala anche perché Bolzano oltre ad essere reduce da una settimana di ritiro è alla terza amichevole in quattro giorni (a proposito grande prestazione di squadra il 2-2 strappato all’Innsbruck).

Terzo tempo con Russo che rileva Groeneveld a guardia della gabbia biancorossa e Renon che rientra in partita con una rete di rapina di Rottensteiner. Rossoblu che premono ma anche grazie alle parate di Russo non pervengono al pari; a chiudere il match ci pensa Borgatello che infila un buon Cloutier a sei minuti scarsi dalla sirena in situazione di power play: 4-2 finale e coppa al Bolzano.

Premiati come migliori uomini sul ghiaccio Tuzzolino per Renon e Arpad Mihaly per Bolzano. Concordo per Arpad, ottimi anche Pittis, Borgatello e Luca Ansoldi, nel Renon avrei premiato Astashenko, non fosse altro per il cadeau nel sette che ha fruttato la prima marcatura per la truppa di Adey e l’assist a Rottensteiner per il 3-2.

Gran bel Bolzano nei primi dieci minuti e, se il buongiorno si vede dal mattino…. Renon invece da rivedere, certo che se conteranno i muscoli la formazione dell’altopiano dirà certamente la sua. Per concludere parliamo di penalità: 45 minuti al Renon e 51 al Bolzano, ma non era un’amichevole?

 

La prima con il Milano nel segno dei portieri, Groeneveld – Szuper finisce 1-1

Il titolo dice tutto, grande prestazione dei due goalie e non partita alla camomilla, come potrebbe sembrare guardando solo il risultato. Ai punti avrebbe vinto certamente il Bolzano ma, nell’hockey non è come nella box che un vincitore ci deve per forza essere, quindi tutti sotto la doccia contenti e delusi a metà.

Da segnalare due defezioni per squadra, Luca Ansoldi e Koalska per i biancorossi, Lorini e Caletti per i meneghini. Certamente le defezioni più pesanti sono quelle a carico del roster di Mc Kay ma, probabilmente, senza queste defezioni il PalaOnda non avrebbe mai potuto assistere alla splendida marcatura del giovanissimo Stefan Unterkofler, prodotto del vivaio bolzanino gettato nella mischia per sostituire Luca Ansoldi.

La partenza migliore l’hanno gli ospiti che spingono il baricentro in avanti e martellano un attento Groeneveld; Bolzano si vede nelle ripartenze, non troppo rapide ma certamente efficaci visto che portano gli avanti targati quest’anno Interspar a punzecchiare sempre più frequentemente l’estremo milanese. Il primo lampo al 4:54 è rossoblu, quando, complice una errata impostazione del power play dei bolzanini (fuori l’ex Regan Kelly), Mike Di Stefano si invola e al termine di un micidiale coast to coast mette a sedere Groeneveld e porta avanti i suoi. Da qui in avanti cresce sempre di più la pressione delle Volpi ma la difesa ospite regge bene. Il meritato pari arriva al 27:40 e lo sigla con una bellissima azione personale il debuttante Unterkofler: giro in scioltezza dietro la porta di Szuper e rovescino maligno rasoghiaccio ad ingannare il goalie magiaro sul primo palo. Ormai il leit motiv dell’incontro è questo Bolzano padrone del ghiaccio e Milano pericoloso in contropiede. Da segnalare due grandi occasioni per gli altoatesini, la prima con Pittis in penalty killing che fa tutto bene tranne la conclusione a rete e la seconda di Max Ansoldi, che mira fra i gambali del portierone rossoblu che non ci casca e para. Il colpo del ko arriva però a poco più di un minuto dalla fine sulla stecca di Scandella, che spara alto di un niente ad un metro dalla porta.

Classica partita di inizio stagione, evidenti i carichi di lavoro che lasciano scorie sulla brillantezza fisica dei giocatori e questo spiega la lentezza di esecuzione degli schemi. Gli schemi però ci sono e una volta raggiunta la miglior condizione fisica questo manipolo di onesti lavoratori che coach Mc Kay ha chiamato a sé potrà certamente dire la sua.

Milano è cambiato molto nelle facce ma non nella regia di mister Adolf Insam, il gioco è sempre quello, semplice, cinico e redditizio, non penso che Milano vivrà una stagione di transizione, ai play off dirà certamente ancora una volta la sua.

 

Bolzano si aggiudica la Supercoppa battendo Cortina con un calcistico 1-0

In uno scenario un po’ squallidino, le Volpi si aggiudicano la Supercoppa grazie ad un gran goal di Florian Ramoser nel corso del periodo centrale. L’Olimpico è un cantiere, delle tribune è rimasta la sola tribuna numerata più un’impalcatura che ospita i “Fatti Duri”, la tribuna stampa sono delle panche e dei tavoli stile festa campestre, la postazione tv sembra un qualcosa più adatto al free clambling. E’ comunque doveroso puntualizzare che comunque non mi sento di muovere appunti alla Società Cortina, in quanto fuori dallo stadio non è rimasto nessuno, in postazione tv non si sono verificati problemi ed in tribuna stampa ci siamo stati tutti. Il fatto saliente è che dei media non ho visto quasi nessuno, mi piacerebbe sapere come saranno redatti i vari articoli che domani leggeremo…..

Lasciando perdere la logistica, non mi sembra neppure che ci siano stati grandi festeggiamenti per la conquista del primo trofeo stagionale, nemmeno una foto con la coppa per la squadra, non un giro di campo per il pubblico, solo il capitano ha alzato la coppa sotto la tribuna che ospitava i tifosi del capoluogo, ma il tutto è durato pochi secondi. Voglio sperare che tutta questa mancanza di gioia sia da attribuire all’infortunio occorso a Luca Ansoldi a pochi minuti dal termine del match, infortunio ancora da valutare, ma che alla luce del precedente infortunio parrebbe abbastanza serio.

E la partita? Sinceramente non è stata una bella partita, molto tattica, ha visto fronteggiarsi due squadre che badavano più a difendere che ad offendere. All’inizio sono stati i biancorossi a fare il match, peraltro senza impensierire più di tanto un attento Maund; col passare dei minuti l’inerzia della partita è passata nelle mani degli Scoiattoli che con De Bettin sono andati vicinissimi al vantaggio (vedi foto).

La svolta si è avuta nel secondo Drittel, sempre il Cortina a menare le danze finchè Arpad Mihaly si porta a spasso mezza difesa ampezzana per poi servire Florian Ramoser che al volo spara un missile terra-aria che termina la sua corsa alle spalle del goalie di casa: 0-1 al 24:52.

Da qui in avanti sono sempre gli ex dinosauri a premere sull’acceleratore, complici anche le penalità che le Volpi si beccano per frenare gli attacchi dei padroni di casa, ma Groeneveld dimostra che Knoll ha fatto benissimo ad ingaggiarlo infondendo grande fiducia a tutta la squadra e chiudendo ogni varco. La barca targata Bz beccheggia paurosamente ma non affonda e riesce a traghettare in porto il primo obiettivo stagionale.

Come detto non ho visto due belle squadre, ancora non c’è intesa fra le varie linee e più che altro il match è vissuto sulle iniziative dei singoli; c’è da dire che siamo ancora ad inizio stagione e che probabilmente si stanno pagando i carichi di lavoro delle ultime settimane. Al di là di tutto, parrebbe mancare in entrambe le squadre il bomber di razza ma, visti i risultati fin qui ottenuti anche dalle altre squadre mi pare un problema comune a tutte le squadre, che forse hanno privilegiato la scelta di grandi portieri rispetto a quella di grandi attaccanti.

 

Walcher e Mihaly stendono il Pontebba: 4-2 il finale

Partita piacevole quella vista stasera al PalaOnda. Due squadre operaie quelle scese sul ghiaccio, la mano di Misha Vassiliev che ha plasmato le Aquile a sua immagine era già nota dalla passata stagione, quella di Mc Kay inizia ad intravedersi. Partita sempre in equilibrio che ha tenuto il pubblico presente sulle spine fin quasi alla fine, quando i friulani hanno tentato la carta del sesto uomo sul ghiaccio per cercare un pari che sarebbe sì stato stretto ai padroni di casa, ma che non avrebbe fatto gridare allo scandalo.

Grande protagonista della serata è stato Christian Walcher autore di due reti di splendida fattura, imitato dall’ormai faro della squadra Arpad Mihaly, pure lui a segno due volte. Bolzano orfano di Luca Ansoldi, sostituito prima da Faggioni al fianco di Pittis e Mihaly e successivamente da Walcher, mossa questa che ha portato ad una manovra senz’altro più incisiva.

Bolzano prova a fare la partita, Pontebba si difende con ordine e riparte con ficcanti contropiede. Su uno di questi, si porta in vantaggio in apertura con Jas appena rientrato dal penalty box, innescato da uno splendido taglio di Margoni al 5:45. Volpi avanti a testa bassa ma Carpano rischia poco; è invece Groeneveld a passare due durissimi minuti di doppia inferiorità ma il risultato non cambia. Al 17:13 il pareggio biancorosso con Walcher che innesca il turbo, si presenta al cospetto di Carpano, aspetta che Andrea si sbilanci e allargandosi sulla sinistra spara un polsino nel sette per l’1-1 che chiude il terzo d’apertura.

Secondo periodo che si apre con un pressing asfissiante degli uomini di Vassiliev che relegano i padroni di casa nel loro terzo difensivo. Pittis riesce però a rubare un disco, lo serve all’onnipresente Walcher che spara su Carpano in uscita disperata, il vampiro Mihaly ci mette il bastone e ne esce una volèe che porta avanti Bolzano per 2-1 al 31:43. Vantaggio effimero però, perché i gialloblù continuano a premere e pervengono al meritato pari al 36:30 in situazione di power play (fuori Borgatello), complice una deviazione di Romano su tiro dalla blu di Ciresa con disco che lemme lemme varca la linea di porta. Super Walcher mette il sigillo alla sua partita finalizzando ancora nel sette un grande assist di Hait (giocatore molto macchinoso ma estremamente efficace) per il 3-2 al 38:51.

La partita parrebbe chiudersi al 47:41 quando Walcher (ancora lui!) dà il la alla più bella azione vista quest’anno: Mihaly serve Borgatello che arriva a rimorchio, finta di tiro ad attirare su di sé i difensori friulani, disco ad Arpad che al volo fulmina Carpano per il 4-2. Il match a questo punto è continuamente spezzettato da ripetute penalità, ma la retroguardia biancorossa regge agevolmente, riuscendo a sporcare i dischi portati avanti dal Pontebba e non rendendo fluide le azioni. Nemmeno la carta del sesto uomo di movimento sortisce effetto alcuno e si va sotto le docce sul 4-2 per Bolzano.Al termine dell’incontro ha fatto la sua comparsa sul ghiaccio la Supercoppa conquistata domenica sera a Cortina.

Che dire? Piano piano si sta vedendo il Bolzano che vuole Mc Kay, lavoro duro negli angoli e pressing asfissiante. Certo che Mihaly da solo non può reggere il peso dell’attacco e non sempre si può pescare il jolly che stasera è stato Walcher. Molti mi sono apparsi indietro di condizione, ma l’impegno non è mancato.

Il Pontebba se l’è giocata alla pari, Misha si è sgolato dalla panca ed è riuscito a tirare fuori il meglio dai suoi; avanti di questo passo questa squadra potrà forse dire la sua anche in chiave play off.

Rittner Buam pronti per qualcosa di grande: Bolzano ko 2-1

Non smette mai di pulsare il grande cuore dei Rittner Buam!Arrivare a giocarsi la leader ship del campionato in un derby con i cugini biancorossi privi di tre pedine fondamentali quali Vodrazka, Olson e Mather significa poter puntare sicuramente in alto. Quest’ennesima sfida fra Lupetti e Volpi era forse più affascinante del solito, c’era la grande novità di Dorigatti con la casacca “nemica”, c’era il ritorno del figliol prodigo Tudin appena sbarcato dall’aereo, c’era un Bolzano ancora imbattuto che voleva superare i capo classifica. I “Rittner Buam” invece hanno giocato con il piglio della capolista, sono scesi sul ghiaccio come dei ragazzini sfacciati ed irrispettosi non mostrando nessun timore reverenziale di fronte alla corrazzata Bolzano, comandando quasi totalmente le operazioni e mostrando il solito cinismo che li ha fatti grandi. Quando poi, soprattutto in condizioni di power play Bolzano sembrava sul punto di passare, il nuovo idolo dell’Arena Ritten, un tal Frederic Cloutier si ergeva a baluardo insuperabile, prima di pinza, poi di bastone e quando questo gli è sfuggito, ha sfoggiato pure miracoli di pattino e gambale. Un gran bel derby che ha divertito i più di 1600 spettatori saliti a Collalbo, un derby equilibrato e maschio, palpitante fino all’ultimo secondo con alcune perle di rara bellezza come il goal partita di Scelfo al 58:53 ed alcune giocate di Tudin strappa applausi.

Mi pare però di parlare solo del Renon, ma il Bolzano dov’era? C’era anche il Bolzano ve lo assicuro, il goalie di casa è stato fra i migliori sul ghiaccio, c’è anche un gran palo di Faggioni che grida vendetta ed un paio di conclusioni di Rolly Ramoser che forse andavano messe nel sacco invece che essere sparate dove sono state sparate. Gli uomini di Mc Kay però, sono certo che faranno la loro parte in questo campionato, sono ancora un pochino lenti nelle esecuzioni ma una volta oleati i meccanismi ci sarà da divertirsi. D’altra parte in tempi non sospetti il Sergente di ferro dichiarava che il miglior Bolzano lo si vedrà nei play off. Ed ora un po’ di cronaca.

Renon in vantaggio all’11:21 con Tudin, ma gran parte del merito va all’ex Dorigatti che innesca Rasom appena uscito dal penalty box che al volo serve Tudin che ringrazia e buca Groeneveld nel sette. Bolzano a questo punto appare in bambola e solo un grande Groeneveld lo tiene a galla.

Bisogna aspettare il secondo Drittel per vedere i biancorossi cambiare marcia e buttarsi a testa bassa all’attacco, ma Cloutier sembra invalicabile.

Il pareggio arriva in situazione di doppia superiorità numerica (fuori Astashenko e Hafner) per merito di Leo Insam, che dalla blu spara uno dei suoi formidabili fendenti al 43:52 riaccendendo le speranze di vittoria dei Foxes. Negli ultimi minuti ci sono una girandola di occasioni da ambo i fronti ma il jolly lo pesca Scelfo, che smarcato da Tuzzolino fa una piroetta davanti a Groeneveld e deposita in rete il disco del 2-1 al 58:53 facendo esplodere l’Arena Ritten.

Vittoria giusta dei ragazzi di Adey, nessuno si è accorto che mancavano tre pezzi da 90, perché qui la mentalità è questa, chi scende sul ghiaccio segue gli schemi studiati in allenamento e gioca come avrebbe giocato chi è assente e, se la classe non è la stessa, ci mette pattinaggio, cuore ed orgoglio ed è così se si arriva lontano, con una squadra fatta in casa e con la voglia di dimostrare di non essere secondi a nessuno.

Bolzano è in lenta costante crescita, la difesa è già granitica, a mio avviso Pittis non è il centro ideale per innescare Mihaly (spesso deve fare lui il play maker), ma sono sicuro che Doug avrà già pronta la lista della spesa per il Dott. Knoll.

SECONDA PARTE

La vendetta di Mc Kay: 6-1 al Cortina

E’ un Dott. Knoll visibilmente soddisfatto quello che incontro a fine partita al Club House dell’HCB. Alla domanda “Presidente la squadra comincia a girare?” la risposta è stata sibillina: “dicevano che segnavamo un goal a partita, stasera ne abbiamo fatti 6, speriamo di continuare così!”

Passando al match è stato un incontro a due facce, deludente la prima, fin quasi troppo bella per essere vera la seconda. Il primo periodo è stato francamente bruttino, squadre troppo guardinghe ed abuliche, poi il vecchio Doug si deve essere fatto sentire negli spogliatoi e ne è venuto fuori un Bolzano che ha letteralmente annichilito gli avversari. Unico neo per il coach (ma poco importa) è che il migliore in campo degli ampezzani sia stato il suo “amicone” Matt Smith. Chiave di volta dell’incontro è stata la mossa di schierare Luca Ansoldi nel suo vecchio ruolo di centro a fianco di Arpad Mihaly e per i bianco-azzurri sono stati dolori. “Anso” ha sciorinato grandi numeri, Mihaly ha ringraziato ed ha fatto il suo dovere, cioè mettere il disco in fondo alla gabbia avversaria, ma per onor di cronaca tutta la squadra si è espressa su livelli molto al di là della sufficienza, con Pittis che schierato nella linea dei “piccoletti” ha dato accelerazioni pazzesche ed ha risvegliato dal letargo Faggioni, autore di una bella marcatura. Anche Abel sta crescendo di partita in partita e Max Ansoldi ha giocato una partita maiuscola.

Cortina non pervenuto mi sentirei di dire, c’era un solo uomo sul ghiaccio: Smith, che si affannava a chiudere i buchi, a caricare tutti ed ha pure segnato, troppo poco per una squadra che si fregia del titolo di Campione d’Italia. Si è rivisto anche Kiki Timpone che ha perso un’altra occasione per dimostrare che chi lo lascia lontano dal PalaOnda sbaglia, forse dovrebbe risparmiare fiato e pattinare di più, ma questa è storia vecchia.

Bolzano passa al 10:20: solita rasoiata di Leo Insam, Maund concede il rebound, Pittis si avventa sul disco e porta in vantaggio le Volpi. Poi più nulla, grazie alle penalità Cortina spinge un pochettino di più ma le azioni da rete latitano.

La musica cambia nel secondo Drittel, Mc Kay dà la scossa giusta e Bolzano cambia marcia e dilaga. Al 25:31 è il “Faggio” (bentornato!) che di rovescino sfrutta una delizia di Leo Insam che finta il tiro e libera Flavio che firma il 2-0. Passa un minuto e mezzo e Mihaly va a referto deviando sottomisura uno slap di Borgatello dalla blu: 3-0 al 27:05. Il solo Smith si prodiga, ma quando finisce nel penalty box Max Ansoldi taglia tutta la difesa ampezzana e serve un gioiellino a Hajt che si era spinto fino a due metri da Maund ed al volo infila il 4-0 al 31:23. Al 34:11 Luca Ansoldi si beve tutti i suoi ex compagni di squadra, gira dietro lo slot, serve Mihaly che al volo spedisce il disco nell’angolino alto per il 5-0!

In apertura di terzo periodo giunge il meritato premio per Smith che, con De Marchi in panca puniti, spara un bolide appena dentro la linea blu siglando la rete della bandiera per i suoi al 41:27. C’è tempo per una discesa di Mihaly fermato solo dal palo con il pubblico in piedi a tributargli un’ovazione e per una perla di Abel (il giocatore ha sicuramente buone mani) che passeggia fra le macerie bellunesi, serve in backhand Max Ansoldi che chiude la partita al 55.13 con la rete del 6-1.

Mc Kay si sta prendendo le sue belle rivincite, nel giro di 10 giorni ha prima strappato la Supercoppa alla sua ex squadra ed ora l’ha strapazzata a dovere, ma i conti veri si faranno ad aprile e Doug ha dato appuntamento a tutti proprio ad aprile. Di mio posso dire che Bolzano sta ingranando e considerando che manca ancora qualcuno (ma non c’è fretta l’acquisto deve essere oculato) penso proprio che quest’anno all’atto finale il PalaOnda non sarà già con le luci spente come ormai da troppi anni capita…..

 

Pittis salva (forse) la panchina a Mc Kay 1-1 fra Bolzano e Brunico

Probabilmente se Jonathan Pittis non avesse infilato il puck nella gabbia pusterese a 10 minuti dalla fine del match, staremo parlando di crisi biancorossa e staremo già pensando a chi andrà a sedersi al posto di Mc Kay alla guida delle Volpi (Bob Manno???). Invece l’uomo fortemente voluto da Doug quest’estate ha girato le sorti di una partita che sembrava segnata ed ha consentito ai suoi di fermare la striscia che parlava già di due sconfitte consecutive.

Al di là di crisi o non crisi, Bolzano è parsa comunque una squadra stanca e priva di idee, gli uomini chiave sono spompati dall’elevato minutaggio cui sono costretti, l’assenza di una linea completa inizia a sentirsi. Morale? Bisogna correre ai ripari e presto.

Non riuscivo a capacitarmi delle magre rimediate ad Asiago e Canazei dopo l’ottima impressione lasciata dal match con il Cortina; ora, dopo aver visto il Bolzano di stasera mi si è accesa una lampadina: gli altri progrediscono, noi regrediamo. Non un’azione pulita, non un’uscita di zona impostata a dovere, non un accenno di pressing a parte 5 minuti scarsi sul finire del primo periodo, così non si va da nessuna parte. Certo, bisogna riconoscere anche il valore degli avversari in un campionato che ad ogni giornata si rivela più equilibrato, però un minimo di gioco bisogna pur mostrarlo, cosa che ultimamente non è dato vedere.

Il Brunico ha fatto la sua onesta partita, sicuramente ha giocato più dischi di noi e sicuramente se una delle due contendenti fosse dovuta uscire vincitrice, quella sarebbe stata la compagine pusterese.

Dopo un primo tempo chiuso sullo 0-0 con poche iniziative da entrambe le parti al 38:47 i Lupi si portano meritatamente in vantaggio con Adduono che sfrutta il rebound concesso da Groeneveld su tiro di Jarmuth. Da notare che il là all’azione dei giallo-neri era stata data da un errore dei nostri in attacco…Il team targato Interspar non ci sta a perdere e pigia sull’acceleratore, ma le azioni da rete sono pochine e comunque finiscono sempre preda di un ottimo Gage. Quando ormai inizia a levarsi qualche fischio dagli spalti (oggi abbastanza gremiti) al 49:48 si accende una colossale mischia davanti allo slot del goalie ospite e, fra lo stupore dei pusteresi Pianezze assegna il pareggio ai bolzanini. La rete se la attribuiscono sia Stocker che Pittis, Pianezze opta per Pittis e al pubblico del PalaOnda va bene così (fra uomo in area, rete segnata col guanto, disco che forse non è nemmeno entrato in porta penso che ci sia di che ringraziare). Ma non è finita, i pusteresi si sentono defraudati e si riversano rabbiosi dalle parti di Groeneveld che con un po’ di fortuna e tanto mestiere riesce a non subire altre reti e condurre in porto un prezioso 1-1 che fa classifica.

A mio modo di vedere per la sorte di Mc Kay decisive saranno le partite di Milano (martedì) ed Alleghe (giovedì) e proprio giovedì potrebbe anche esserci un curioso scambio di ruoli fra Groeneveld e…..

La vittoria del gruppo: Alleghe sconfitto 5-2

Due tempi inguardabili, bordate di fischi e pubblico visibilmente spazientito, Bolzano che arranca, Alleghe che si difende sornione e non fa nulla più del necessario; così si era andati al riposo dopo 40 minuti di non gioco e punteggio di 1-2 per le Civette. A dirla tutta le Volpi hanno sempre comandato le operazioni, ma la sterilità in attacco ha fatto fare un’egregia figura ad un Tom Askey dato in pessime condizioni di forma. Alleghe ha tirato 5 volte in tutto verso la gabbia altoatesina ed ha bucato 2 volte Groeneveld, Bolzano ha tirato almeno il triplo delle volte andando a segno solo una volta e non facendo neppure il solletico al goalie ospite nelle altre occasioni.

Doveva essere il ritorno al PalaOnda di Hell, che però si è seduto mestamente in panca. A mio avviso Ivany ha fatto bene a non rischiarlo, troppo elevato era il rischio di bruciarlo, peccato per lui che Askey, aiutato anche dai nostri attaccanti, si sia difeso bene.

Ma eravamo rimasti al 40°, ebbene gli ultimi 20 minuti hanno visto un Bolzano più fortunato che è riuscito a scardinare la serratura della gabbia agordina per ben 4 volte facendo tornare il sorriso ai suoi tifosi. La squadra comunque è unita, non ha mai mollato e pur palesando una pochezza di gioco disarmante ha sempre continuato ad attaccare a testa bassa riuscendo alla fine a vincere una partita fondamentale, visto che ora tornerà sul ghiaccio solamente il 17 novembre e quindi c’è tutto il tempo per oliare i meccanismi. Ancora una volta l’emblema di questa squadra operaia è stato Jonathan Pittis, che non ha mai smesso di buttarsi negli angoli andando a prendersi falli che sono costati innumerevoli minuti di penalità ai difensori alleghesi. Gira che ti rigira i goal sono venuti e così la vittoria, che mancava dal roboante 6-1 rifilato al Cortina. Ed ora le reti.

Dopo 43 secondi Alleghe in vantaggio con Chitarroni, che sfrutta un assolo di Veggiato che sembra un coltello nel burro tanta è la facilità con cui taglia la difesa di casa. Il pareggio arriva con una rasoiata di Mihaly a conclusione di un bel fraseggio con Abel e Luca Ansoldi al 5:42. Nemmeno il tempo di gioire che sul ribaltamento di fronte un tiro di De Biasio viene sporcato nel traffico da Manuel De Toni che sorprende Groeneveld al 6:06. Fino agli ultimi pirotecnici 20 minuti non accade più nulla.

Max Ansoldi apre le danze al 42:14 con un coast to coast da antologia in situazione di power play (fuori Harder) che il pubblico apprezza applaudendo a scena aperta. Al 46:48 è Walcher a portare in vantaggio i locali riprendendo un rebound concesso dal goalie ospite su tiro di Pittis. Al 54:38 con Lino De Toni nel penalty box grandissimo goal di Luca Ansoldi (nella foto) che finalizza un gioco di prestigio fra Abel e Mihaly nello stretto. Il 5-2 finale lo segna Abel in penalty killing (fuori Petruic) sfruttando il fatto che Alleghe giocava col sesto uomo di movimento e quindi senza portiere al 57:11.

La cosa più bella vista stasera comunque è stata la voglia del gruppo di vincere la partita; tutta la panchina ha trascorso gli ultimi 5 minuti in piedi ed alla sirena finale tutti sono corsi ad abbracciare Groeneveld. Il gruppo c’è e si deve continuare così, i risultati piano piano arriveranno, in fin dei conti giocando male, venendo criticati da tutti si è ad un solo punto dal Milano secondo in classifica, non male per una squadra in crisi nera!


Bolzano a fatica batte 2-1 la capolista Renon

Quanta sofferenza, e dire che al 12° minuto del primo tempo il vascello biancorosso veleggiava sicuro con un vantaggio di due reti, frutto di una partenza al fulmicotone; poi nel terzo tempo si è avuto il veemente ritorno dei “Rittner Buam” ma con una partita tutta grinta e protette da un super Groeneveld le Volpi sono riuscite a restituire ai Lupetti il 2-1 patito all’andata.

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, Bolzano ha giocato un ottimo primo tempo, condotto all’attacco e mostrando anche notevoli progressi in quanto al gioco espresso, il Renon mi è apparso molle sulle gambe e imballatissimo. E’ da stabilire se ciò sia dovuto al forcing biancorosso o al carico di lavoro che Adey ha fatto svolgere ai suoi durante la pausa per l’impegno della Nazionale; propenderei per questa seconda motivazione anche alla luce della magra rimediata in settimana da Scelfo e compagni contro il fanalino di coda Alleghe. Morale, Foxes padroni assoluti del ghiaccio e Renon ridimensionato. Per due tempi Bolzano ha comandato le operazioni di fronte a degli svogliati rossoblu che non si svegliavano nemmeno di fronte al caloroso incitamento dei loro supporters scesi a Bolzano in gran numero. La musica cambia quando la rete di Groeneveld viene violata, da lì in poi la partita gira, Renon si ricorda di essere la capolista e comincia a lanciarsi deciso contro lo slot biancorosso, provocando diversi problemi al portiere di casa. Contemporaneamente però ci sono le rapide ripartenze dei locali che mettono i brividi ad un comunque fantastico Frederic Cloutier.

Non è stata una gran partita, buoni i primi 12 minuti del Bolzano, avvincenti gli ultimi 10 minuti di entrambe le squadre ma nulla più; da un derby mi sarei aspettato qualcosina di meglio. Renon è al secondo ko di fila e sente il fiato delle Vipere sul collo, Bolzano si prende un brodino in attesa di tempi migliori, ma ora i goal.

Bolzano passa a condurre in apertura di match al 2:46 con Luca Ansoldi, che centra la gabbia dopo due grandi parate di Cloutier prima su Rolly Ramoser e poi su Mihaly. Il raddoppio arriva all’11:39 con l’ormai consueta rasoiata di Leo Insam forse deviata da Walcher nel traffico. Per vedere i “Rittner Buam” in rete bisogna scorrere il film della partita fino al 47:48 quando Scelfo buca Groeneveld dopo che questi aveva concesso il rebound su tiro di Fritz Ploner dalla blu.

Migliori sul ghiaccio i due portieri: Cloutier per i ragazzi dell’altopiano e Groeneveld per quelli del capoluogo. Un encomio particolare lo vorrei fare proprio al nostro portierone, che oggi ha mostrato (ce ne fosse ancora bisogno) tutta la sua classe. Un’ultima considerazione: le due migliori partite del Bolzano targato Interspar si sono viste contro Cortina ed a sprazzi Renon, guarda caso due ex squadre di coach Mc Kay, verso le quali Doug ha ancora il dente avvelenato. Mi sorge un dubbio: mi sa che questa squadra quando ha qualcosa da dimostrare “gira” bene, quindi forse quando si arriverà al dentro o fuori vedremo il vero Bolzano. Prima verifica sarà martedì contro Alleghe in Coppa Italia (per chi perde cala il sipario), che schiererà fra i pali un Hell in vena di togliersi qualche sassolino dai pattini ed in cerca di rivincite personali.

Biancorossi fuori dalla Coppa Italia 2007/2008 Alleghe passa 1-4: Bolzano umiliato!

Imbarazzante, non riesco a definire in altra maniera il compito di chi deve commentare l’incontro di stasera, ma imbarazzante è stato soprattutto lo spettacolo offerto dai protagonisti del match. Bolzano che ad inizio stagione si era prefissato 3 obiettivi: Supercoppa, Coppa Italia e Campionato, esce di scena già ai quarti di finale nella competizione che lo vedeva campione in carica, per mano di un Alleghe che non ha fatto quasi niente per vincere la partita. L’unico che ha vinto la sua partita è stato Guenther Hell che per pochissimo non è riuscito a tenere inviolata la sua gabbia ma comunque ha sciorinato parate sicure ed ha dato fiducia a tutta la squadra. Alleghe va alla final four, ma giocando in questa maniera rischia di fare solo magre figure. Bolzano inguardabile, molle sulle gambe, abulico, inconcludente con uno schema solo: disco negli angoli e via; peccato che negli angoli arrivassero sempre prima gli altri. Alleghe rispondeva con il solito schema, sempre lo stesso da anni: fulminea apertura per chi a turno si lancia in contropiede e sperare di arrivare in porta da soli. In tribuna lo conosciamo tutti questo schema, peccato che chi va sul ghiaccio ancora non lo abbia compreso e così i Foxes hanno abbandonato il ghiaccio sotto una bordata di fischi con quattro reti sul groppone.

Alleghe passa in vantaggio al 6:50 con Fabrizio Fontanive che nel traffico, sottomisura e soprattutto indisturbato riesce a deviare un tiro dalla blu di Halkidis. Il raddoppio arriva al 41:01 sempre con Fabrizio Fontanive che gira (sempre indisturbato) dietro lo slot e sorprende Groeneveld di rovescino. Al 47:18 con l’uomo in meno sul ghiaccio Alleghe fa tris: esecuzione perfetta dello schema spiegato prima con Bilotto che innesca Harder che sfodera una bomba nel sette che gela il PalaOnda. A questo punto è giusto che anche il back-up Russo vada a prendersi un po’ di gloria, infatti Alleghe ripete lo schema, Lorenzi apre per Lang che velocissimo arriva davanti ad Adam e gli lascia scorrere il disco sotto i gambali: 0-4 al 48:54 e PalaOnda che rumoreggia. Il goal della bandiera per le Volpi arriva in situazione di doppia superiorità numerica al 51:43, lo segna l’ormai solito e purtroppo unico Arpad Mihaly dopo che Hell aveva respinto da campione due tiri ravvicinati di Rolly Ramoser.

Morale? Una figuraccia, ma soprattutto mancanza di rispetto per chi ha pagato il biglietto per assistere ad uno spettacolo indecente, comunque rituffiamoci nel campionato, fra due giorni si dovranno fare i conti con il Cortina ed i due punti in palio, speriamo vada meglio.

Bolzano quasi perfetto: Fassa demolito 5-1

Due tempi che non ti sembra nemmeno di stare a guardare la squadra vista fino alla settimana scorsa, poi un terzo tempo di contenimento con la ciliegina della quinta rete spettacolare e frutto di una grandissima giocata, il tutto condito da un Groeneveld tornato ad essere quello che si ammirava all’ Arena Ritten con i colori dei lupetti dell’altopiano. Ma cos’è cambiato in una settimana? Niente sulla carta, molto da quello visto stasera, ma non è dato sapere perché. O meglio, giovedì ho scambiato due parole con il capitano dei biancorossi Rolly Ramoser prima della partenza per Cortina ed era stato chiaro: “in spogliatoio non c’è nessun problema, abbiamo solo sfortuna, vedrai che con due–tre vittorie di fila tutto si risolverà” (due sono arrivate, ora aspettiamo la terza martedì con l’Asiago…). Poi il capitano ha lanciato un appello: non fischiateci, tifate per noi, abbiate pazienza ed insieme verremo fuori da questo periodo nero. Per adesso sembra avere ragione lui, si inizia ad intravedere la luce in fondo al tunnel. I Foxes hanno impresso alla gara un ritmo forsennato arrivando sempre per primi sul disco, giocando da squadra vera, tre quattro passaggi e poi il tiro secco, in porta questa volta e non negli angoli e, quando il disco negli angoli ci finiva erano sempre le maglie bianco-rosse ad uscire con il disco sul bastone. Il Fassa è rimasto sorpreso dal ritmo delle Volpi ed è parso spesso in balia degli avversari, poi a poco a poco ha iniziato a guadagnare spazio sul ghiaccio e, soprattutto nel terzo periodo ha giocato alla pari, dimostrandosi squadra quadrata e con un gioco apprezzabile; Stefan Mair sta svolgendo anche a Canazei un lavoro egregio.

Bolzano in rete già al 4:27 al primo power play della serata (fuori Diego Iori), con una staffilata dalla blu del solito monumentale Leo Insam.

Il raddoppio in apertura di secondo Drittel per mano di Luca Ansoldi che, appostato davanti allo slot avversario dopo un rapido gioco di stecca infila Tragust al 20:48. Dopo un paio di minuti “Anso” veste i panni dell’assist man e, dopo un duro lavoro nell’angolo offre un disco d’oro a Walcher che al 27:14 gonfia la rete fassana per la terza volta. Il primo gioiellino della serata lo dona però al PalaOnda Matt De Marchi che, appena rientrato sul ghiaccio dal penalty box, riceve un assist millimetrico da parte di Borgatello, si invola verso Tragust, lo mette a sedere, gira dietro alla porta ed al 30:14 firma il 4-0 con il PalaOnda che si alza in piedi ad applaudire a scena aperta.

In apertura di terza frazione la rete della bandiera dei ladini a segno con Bourassa che spara al volo un disco ricevuto da dietro al gabbia dopo un fraseggio fra Sparber e Locatin al 44:54. Il secondo gioiellino della serata lo offre Groeneveld con una parata di pinza su un’improvvisa conclusione dei ladini a botta sicura, con nuovamente il PalaOnda in piedi a spellarsi le mani. Il terzo ed ultimo gioiellino è la rete del definitivo 5-1 siglata al 59:19 in situazione di power play (fuori Sparber) dopo un gioco di prestigio nello stretto fra Leo Insam, Luca Ansoldi e John Pittis, con conclusione di quest’ultimo con un disco fatto impennare nel sette di Tragust con un tiro sottomisura (un goal alla Drew Omicioli per intenderci…)

Bella partita, divertente e piacevole fra due squadre che hanno mostrato un buon hockey, ora la panchina di Doug McKay non dovrebbe più essere a rischio, anche se è notizia di oggi l’esonero da parte dell’Ingolstadt di un volto noto a Bolzano, un certo Ron Kennedy…..


Bolzano bruttino, Asiago “BELLISSIMO” 1-1 il finale

Non tragga in inganno il titolo, Bellissimo è il nome del goalie della squadra dell’altopiano, il vero titolo sarebbe dovuto essere: Bolzano male Asiago peggio. Con questa doverosa premessa spiace constatare che Bolzano ha fatto un passo indietro rispetto alla gagliarda prestazione offerta contro il Fassa, anzi due-tre passi indietro. Sorge spontaneo il dubbio, che questa squadra giochi ad hockey solo quando c’è da dimostrare qualcosa o quando c’è da salvare la panca a qualcuno, ma finchè non ci saranno le prove di questo si potrà solo constatare che ancora una volta siamo saliti sull’altalena delle prestazioni alterne e, quella di ieri è stata l’ennesima di scarsissimo livello da parte dei Foxes. Certo, per giocare bene bisogna essere in due ed Asiago ha fatto di tutto per spezzare il gioco avversario senza offrire alcunché di propositivo, ma comunque una squadra che ambisce a vincere qualcosa doveva fare polpette dell’Asiago visto ieri al PalaOnda. Dopo due tempi impalpabili, con azioni (se si possono chiamare azioni…)lente e prevedibili, nel terzo Drittel Bolzano ha fatto la voce grossa, assediando la porta stellata e tirando da tutte le posizioni, ma Bellissimo apparso nei primi due periodi un portiere goffo, impacciato e solamente molto fortunato, ha invece abbassato la saracinesca della sua gabbia parando tutto o quasi tutto (forse una rete c’era, ma la terna arbitrale ha optato per il palo…). Posso tranquillamente dire che comunque va bene così, perché questa era la classica partita che si poteva anche perdere, difatti dopo un terzo tempo giocato ad una porta sola, nel finale un contropiede maligno degli stellati stava per punire oltremisura le Volpi. Ultima annotazione per la terna arbitrale, sono senza parole, lasciando perdere l’operato sul ghiaccio che di sicuro non ha influito sul risultato finale, qualcuno mi deve spiegare il siparietto della penalità partita data e poi ritirata a Mc Kay. I fatti: Mc Kay alza di peso dalla panca un lines-man reo di non aver segnalato 6 uomini sul ghiaccio e si becca penalità partita, il team leader dei Foxes Severin Orsi chiama a sé il capo arbitro, gli spiega qualcosa (invero non molto amichevolmente…) questi torna al tavolo dei cronometristi ed annulla la penalità; INCREDIBILE!

Per quel che riguarda le marcature Bolzano passa in vantaggio in power play (fuori Loya ) allo scadere del primo tempo, con uno slap di Leo Insam deviato quel tanto che basta da Luca Ansoldi a due passi da Bellissimo al 19:28. Asiago replica in apertura di secondo periodo anch’esso in superiorità numerica (fuori De Marchi), dopo un batti e ribatti davanti a Groeneveld col solito De Frenza, che deve solo spingere il puck in fondo al sacco al 22:05.

Un terzo tempo volonteroso ha salvato le Volpi da un’altra pioggia di fischi, però la sveglia andava data prima, certo il risultato è bugiardo, ma se non si riescono a vincere partite come quella di ieri saranno guai seri.

TERZA PARTE

Dopo l’illusione la beffa: Bolzano 2 EVANS 3

Siamo alle solite, Bolzano fa il match, attacca, costruisce più gioco, mette alle corde le Vipere, ma alla fine esce immeritatamente sconfitto dal ghiaccio. La partita si potrebbe sintetizzare in questa frase: “mentre Bolzano giocava Milano segnava”. Tutto si può dire della truppa di Mc Kay ma non che sul ghiaccio non getti tutto quello che ha; purtroppo manca l’uomo goal, quello che magari non fa niente in tutto l’arco dell’incontro ma che quando arriva il disco vagante lo mette dentro. Insam si è concesso il lusso di far giocare sistematicamente la sua terza linea contro la nostra prima e lì ha vinto la partita, in quando la sua linea di rottura è riuscita ad arginare la nostra linea migliore, mentre per noi Evans è risultato inarrestabile. Va dato atto alle Volpi di essere riuscite a raddrizzare una partita compromessa, sotto 0-2 già al 13°, continuando ad attaccare a testa bassa i biancorossi sono pervenuti al 2-2 nel corso della terza frazione, per poi capitolare a tre minuti scarsi dalla fine dopo un’ingenuità costata due minuti di penalità quando sembrava che Milano fosse sul punto di cedere l’intera posta. Ad assistere all’incontro anche parte delle star che sabato otto daranno vita all’incontro rievocativo di tanti anni di Bolzano.

Milano passa all’ 8:01 mentre Max Ansoldi (2+2) e Kurtz (2) erano in panca puniti dopo essersi scambiati delle carezze: da Trevisani a Simon che con un pass forte e preciso taglia tutta la difesa bolzanina, Evans al volo insacca da due passi. Al 13:01 Evans concede il bis: imbeccato da Simon e Scandella spara sui gambali di Groeneveld con il disco che beffardo, lemme lemme si va ad infilare nello slot bolzanino. Bolzano reagisce con veemenza ma come al solito i suoi attacchi sono sterili, finchè Mihaly si porta a spasso l’intera retroguardia meneghina, serve Walcher che a sua volta vede arrivare Hajt al quale porge un disco bellissimo sul quale Chris si avventa e spara secco nell’angolo basso: 1-2 al 45:04 con la partita che si infiamma. Al 49:30 meritatissimo il pari, autore Zisser che spinge il disco che era fermo fra i gambali di un’ottimo Szuper dopo un tiro da posizione impossibile di Abel. Quando Milano sembra sul punto di crollare con il PalaOnda che spinge i Foxes alla ricerca del successo, Rolly Ramoser si fa spedire nel penalty box reo di aver rifilato una steccata ad un avversario e, complice anche un errato cambio di linee Milano va a vincere la partita col solito Evans che innescato verticalmente da Simon e Scandella beffa Groeneveld nell’angolino basso alla sua sinistra al 57:13 per il 2-3 finale.

Risultato bugiardo, però va premiato il cinismo degli uomini di Insam, nonostante il profondo cambiamento nel roster rossoblu il nocchiero riesce sempre a trovare qualcuno che sa togliere le castagne dal fuoco, cosa che manca a coach Mc Kay. Corupe potrebbe essere l’uomo della provvidenza, il suo debutto è previsto giovedì 22 al PalaOnda contro il Pontebba. A proposito di mercato, Mario Vinci smentisce le voci di nuovi arrivi in casa Bolzano, Abel non è a rischio taglio, l’unico arrivo sarà (a gennaio) quello di Dino Felicetti……sarà vero???

Russo paratutto Bolzano vince 3-1

Chi era venuto a vedere Corupe e Jardine ha potuto ammirare la splendida prestazione del back-up di Groeneveld Adam Russo. L’artefice della vittoria biancorossa è proprio il giovane portiere italo, che ha sciorinato una serie di pregevoli interventi che hanno consentito alle Volpi di far loro la partita suscitando più di un rimpianto nella truppa di Vassiliev. Corupe ha fatto intravedere molte delle sue potenzialità, ma mi è apparso un po’pesante sulle gambe ed a corto di fiato; Jardine è partito alla volta di Asiago ma…mai dire mai. La squadra che si è mossa meglio sul ghiaccio è stata senza dubbio quella friulana, ma Bolzano questa volta è stato cinico quel tanto che basta ed ha portato a casa l’intera posta quando forse un pari sarebbe stato il risultato più equo. Se andiamo a vedere lo score della partita infatti le Aquile sono la squadra che ha tirato di più ed ha tenuto maggiormente il controllo del puck, però alla fine ha sempre ragione chi segna di più e quella squadra stasera è stato il Bolzano.

Gli uomini di Mc Kay non impiegano nemmeno un minuto a passare: azione solitaria di Max Ansoldi che fa tutto bene ma trova Carpano che risponde presente ma perde il disco, sul rebound si avventa Abel ed al 30° secondo siamo già 1-0. Il pareggio friulano giunge al 16:03 con un’azione da manuale, volata di Rigoni sulla destra, disco a tagliare a fette la difesa biancorossa con Ciresa che arriva puntuale all’appuntamento ed al volo da un metro batte un’incolpevole Russo.

Per vedere di nuovo in vantaggio gli uomini targati Interspar bisogna attendere il 28:08 del secondo Drittel quando Borgatello spara dalla blu, Carpano concede il rebound e Corupe insacca il 2-1 di precisione. Al 37:43 una caparbia azione del capitano Rolly Ramoser porta al terzo goal dei padroni di casa e sancisce il risultato finale di 3-1 per Bolzano.

Bolzano che vince ma ancora non convince a pieno, la nuova prima linea Ansoldi Luca-Corupe-Mihaly potrebbe porre fine all’astinenza di reti, ma oggi è apparsa ancora troppo leziosa e poco incisiva. Pontebba è una buona squadra, forse troppo poco “cattiva” quando c’è da mettere dentro il disco, comunque il roster è di tutto riguardo e, con una guida come Misha Vassiliev in panca alla lunga i risultati dovrebbero venire.

In attesa del big match di Santo Stefano a Collalbo contro il Renon auguro a tutti anche a nome di Hockeyin i migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo.

Dorigatti spegne un buon Bolzano, Renon vince 5-3

Bolzano illude i suoi tifosi fino a 6 minuti scarsi dalla sirena finale ma poi crolla sotto i colpi di un Renon autore di uno splendido terzo tempo. Per due tempi Bolzano fa il Renon ed il Renon fa il Bolzano, ovvero Bolzano a distruggere il gioco dei Lupetti per ripartire con veloci contropiede e Renon che non riesce a costruire gioco complice la difesa alta dei biancorossi a pressare i portatori di disco avversari. Poi la svolta nel terzo Drittel con i “Rittner Buam” che cambiano marcia e schiacciano letteralmente le Volpi nel proprio terzo difensivo costringendole alla liberazione sistematica. Russo ancora una volta preferito a Groeneveld ed ancora una volta migliore dei suoi sul ghiaccio, tiene in piedi la baracca con grandi parate ed un pizzico di fortuna (quando una clamorosa traversa lo salva dalla capitolazione), ma nulla può quando Dorigatti si cala nelle vesti del killer e segna prima la rete del sorpasso e porge poi l’assist ad Olson per l’empty net goal che chiude di fatto la contesa. Un buon Bolzano comunque, tosto e tignoso, che ha lottato su tutti i dischi e non ha commesso particolari errori salvo poi calare alla distanza quando il Renon ha innestato il turbo, spinto anche da un’ Arena Ritten fantastica, che vedeva Bolzano nelle vesti del toro stremato e Dorigatti nelle vesti del Matador. Un unico appunto a Mc Kay è quello di far girare sempre i soliti che arrivano alla fine stremati mentre in panca c’erano forze fresche (Pittis e Zisser) che non hanno toccato il ghiaccio. Sul Renon rischio di ripetermi ma voglio sottolineare ancora una volta che ormai è una squadra matura, quadrata in tutti i reparti e conscia dei propri mezzi che, quando inizia a spingere sembra inarrestabile e….mancava un certo Tony Tuzzolino!

Bolzano passa al 15:41 dopo una splendida fuga di Luca Ansoldi che porge un disco a Mihaly che nel traffico buca Cloutier con un tocco di fino.

Il pareggio dei “Rittner Buam” arriva al 28:59 quando un tiro improvviso di Smith sorprende tutti e si infila nell’angolino. Quando il secondo Drittel sta per andare in archivio Bolzano passa di nuovo: siamo al 39:46, con Astashenko in panca puniti, Leo Insam tira dalla blu, Luca Ansoldi devia il disco sottomisura e porta Bolzano al riposo sull’ 1-2 (nella foto).

Questa rete sarà però il canto del cigno in quanto il terzo periodo sarà solo a tinte rosse e blu. Renon assedia il Bolzano ma Russo tiene fino al 54:15 quando con Faggioni nel penalty box i ragazzi dell’altopiano pervengono al pari con Bustreo, che sporca un tiro di Astashenko dalla blu. Il sorpasso 19 secondi dopo, al 54:34 altro tiro dalla blu, Russo ci mette una pezza ma il “Dorlo” è lì in agguato, rebound all’incrocio ed Arena Ritten che esplode: 3-2 Renon e match completamente diverso. Adesso Bolzano si scopre e le occasioni fioccano, al 57:44 fuga di Olson sulla destra, disco millimetrico per Smith che fa 4-2 e chiude il match. Mc Kay non ci sta e toglie Russo, ma il “Dorlo” è ancora in agguato, ruba un disco serve Olson che porta i suoi sul 5-2. Il 5-3 di De Marchi al 59:53 rende solo la pillola meno amara ma una cosa è certa, Renon vince con pieno merito e si conferma degna capolista.

La grande rimonta ampezzana: da 0-3 a 3-3!

E’ un mix fra incompiuta biancorossa e grande riscossa ampezzana il risultato finale del match di ieri sera. Bolzano gioca due tempi da grande squadra, cinica, ben ordinata e con un pressing alto che aveva già fatto vedere a Collalbo, Cortina gioca un terzo tempo degno della squadra tricolore vista la scorsa stagione. Il risultato mi appare giusto anche se alla fine del secondo tempo poco avrei scommesso sul Cortina ed alla fine del terzo ho tirato un sospiro di sollievo perché ho visto un Bolzano veramente stanco ed alle corde. Era anche la partita del debutto di Ryan Jardine fra le fila delle Volpi e mi sento di sbilanciarmi affermando che potrebbe essere lui la stella della squadra biancorossa. Bella partita comunque, che ha tenuto col fiato sospeso il discreto pubblico presente ed ha avuto il condimento della zuffa alla fine del secondo periodo scoppiata fra Pittis e Maund, che ha poi visto come attori protagonisti anche Hajt e Mulick.

Bolzano passa al 4:27 con Florian Ramoser, che spara dalla blu trovando forse la deviazione di un terzino bellunese. Il raddoppio arriva al 5:22 in penalty killing con Jardine in panca puniti; Luca Ansoldi se ne va in solitudine, poi lascia a Borgatello che beffa Maund sul suo palo.

Lo 0-3 che parrebbe chiudere la contesa arriva al 31:56 in power play con Dyment a scaldare il penalty box. Abel (ancora una bella prova) fa il bello ed il cattivo tempo, si presenta davanti a Maund che ci mette una pezza, ma c’è Jardine in agguato che ribatte in rete con un polsino delizioso. La partita si scalda e vengono alle mani Pittis (reo di aver fatto perdere il bastone a Maund) e Mulick, subito “aiutati” dallo stesso Maund e Hajt; Metelka (buono il suo operato) spedisce tutti e 4 in panca con un salomonico 2+2. Subito dopo “si danno da fare” anche Petruic e Luca Ansoldi finendo inevitabilmente in panca puniti e così Cortina si trova in doppia superiorità numerica ed accorcia al 37:38 con una bomba di Souza 2 metri dentro la linea blu.

La musica cambia nel terzo Drittel, gli uomini di Frycer si ricordano di essere i campioni in carica e mettono alle corde uno stanchissimo Bolzano. Al 42:17 la rete del 2-3 porta ancora la firma di Souza, dopo che Groeneveld si era opposto da campione a due sciabolate di Russel e Savoia. Al 55:20 arriva il giusto pareggio sulla falsariga del goal precedente: Groeneveld si oppone a due incursioni di Savoia e Souza e questa volta è Russel ad infilare lo slot biancorosso con un bolide sottomisura per il 3-3 finale. Bolzano avrebbe ancora l’opportunità di girare nuovamente la partita, complici le quasi contemporanee espulsioni di De Bettin e Smith, ma nemmeno con due uomini di movimento in più sul ghiaccio riesce ad abbozzare un attacco decente. Si finisce così fra gli applausi dei presenti, che dimostrano di aver gradito lo spettacolo offerto. Discorso che vale per entrambe le compagini: punto guadagnato o punto perso? Non saprei rispondere ma diciamo che per entrambe va bene così.

Petruic trascina il Bolzano: 4-0 al Valpusteria

Se c’era qualche dubbio che la squadra remasse contro, quel dubbio oggi non ha più motivo di esistere. Bolzano ha giocato una partita tutta cuore e dignità, quello che forse era mancato nelle ultime due uscite. Cosa sia successo ad Alba di Canazei ed ad Asiago non lo so, ma quella vista stasera è una squadra viva e con una gran voglia di dimostrare il suo valore, nonostante il reparto difensivo ridotto a soli tre effettivi, ma che si è avvalso di un Petruic che ha giganteggiato in ogni angolo della pista ghiacciata ed ha disputato la sua miglior partita da quando veste la casacca biancorossa. Grande match anche quello disputato da Russo, ancora una volta sceso sul ghiaccio da titolare che ha ringraziato Mc Kay regalandogli uno shot out. Mc Kay? Ma non era stato esonerato? Allora partiamo da quello che è successo ieri. Dopo l’allenamento svolto ieri sera c’è stato un faccia a faccia fra squadra, presidente ed allenatore e, da ciò che si è visto stasera sembrerebbe tutto a posto. Ma che fine ha fatto Ron Kennedy? Il vecchio Ron sta furbescamente alla finestra, difatti la sua prima scelta è Innsbruck dove al momento siede un certo Pat Cortina che, a quanto si mormora starebbe per venire esonerato, anche se la società gli ha rinnovato la fiducia. Mai dire mai però, se Cortina salvasse la panca chissà che Kennedy non decida di varcare il confine….

Della partita c’è poco da dire, anche perché partita non c’è stata, Bolzano ha dominato in lungo ed in largo, giostrando a suo piacimento il disco sul ghiaccio e, soprattutto nel secondo tempo mostrando un buon hockey. Il Valpusteria non è esistito, vuoi forse per la disposizione tattica perfetta delle Volpi, vuoi forse perché i Lupi stasera avevano le polveri bagnate. Da segnalare la contestazione durissima da parte del pubblico di fede biancorossa contro Doug Mc Kay, prima, durante e dopo la partita, nonostante la buona prova fornita dalla squadra.

Dopo un primo tempo chiuso a reti inviolate, Bolzano passa in apertura di seconda frazione al 24:47, Max Ansoldi e Petruic lavorano benissimo un disco nell’angolo finchè Neil s’inventa un assist per Corupe che al volo un metro dentro la linea blu lascia partire una saetta che fa secco Gage. Il raddoppio giunge poco più di un minuto dopo, siamo al 25:35 quando, con Gallace sulla panca dei cattivi Hajt tira dalla blu, Jardine ferma il disco davanti a Gage, lo spiazza e firma il 2-0. Al 30:58 Bolzano cala il tris, uno stupendo Petruic prima mette a sedere un terzino pusterese, poi finta il tiro, mette a sedere pure Gage, poi lascia a Rolly Ramoser che a sua volta lascia il compito a Pittis di gonfiare la rete ormai sguarnita.

Subito in apertura di terzo Drittel i biancorossi fanno poker, assolo di Luca Ansoldi e bolide che sorprende il goalie ospite per il 4-0 al 40:42 che chiude la partita.

VERGOGNATEVI!

Tornando indietro con gli anni mi riesce difficile ricordare una batosta del genere subita fra le mura amiche; se poi associo i nomi delle squadre con quelle batoste mi vengono in mente due nomi su tutti: Colonia e CSKA Mosca, ma mi ricordo anche che chi segnava il goal della bandiera si portava il disco in panca come ricordo, ne consegue che comunque fosse andata era già un vanto essere scesi sul ghiaccio con delle corazzate del genere. Oggi non si può dire la stessa cosa, Bolzano è uscito dal ghiaccio umiliato e con la squadra anche i suoi tifosi, unica differenza è che i giocatori per farsi umiliare sono pagati, i tifosi pagano un biglietto. Chi sta sbagliando è ora che paghi e non mi riferisco solo a Mc Kay, perché se è vero che la squadra non ha un minimo di gioco è anche vero che taluni giocatori non necessiterebbero di una persona che gli dica come impostare le azioni, dovrebbero essere in grado di farcela da soli, a meno che non si debba iniziare a spiegare anche come si indossa l’attrezzatura, come si impugna il bastone e come vanno allacciati i pattini. In parole povere, indubbiamente dietro a questo non gioco c’è un qualcosa che non quadra ed allora visto che abbiamo un team leader che dovrebbe curare i rapporti fra giocatori e società, tiriamo fuori il rospo che attanaglia questa squadra e cerchiamo di porvi rimedio finchè siamo in tempo.

Tornando alla partita, la squadra dà l’impressione di non saper reagire quando va sotto a freddo e questo giustificherebbe i time out ed i cambi di portiere a ripetizione, però mi sembra che stiamo parlando di una squadra di una certa caratura e non certo priva di esperienza quindi non riesco a giustificare questo atteggiamento. Alleghe pur non facendo il match della vita e dimostrando ampiamente di poter giocare ignorando sfacciatamente gli insegnamenti del vecchio caro zio Ron (e se Ivany si fermasse a BZ???), ha spadroneggiato in lungo ed in largo, con Chitarroni (4 reti) che sembrava un ragazzino ed ha ridicolizzato i nostri giocatori. Ed ora le reti:

Al 3:00 Alleghe passa con Chitarroni che ruba un disco a Petruic che tergiversava davanti a Russo e fulmina l’esterrefatto Adam da mezzo metro.

Al 9:50 il raddoppio con Sunblad che trafigge Russo dopo un tiro di Harder con Bolzano con l’uomo in meno sul ghiaccio (fuori Florian Ramoser)

Al 14:10 sempre con l’uomo in più (fuori Hajt) Alleghe fa tris: Bilotto tira dalla blu, Chitarroni appostato davanti allo slot biancorosso sporca il tiro e pone fine alla partita di un incolpevole Russo sostituito da Groeneveld.

Al 17:43 tiro improvviso di Manuel Da Tos che cala il poker per le Civette.

Il tempo si chiude con la rete dello 0-5 al 19:32 autore Jakobsen.

Lo 0-6 arriva al 27:53 e per Chitarroni è un gioco da ragazzi battere Groeneveld dopo una corta respinta su tiro di Sunblad.

Ancora Chitarroni sugli scudi per il settimo sigillo Agordino; al 34:02 Mario Brian finalizza un’azione in scioltezza avviata da Sunblad e proseguita da Nicola Fontanive.

Lo 0-8 è lo specchio del match con tre Agordini che sembra che provino uno schema in allenamento con Harder che mette dentro il disco dopo un fraseggio con Fabrizio Fontanive e Bilotto al 42:40.

Al 45:50 la rete della bandiera di Mihaly che riceve da Jardine da dietro la gabbia di Hell. Non mi pare che Arpad si sia portato il disco in panca per ricordo…..

A fine gara altra durissima contestazione a tutto lo staff biancorosso ed ai giocatori, con Mc Kay accompagnato in albergo dalla polizia….CONTINUA?

Bolzano ha ancora voglia di vincere: 5-2 alla capolista

Questa volta i Foxes escono dal ghiaccio fra gli applausi, applausi meritati soprattutto per l’impegno profuso nell’arco dell’incontro, un po’ meno per la qualità del gioco espresso. Avanti così comunque, mantenendo una tale intensità ed un tal ritmo penso che l’armata biancorossa non dovrebbe trovare soverchie difficoltà a qualificarsi per il master round. Attenzione però, perché i problemi non sono scomparsi con la cacciata di Mc Kay, sono sempre lì pronti a riaffiorare nuovamente; sostanzialmente si tratta di mancanza di gioco (anche se almeno adesso non c’è più il classico disco nell’angolo e via) e di difesa ballerina, soprattutto dopo l’abbandono di De Marchi. Bolzano ha vinto perché per 60 minuti ha martellato i “Rittner Buam”, ma appena i rossoblu acceleravano erano dolori, con tre passaggi arrivavano al cospetto di Groeneveld tagliando la retroguardia bolzanina come fosse burro. Buona, se non ottima in ogni caso l’autogestione dello spogliatoio, il line-up è stato rifatto seguendo le indicazioni dei giocatori e tutti sono d’accordo sull’impostazione delle linee (forse un po’ meno Stocker e Faggioni aggiungo io).

Il Renon mi è apparso sornione, certo non ha regalato la partita ma non mi è sembrato che si sia dannato l’anima, forse che si stia già preparando al master round, senza contare poi gli eventuali incassi maggiori in caso di qualificazione dei cugini? Fatto sta che appena spingeva un pochettino là dietro erano dolori per Abel e soci. In ogni caso è stata una partita piacevole che il Bolzano ha vinto meritatamente ed il buon pubblico ha apprezzato, in ultima analisi vorrei sottolineare anche lo score personale del traghettatore bolzanino Jamie Dumont: 2 partite 2 vittorie, ci sarà anche poco di suo, ma perché non andare avanti così visto anche la difficoltà a trovare un nome di grido? Ed ora la cronaca.

Bolzano mostra subito di voler fare la partita ed al 3:01 è già in vantaggio; dopo una insistita azione d’attacco condotta da Walcher e Corupe ci pensa Luca Ansoldi a firmare il vantaggio.

Al 6:07 affiorano tutti i problemi della retroguardia biancorossa, da un disco perso in attacco nasce un contropiede di Tuzzolino che si trascina dietro Florian Ramoser per tutta la lunghezza della pista ghiacciata ma non riesce a fermarlo, il “Tuzz” buca beffardamente Groeneveld fra i gambali e sigla l’ 1-1.

Al 15:39 Walcher (sempre positivo) con un polsino improvviso pesca il sette alla destra di Cloutier riportando avanti le Volpi.

Passa un minuto ed i Lupetti pareggiano: azione in scioltezza di Smith che arrivato in prossimità dello slot biancorosso taglia tutto il ghiaccio con un passaggio potente e preciso, dall’altra c’è Olson che spara al volo e sorprende Groeneveld per il 2-2 al 16:40.

In apertura di secondo Drittel Borgatello (ottimo) semina lo scompiglio fra le fila rossoblu e poi innesca Zisser che con uno slap al volo fulmina Cloutier per il 3-2 al 23:43.

Terzo periodo con sempre i padroni di casa sugli scudi, grazie ad un grande lavoro di Rolly Ramoser dietro la gabbia di Cloutier nasce il 4-2 al 43:41 con uno stupendo bolide di Pittis da tre metri che arrivava di gran carriera.

Nel 5-2 c’è tutta la voglia di riscatto di un Corupe in grande crescita, Kenny autore di una prestazione gagliarda fa tutto da solo, arriva davanti a Cloutier che para, si prende il rebound e lo buca fra il tripudio dei presenti al 52:19. Poi tutti a centropista a prendersi gli applausi del pubblico, ma è possibile cambiare registro in così pochi giorni? Posso solo sperare che duri…

Bentornato super Groeneveld: 2-0 al Cortina

Bolzano fa definitivamente la pace con i suoi tifosi giocando un gran primo tempo a cui fa seguire una seconda metà di terza frazione di assoluto rilievo. Anche il Cortina contribuisce giocando alla pari il primo tempo, attuando un gioco fisico ma corretto ed essendo addirittura superiore ai padroni di casa nel corso del periodo centrale. Finalmente si è rivisto in porta il Groeneveld che tutti vorremmo sempre vedere, sicuro, attento e concentrato al punto giusto, con logica conseguenza il secondo shot-out dopo quello offerto a Cortina con il medesimo risultato finale di allora: 2-0 per le Volpi.

Grande protagonista del match è stato anche John Pittis (sempre nel vivo del gioco), autore di un’altra partita con i fiocchi, durante la quale ha dispensato assist a iosa e si è calato nei panni a lui più consoni di play maker e non di “butta dischi negli angoli”. Un elogio particolare anche a tutta la terza linea biancorossa, con Zisser e Walcher uomini ovunque, coadiuvati a turno da Max Ansoldi e Faggioni; è stato questo il blocco che ha creato più grattacapi al Cortina. Anche la difesa ha patito meno che nel match contro il Renon, soprattutto perché gli Scoiattoli offrivano ripartenze meno brucianti dei Lupetti e, se non presa in velocità la difesa delle Volpi è difficile da superare. Mancano ancora all’appello i pezzi da novanta, ma c’è tempo per recuperarli, al momento il ruolino di marcia del dopo Mc Kay è condito da un bel trittico di vittorie anche senza l’importante appoggio delle stelle. Per finire ancora complimenti a Jamie Dumont, terza partita e terza vittoria di fila, un tris di successi che potrebbe far pensare alla Dirigenza di risparmiare un po’ di soldini visto come il ragazzo sta dirigendo lo spogliatoio oltre che la squadra.

Il Cortina mi è piaciuto, ma stasera si è trovato davanti un Groeneveld immenso, non riesco a capire la disfatta di Milano, messo bene in campo e soprattutto fisico, è mancato un po’ nella velocità di esecuzione e su questo dovrà lavorare Frycer.

Il tanto bistrattato Bolzano intanto aggancia la terza piazza seppur in coabitazione con Milano e Pusteria, che però hanno disputato una partita in più e vede più vicino il Master Round, mentre Cortina ormai è condannato a disputare il girone di relegazione.

Per quel che riguarda le marcature Bolzano passa subito in apertura all’ 1:14 con Max Ansoldi sottomisura che finalizza un’ottima combinazione fra Zisser e Walcher.

Il raddoppio arriva nel corso del terzo Drittel in situazione di power-play al minuto 49:16 (fuori Souza) ed è un goal splendido, confezionato da un Pittis superbo dietro alla gabbia di Maund, che prima controlla gagliardamente il puck, poi finge il passaggio a Mihaly appostato dinanzi allo slot, per poi servire l’accorrente Hajt che trafigge il goalie ampezzano con un polsino che si spegne all’incrocio dei pali per il 2-0 finale.

Un’ultima annotazione per il Capo arbitro Cassol che ha arbitrato molto bene, tenendo in pugno una partita difficile pur senza dispensare minuti a raffica, basti pensare che la prima penalità è stata fischiata al settimo minuto del secondo tempo ed i minuti totali sono stati 8 contro il Cortina e 4 contro il Bolzano.

Bolzano tutto cuore e rabbia strappa un 3-3 al Fassa

Un punto a testa che serve poco ad entrambe, al Fassa che lo perderà quando verranno divisi i punti (a meno che non pareggi sabato con il Renon) ed al Bolzano che per centrare il Master Round sarà costretto a fare risultato sabato con l’Asiago (a meno che il Pusteria non stecchi con Alleghe). Chiariamo subito che è stata una brutta partita ma, se una squadra meritava di uscire con i due punti dal ghiaccio questa è stata la compagine guidata da Mair; Bolzano ha fatto diversi passi indietro rispetto alle ultime uscite dimostrando che la presunta rinascita è ancora lontana. Una situazione preoccupante, la difesa tagliata a fette dalle veloci triangolazioni dei ladini, Groeneveld nuovamente insicuro ed un attacco che vive solo sulla verve dei singoli ma che non ha uno straccio di schema da mettere sul ghiaccio. Se poi le presunte stelle continuano a latitare si rischia di fare la figura degli ultimi anni. A proposito di stelle, quelle anche ieri non si sono viste, in compenso ci ha pensato il capo arbitro Stella ad ergersi ad assoluto protagonista del match. Forse voleva dimostrare al capo degli arbitri che non solo i giocatori sono scarsi, ma che anche chi li dirige sa il fatto suo; il Signor Stella ha praticamente giocato una partita nella partita, combinandone di tutti i colori, arrivando al punto che i giocatori delle due squadre stavano per mettersi d’accordo per arbitrarsela da soli la partita. Mi domando: ma è possibile arbitrare così? Mi domando: ma è possibile che la mania di protagonismo porti a certi eccessi? Ti domando caro Renzo Stenico (ti do del tu visto che siamo ex colleghi): è possibile istituire un time-out anche per la terna arbitrale dove tu scendi sul ghiaccio e cerchi di riportare ordine nella testa confusa di chi dirige il match? Comminare 50 minuti di penalità a casaccio (20 contro Bolzano 20+10 contro il Fassa) in una partita tranquillissima mi pare eccessivo, ma soprattutto mi pare eccessivo il modo di comunicare le penalità, come a dire: vai fuori e zitto che qui comando io. Paradossalmente però Bolzano deve ringraziare Stella, perché ha avuto il merito di dare una sferzata all’orgoglio degli uomini in maglia biancorossa che, sotto per 3-1 ed assolutamente abulici ed inconcludenti devono aver pensato: “adesso gliela facciamo vedere noi a questo” e così hanno tirato fuori gli attributi e si è giunti ad un salomonico 3-3 finale.

Match subito in salita per le Volpi che vanno sotto al 4:47 in situazione di penalty killing (fuori Petruic) dopo che Groeneveld sbaglia la liberazione lasciandosi intercettare il disco da Harrison che serve Schaafsma appostato davanti allo slot. Bolzano sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare davanti alla porta protetta da un buon Tragust ma perviene al pari al 16:33 in doppia superiorità numerica (fuori Sparber e Harrison) con Rolly Ramoser che questa volta proprio non può sbagliare il rebound concesso dal goalie fassano su bolide di Petruic dalla blu (nella foto).

Il secondo Drittel vede un Bolzano ancora più pasticcione ed impreciso con i ladini che invece si fanno notare per un gioco semplice ma redditizio e passano al 32:58 ancora con l’uomo di movimento in più (fuori Zisser) con Sparber, che si trasforma in NHLer saltando come birilli dietro la porta i difensori bolzanini e, una volta davanti a Groeneveld gli fa una veronica davanti e deposita il disco in rete per l’1-2. Al 36:13 improvvisa staffilata da fuori dal cerchio dell’ingaggio di Damour con Groeneveld che ci mette la pinza, ma poi perde il disco che si infila alle sue spalle per un pesantissimo 1-3.

Nel terzo tempo la trasformazione degli uomini targati Interspar che spingono rabbiosamente sull’acceleratore ed accorciano al 46:43 ancora con Rolly Ramoser dopo una caparbia ed insistita azione di Mihaly che si trascina al seguito tutta la retroguardia fassana. Il pareggio che premia forse eccessivamente la squadra di casa arriva al 53:42 ancora in situazione di power-play per le Volpi (Piffer nel penalty box con un 2+10 sul groppone, Max Ansoldi e Sparber con 2) per merito soprattutto di Borgatello, che si fa tutto il campo con il disco sulla stecca per poi servire sottomisura Luca Ansoldi che deposita in rete per il 3-3 finale.

QUARTA PARTE

Bolzano centra il Master Round: 9-2 all’Asiago!

Vittoria (o pareggio) doveva essere e vittoria è stata. Una vittoria condita finalmente ha un gioco spumeggiante, da una grinta, da una concentrazione e da una condizione fisica che fino a 5 partite fa era difficile immaginarsi, ma soprattutto da una voglia di giocare a hockey senza per forza essere costretti a sparare il disco in angolo. Certo, Asiago è arrivato a Bolzano senza il goalie titolare Bellissimo ma poco importa, Pavone non ha disputato un brutto match, forse le reti sarebbero state di meno ma il gioco espresso sul ghiaccio sarebbe stato il medesimo. Va sottolineato che delle 9 marcature biancorosse 5 sono state segnate in power-play ed 1 addirittura in penalty-killing, tutto questo a dimostrare che qualcosa negli schemi sta iniziando a girare e soprattutto che si è svegliato Corupe (3 reti) e che Abel, anche se schierato da difensore è andato in rete 2 volte sempre assistito da Mihaly e sempre a conclusione di uno schema ben preciso che vedeva B.J. arrivare a rimorchio fino a ritrovarsi nel ruolo di centro con Pittis che andava a scalare in difesa. Non ultimo il fatto che sono scesi sul ghiaccio tutti i giocatori a disposizione, quindi 3 coppie di difesa e 4 terzetti d’attacco, forse un lusso per la serie A italiana, ma che potrebbero tornare comodi quando le partite si susseguiranno a ritmo serrato. C’è da sperare in qualcosa di diverso per il prosieguo del campionato dunque? Direi di sì. Intanto da quando Dumont governa la corazzata Interspar la squadra è ancora imbattuta ed ha collezionato quattro vittorie ed un pareggio per un totale di 9 punti in 5 partite e di 23 reti fatte e solo 8 subite, che hanno portato la squadra al secondo posto a pari punti con il Fassa (che però ha i risultati migliori nei confronti diretti). Tutto ciò ha indotto il Dr. Knoll a confermare Dumont come allenatore capo dell’HCB fino al termine della stagione (forse affiancato da Jason Mark Muzzati come vice) ponendo quindi fine alla ridda di voci che ogni giorno vedevano un nome diverso alla guida delle Volpi.

Bolzano passa al 15:50 con Corupe che con l’uomo in meno sul ghiaccio (fuori Mihaly) scappa in contropiede e trafigge Pavone con un bolide nel sette. Il raddoppio con un gioco di prestigio fra Abel e Mihaly con B.J. che chiude il triangolo infilando il disco fra i gambali di Pavone al 18:06.

Al 26:45 Jardine insacca al volo appostato a 2 metri dallo slot ospite in power-play (fuori Testa). Il 4-0 porta la firma di Corupe, che sfrutta un rebound concesso da Pavone dopo una veronica di Jardine. Il 5-0 giunge al 32:16 con Borgatello che spinge in rete un disco rimasto fra i gambali di Pavone dopo un tiro di Zisser. Stanley accorcia per gli Stellati al 38:24 con Zisser e Rolly Ramoser nel penalty box per Bolzano e Borrelli per Asiago. Il 6-1 al 39:40 vede un’altra magia di Mihaly che innescato da Rolly Ramoser finta il tiro e serve Faggioni che al volo fa ancora centro.

Al 42:39 bella rete di Parco che mette la spatola su un tiraccio di Borrelli dalla blu con Asiago che ha l’uomo di movimento in più sul ghiaccio (fuori Abel). Al 44:07 con De Marchi nella panca dei cattivi Mihaly pesca ancora Abel che confeziona il 7-2. L’ 8-2 è di Corupe al 47:44 sempre con l’uomo in più (fuori Johnson) assistito da Luca Ansoldi. L’ultimo sigillo è di Walcher (ancora in power-play fuori Plastino) al 55:10 che da dietro la porta spara sulla schiena del goalie ospite che si trascina il puck in fondo al sacco per il 9-2 finale.

Ora il campionato si spezza in due con punteggi dimezzati per difetto. Bolzano parteciperà al Master Round che comprende le prime quattro classificate in questo ordine:

Renon 22 punti; Fassa Bolzano e Milano tutte e tre con 17 punti.

Parte il “Master Round”: Bolzano stringe i denti e passa anche a Canazei per 2-1

Non c’è più alcun dubbio che da quando al timone biancorosso siede un certo Jamie Dumont le cose siano cambiate. Anche allo Scola si è visto un Bolzano voglioso di far bene, compatto, reattivo e cattivo quanto basta, tutti per uno ed uno per tutti, con Groeneveld che nei momenti topici ha abbassato la saracinesca, con Mihaly che sta tornando quello di inizio stagione, con Pittis uomo in più e con tutti gli altri che svolgono al meglio il compito affidatogli. Personalmente mi aspetterei un pochettino di più da Jardine e Luca Ansoldi, ma bisogna vere pazienza, sono sicuro che a breve brilleranno anche loro.

Il Fassa come dice Stefan Mair è una squadra giovane che fa della velocità e del pattinaggio la sua arma in più ma, quando manca uno dei due ingredienti diventa una squadra battibile. Ieri è successo questo, i ladini non hanno pattinato a mille e Bourassa ha avuto il torto di pensare più ad aizzare gli avversari che a giocare ad hockey ed il Fassa ha pagato dazio. Va dato merito alle Volpi di aver chiuso gli spazi e pressato alto per non concedere le ripartenze, ma in questo ci hanno messo del loro anche i valligiani apparsi particolarmente contratti e timorosi di sbagliare; che la pressione psicologica inizi a farsi spazio fra le balaustre dello Scola?

Dopo un lungo periodo di studio Bolzano passa al 15:02 con Mihaly che riprende un disco respinto da Tragust su tiro di Hajt.

Il raddoppio arriva in chiusura di secondo Drittel con le Volpi in power-play, per merito di Florian Ramoser che buca il goalie fassano con una bomba sparata un metro dentro la linea blu al 39:10 (fuori Bourassa).

Nel corso della terza frazione Bolzano sembra controllare agevolmente il match, ma capitola al 51:02 su una dormita colossale di tutta la retroguardia, che consente a Harrison di infilare il puck nella rete sguarnita con Groeneveld a terra per l’1-2 che sarà poi il risultato finale.

Il risultato appare giusto, Bolzano ha rischiato pochissimo, forse solo nel finale ha patito un po’ il veemente ritorno dei padroni di casa, ma durante tutto l’arco del match ha comandato le operazioni ed ha dato sempre l’impressione di poter andare in rete una terza volta piuttosto che subire la rete del pari. Con questa vittoria la Dumont Band si issa solitaria al 2° posto e riduce di un punto il gap con il Renon (pari interno col Milano) in vista del big match di sabato al PalaOnda dove si aspetta il pubblico delle grandi occasioni.

Mihaly stratosferico: Renon battuto 4-3

Gran bella partita quella andata in scena stasera al PalaOnda, grande cornice di pubblico e due ottime squadre ad onorare il ruolo di capolista e damigella d’onore. Una parola va spesa subito per i “Rittner Buam” che nonostante fossero orfani di tre pezzi da novanta come Tuzzolino, Smith ed Astashenko si sono resi protagonisti di una partita encomiabile, persa solo all’ultimo minuto, su tiro di rigore magistralmente trasformato dall’uomo del match: il rumeno Arpad Mihaly, tornato a giocare a livelli eccezionali. Quasi tutto il Bolzano ha giocato a livelli d’eccellenza, soprattutto durante il primo terzo si sono viste giocate in velocità e fraseggi importanti, poi, piano piano sono saliti in cattedra i ragazzi dell’altopiano, sospinti dai loro tifosi scesi in massa a Bolzano, ma a questo punto si sono imbattuti nel loro ex portierone, tale Phil Groeneveld che ha sciorinato una serie di interventi spettacolari e decisivi, che hanno permesso ai padroni di casa di uscire dal ghiaccio con i due punti in tasca. Forse il pari sarebbe stato il risultato più equo, c’è però da dire che tutte e tre le marcature dei Lupetti sono nate da errori dei Foxes, che hanno avuto l’unico torto quando, in vantaggio di due reti hanno continuato a spingere invece di addormentare la partita, ma così facendo hanno esposto il fianco alle folate offensive dei ragazzi di Paul Adey. Ma, quando tutto lasciava presagire che il match sarebbe finito in parità, o che addirittura l’avrebbe potuto vincere il Renon, che stava giostrando con l’uomo di movimento in più (Pittis era nel penalty box) ecco l’errore madornale da parte della capolista, cambio errato su una innocua liberazione delle Volpi, sei giocatori sul ghiaccio, ed essendo nell’ultimo minuto di gioco tiro di rigore giustamente assegnato da un buon Metelka e poi giù il sipario con i bolzanini a festeggiare e gli ospiti a mordersi le mani.

All’1:06 Bolzano già in vantaggio con uno stupendo assolo di Mihaly che prima mette a sedere il suo diretto marcatore, poi si presenta al cospetto di un grandissimo Cloutier, mette anche lui a sedere e gonfia la rete facendo esplodere il PalaOnda. Al 15:58 giunge meritata la rete del raddoppio del Bolzano con un tocco sottomisura da campione di Corupe, che s’inventa una deviazione con stecca fra i pattini in back hand su delizioso assist del suo gemello Jardine. A questo punto crescono i pericoli dalle parti di Groeneveld ma Phil riesce ad ipnotizzare i suoi ex compagni di squadra ed a portare le Volpi al riposo in doppio vantaggio.

Tutt’altra musica nel secondo Drittel, Scelfo e compagni caricano a testa bassa e sono subito guai. Al minuto 25 con Borgatello fuori per due minuti c’è una errata liberazione di Petruic (peraltro ottimo) che pesca liberissimo Gruber che indirizza un polsino maligno nel 7 alla sinistra di Groeneveld per il 2-1. La pressione a questo punto aumenta ancora di più e Bolzano va un po’ in confusione, Luca Ansoldi tarda a liberare un disco innocuo, Egger si avventa sul puck e lo scaglia alle spalle di Groeneveld per il 2-2 al 29:42. Partita riaperta ma Bolzano non ci sta e si catapulta dalle parti di Cloutier che però sembra la dea Kalì (ma quante braccia ha quest’uomo???) e para uno, due, tre tiri, ma al quarto rebound Mihaly spedisce il disco nel sacco e riporta i biancorossi avanti; siamo al minuto 31:09, ma è ancora lunga. Subito dopo ci sono vibranti proteste da parte dei rossoblu che contestano la marcatura, ma Metelka senza pensarci tanto spedisce in panca con 10 minuti disciplinari a testa Egger e Daccordo. Come se non bastasse al 32:59 finisce sul pancone dei cattivi anche il ”Dorlo” ma, mentre tutti si aspettano la rete del Bolzano arriva a sorpresa il 3-3 al 33:27 con Mather, che s’invola dalla sua linea blu di difesa tutto solo verso Groeneveld e gli infila il puck nel solito incrocio sopra la sua pinza (devono conoscerlo proprio bene se negli 1 contro 0 glieli sparano tutti lì i dischi…).

Si parte per la decisiva terza frazione a ritmi più blandi, Bolzano cerca di rialzare faticosamente la testa ma Cloutier fa buona guardia, quando è il Renon ad affondare i colpi è invece Groeneveld ad abbassare la saracinesca e, quando da Milano giunge il finale di partita che sancisce il pari (4-4), strappato dal Fassa all’ultimo minuto, ci si potrebbe anche accontentare del 3-3 fin qui maturato. L’inerzia del match viene spezzata da 2 minuti contro Bolzano (fuori Pittis) decretati a poco meno di tre minuti dalla fine e qui Adey prova (giustamente) a portare a casa l’intera posta. Sul ghiaccio si affrontano i due special team ma la differenza la fa sempre l’uomo col 30 sulla schiena, Paul Philip Groeneveld che dà sicurezza ai compagni e ferma tutto quello che passa dalle sue parti, finchè al minuto 59 c’è l’ennesima liberazione da parte delle Volpi, i Lupetti stanno cambiando linee per l’ultimo assalto ma vengono colti con 6 uomini di movimento sul ghiaccio: RIGORE decreta Metelka e dopo un boato da parte del pubblico del PalaOnda la domanda: chi lo tira? Questo perché nell’hockey non è come nel calcio che il rigore quasi sempre significa goal, nell’hockey quasi sempre è il portiere ad uscire vincitore ed il Renon ha in assoluto il miglior portiere del campionato. Ma eravamo rimasti a chi lo tira? Con Cloutier già pronto davanti alla sua gabbia e tutti gli altri giocatori seduti in panca, si alza il n° 24 biancorosso, il conte Dracula, al secolo Arpad Mihaly e si dirige verso il centro del campo. Il PalaOnda è muto quando Arpad prende la rincorsa, pattinata decisa e, a tre metri da Cloutier iniziano le finte, finchè Cloutier non ci capisce più niente e si siede, ecco il momento, Arpad alza il disco nel sette dove Frederic non può arrivare ed il PalaOnda si risveglia ed esplode mentre Arpad fa il giro del campo e manda baci a tutti.

Bolzano vince quindi 4-3 e fa definitivamente la pace con i suoi tifosi, come sono lontani i tempi delle contestazioni, ora tifosi e squadra sono nuovamente uniti e tutto sembra incanalarsi verso la finale perfetta. La strada è ancora lunga, ma stasera si sono viste le candidate a giocarsi lo scudetto e, dopo anni di magra sarebbe il massimo giocarsi la finale con il Renon disputando magari tutte le partite al PalaOnda.