IL RICORDO DEL PRESIDENTE MAURO FERRANDO di Alberto Delleani

(AD); Stamattina mi sono svegliato, e qualcosa mi dice di guardare il telefonino subito cosa che non faccio mai, e leggo un SMS con scritto: “Hai saputo cosa è successo?” rispondo che non sapevo nulla e in pochi secondi la risposta “Mauro Ferrando è morto in un incidente ritornando da Merano”. Sono rimasto atterrito dalla notizia, non me l’aspettavo, come non se l’aspettava tutta la Valle. Per tutti noi della Valpellice, Ferrando non era solo il Presidente ma era qualcosa di più, l’anima della squadra, il trascinatore nei momenti più duri, il salvatore dell’hockey a Torre era un simbolo, era un AMICO. Già un AMICO, ultimamente avevo preso l’abitudine a fine partita di andare sempre a fare due parole con lui, e mi vengono in mente le scene della vittoria sul Vipiteno in gara-2, non riusciva a parlare tanto era emozionato, poi mi viene in mente la sua espressione quando la partita dopo aver perso 5-0, mi avvicino e mi dice: “Come hai visto la partita?” gli dico che mi sembravano un pò cotti e lui risponde: “Io ho visto che andiamo in finale, facendo una gran gara-5 su da loro” e così è stato. La settimana prima ero a Caldaro per vedere i quarti a seguito della squadra eravamo pochi, e per la prima volta c’ero anche io con mio papà e lui mi si avvicina sorridente dicendo “Guarda guarda anche la famiglia Delleani al completo, sono contento!”. Ogni promessa che faceva era mantenuta, non parlava mai a sproposito, era un signore. Anche all’esterno del mondo hockey, era una persona speciale, era impegnato in un’organizzazione per aiutare i bambini di Cernobyl. Non lo vedremo più a bordo pista a guardare la partita nell’angolo vicino alla panchina della Valpe, non vedremo più la sua firma Mauro Cesare Ferrando Presidente Pro Tempore vicino alle sue comunicazioni. Così l’asfalto ha portato via un’ennesima vita e ancora una volta il destino ha segnato questa società perennemente sfortunata. Chiedo scusa, se questa volta non sono riuscito a scrivere in maniera oggettiva, come ho sempre cercato finora, nonostante la mia passione per la Valpe, ma questa volta ho voluto scrivere da amico perché Ferrando oltre ad essere il Presidente era anche un AMICO. CIAO PRESIDENTE, CIAO MAURO