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di Cornelio Turri, Francesco Turri, Alberto Possieri, & Claudio Belotti (fotografo) |
ROSTER & MERCATO HCAP 2011-2012
LA PRESENTAZIONE ALLA STAMPA
L'ANGOLO DI BRENNO CANEVASCINI
LUNEDÌ 06 FEBBRAIO ENNESIMA SCONFITTA DEI BIANCOBLÙ A LANGNAU, DECIMO POSTO IN BILICO di Cornelio TurrI (foto di Claudio Belotti)
(Ladislav Koh, la sua prima rete in maglia biancoblù non è bastata) (CT & foto di CB); Va in scena alla Ilfis il derby della paura e del “guardate come siamo ridotti!” che, manco a dirlo, i padroni di casa fanno loro e raggiungo, al decimo posto in classifica, i leventinesi, andati sì in rete dopo la bazzecola di ben 141 minuti, ma messi sotto da un avversario che, per quanto malconcio e poco in arnese, ha avuto il merito di mettere sul ghiaccio molta più voglia e decisione dei nostri eroi. Lasciati invariati gli effettivi che tanto bene avevano figurato la sera precedente ....., Kevin Constantine ha confermati i soliti “presenti-assenti”, limitandosi a riunire Perrault e Kohn (oltre a Botta) nel primo blocco, indirettamente confermando la teoria che un mezzo vispo con due gatti di marmo finisce ..... per restare pietrificato, prima di rivitalizzare uno degli altri due. La mossa a sorpresa dava il frutto sperato di cancellare lo “0 reti all’attivo”: correva il 7’, per la prima volta l’Ambrì si presentava in avanti, il centro canadese lanciava un disco insidioso che il portiere avversario Esche non tratteneva (a proposito non ne avrebbe trattenuti una quantità industriale, ma accidenti! ad approfittarne!), Kohn, appostato, lo scaraventava in rete per il temporaneo vantaggio. La rete metteva più in apprensione chi l’aveva realizzata e subiva, subiva per tutto il primo periodo: un due vs zero era sventato da Bäumle, poi Kobach toglieva in disco dalla paletta di Moser, ma, su penalità di Kutlak, al 14'31” arrivava il pareggio di Genazzi (all’asciutto da 35 partite!!!!!). Nella ripresa, una discata costringeva Botta a star fuori per un bel pò e allora ecco ricomparire nel primo blocco Trevor Meier (perché non Hofmann?). Sul fronte opposto imperversava, unica linea decente, ma efficace, il blocco McLean-Di Pietro-Pellettier, con l’oltre quarantenne a mettere in condizione i compagni di tenere costantemente in apprensione Bäumle e soci. Così, dopo un salvataggio di Trunz sulla linea (sempre la banda dei tre a creare scompiglio) ecco il tocco “anni ruggenti” del centro svizzero-canadese per un Pelletier che, alla quarta superiorità numerica, si fa trovare pronto per la stoccata vincente. Scappati i buoi, sotto per l’assalto di Forte Apache: mischie furibonde alla “viva il parroco”, dischi rilasciati pericolosamente da Esche, qualche buona occasione, ma nulla più. Del resto la rete era già stata segnata, perché farne delle altre? Tolto Bäumle per l’ultima speranza, subito a rete Simon Moser per il definitivo 3-1. Se questi saranno i nostri avversari nei play-out, conviene fare gli scongiuri da adesso: se il morale della squadra, lo testimonia il volto di Elias Bianchi davanti alla telecamera della TSI, meglio non farsi illusioni. Cercare al volo Isabella, e sperare che abbia in tasca un altro jolly.
Ieri sera, sui canali della Svizzera Romanda, è stato trasmesso il derby Friborgo-GE Servette. Lasciamo perdere i burgundi che sono di un altro pianeta, ma il Ginevra di Mc Sorley è stato a lungo alle spalle dell’Ambrì. Non si venga a dire che loro non hanno dovuto subire infortuni importanti (oggi erano assenti Walsky, Dan Fritsche, spesso hanno giocato con due o tre stranieri) e, per scelte economiche o tattiche, hanno lasciato partire fior di giocatori. Eppure la carica, la determinazione, la voglia di mettere alle corde un avversario decisamente più forte, non hanno nulla a che spartire con la propensione che si vede in Leventina da un paio di mesi a questa parte. E i risultati sono lì da vedere: oggi, con pieno merito, la compagine ginevrina è sopra la linea. Non è detto che ci rimanga, ma noi nemmeno possiamo provarci! |
SABATO 04 FEBBRAIO AMBRÌ SCONFITTO DAGLI ZSC LIONS E CONDANNATO AI PLAY-OUT!!!!! di Cornelio TurrI (foto di Claudio Belotti)
(CT & foto di CB); Davanti a pochi intimi ma, tra i rigori del freddo, la neve e lo “spettacolo” offerto dai leventinesi, ci vuole proprio una dose supplementare di masochismo per assistere alla Valascia, o altrove, alle prestazioni dell’Ambrì, con un'inedita maglia viola (nemmeno un colore che porti un pò di “fortunaccia” vista la situazione!) per celebrare la serata del cuore e devolvere fondi per la Fondazione Elisa, che si occupa di bambini affetti da gravi malattie, i padroni di casa hanno fatto accomodare lo Zurigo e offerto, gentile concessione, tre punti oltre all’inevitabile shutout per il portiere avversario: oggi il turno era per Flüeler, e lui è stato il fortunato!
C’è poco da ridere: le cattive sirene della Resega, una settimana fa, sono state riproposte in tutto e per tutto questa sera, confermando un attacco che non la mette dentro nemmeno se gli avversari sono sul pullman, con una difesa che riesce a far diventare campioni anche quelli del dopolavoro. Il povero Noreau predica nel deserto, qualcuno ci mette un briciolo di buona volontà, per il resto una desolazione totale. E non può certo bastare quella fiammata, ad inizio ripresa, e qualche buon tiro verso la porta avversaria, per poter tirar fuori la solfa della cattiva sorte che si accanisce malevola. Non ci si venga a tacciare di disfattismo: una rete ogni dieci partite sono lì da vedere. Se poi le innovazioni sono schierare Trevor Meier al centro del primo blocco, vuol proprio dire che c’è speranza per tutti! Lo Zurigo, per contro, non ha fatto moltissimo per vincere, poichè non ce n’era neppure bisogno: si è limitato a raccogliere quanto gentilmente messo a disposizione, incamerando tre punti in ottica play-off, con il minimi sforzo. Passato in vantaggio nell’unico power-play avuto a disposizione (a proposito, Mattia Bianchi sulla panchina dei penalizzati: prendere le statistiche e controllare quanto le sue penalità sono costate in reti subite!), disco che Bäumle crede di controllare sotto il gambale (come dirà a fine partite), ed invece ancora libero. 1-0 e giù la serranda.
Nella ripresa parte di slancio l’Ambrì, ma nello slot il libero Seger mette dentro il 2-0 come bere un bicchier d’acqua. Con Stoffel in panca puniti, arriva il momento migliore dei padroni di casa: per due volte un gigantesco Noreau illumina Kohn, ma lo Zurigo si salva. Poi, Kutlak serve disco preciso, preciso (come un orologio a petrolio) al povero Trunz alla blu, Tambellini, che non è uno sprovveduto, se li beve tutti ed è 3-0. Si potrebbe almeno lottare per cancellare la casella 0 reti all’attivo, ma il nuovo arrivato Kohn si adegua all’andazzo generale e, di fianco al palo, mette sulla balaustra.
Purtroppo manca ancora un tempo, Constantine, a sei minuti dalla fine, visto che in cinque vs cinque (o quattro) i suoi non sono capaci di cavare un ragno dal buco, toglie il portiere e prova a schierarne sei: due botte di Noreau (chi se non lui?), quindi Kutlak perde il disco a centro pista per Bärtschi e 4-0 finale.
Parrebbe che la partita l’Ambrì l’abbia persa per l’imprecisione dei suoi difensori: in realtà gli errori in difesa si possono fare, a patto che in avanti qualcuno trovi la via del gol, che manca all’appello da ben 134’. Se poi, quel paio di giocatori che si elevano sopra la media e dovrebbero fare la differenza, sono i primi a commettere gli errori pesanti, la notte è nera, molto nera. |
GIOVEDÌ 02 FEBBRAIO ULTERIORI PASSI VERSO IL FUTURO
(Comunicato Ufficiale HCAP); L’Hockey Club Ambrì Piotta ha il piacere di annunciare di aver prolungato il contratto con il suo difensore Reto Kobach, per due ulteriori stagioni. Allo stesso tempo lo staff tecnico biancoblù ha deciso di far valere l’opzione per il prolungamento del contratto di Vitaly Lakhmatov fino al termine della stagione 2012/2013. In previsione della chiusura del mercato avvenuta l'altroieri, 31/01/2012, l’Hockey Club Ambrì Piotta si è assicurato, nelle ultime settimane, 7 licenze B con giocatori svizzeri che saranno impegnati con le loro squadre nei play-off di LNB. Per motivi di rispetto verso le loro squadre d’origine ed in parte su loro
richiesta, i nomi saranno comunicati unicamente nel caso in cui il
giocatore dovesse veramente approdare ad Ambri dopo aver disputato e conclsuo i
play-off con la propria compagine. |
LUNEDÌ 30 GENNAIO BIANCOBLÙ NON PERVENUTI ALLA RESEGA, LUGANO VINCE ANCHE IL QUINTO DERBY STAGIONALE di Cornelio Turri
(Thomas Bäumle, il migliore dei suoi ma non ha evitato l'ennesima sconfitta nel derby in stagione) (CT); Con una rete per tempo, il Lugano si regala la quinta vittoria in altrettanti derby della stagione e consolida la propria, traballante, posizione con tre punti fondamentali in prospettiva play-off, che, salvo clamorose ed autolesionistiche sorprese, dovrebbero essere assicurati, visto che, tra gli incontri da disputare, ci saranno la sfida casalinga con il Langnau e il sesto e conclusivo derby. I sei punti a disposizione potrebbero essere più che sufficienti per la sicurezza matematica. Purtroppo non illuda il successo, perché vincere contro questo Ambrì non appare proprio difficile: quindi i bianconeri non cadano nella presunzione “dell’impresa”, come avvenuto in occasione delle quattro reti rimontate la precedente sfida alla Resega, incamerino i tre punti, frutto di una prestazione ordinata e aggressiva, specie nel primo e parte del secondo tempo, sul portatore di disco avversario, tanto da lasciare poco spazio al ragionamento e all’impostazione, su un power-play sempre ben orchestrato e gestito, dall’alto di un tasso tecnico degli uomini da schierare sul ghiaccio, con un McLean, valore aggiunto, al di là della doppietta personale con le reti che hanno aperto e suggellato la via verso il successo. Queste le note positive su cui deve ragionale il Lugano, per saggiarne la consistenza e la tenuta, ci vorrebbe un avversario di diverso spessore. E allora eccoci qui, sul versante degli sconfitti: salvato il solito grande Bäumle (che da sette anni conosciamo), un sempre presente Noreau, qualche volenteroso dal nome di Raffainer, Casserini, Kobach, Demuth, il resto è apparso troppo poco consistente per sperare di sovvertire una partita che, con l’errore iniziale di Kutlak (ancora una prestazione inconsistente la sua, peggiorata dalla mancata liberazione del disco dietro la porta, costato il gol di McLean) si era incanalata, come al solito, su binari di una “rimonta” che, con un attacco che non segna neppure a porta vuota (vedi Lakhmatov che, a colpo sicuro, riusciva a centrare il palo), veste i connotati dell’impresa impossibile. Non che la retroguardia bianconera abbia avuto una giornata tranquilla e Conz (a proposito, ennesimo portiere a collezionare uno shut-out contro l’attacco leventinese) se la sia cavata senza lavorare (molti interventi di spessore e nessuna sbavatura per il suo ultimo derby alla Resega), ma le occasioni propizie cascano con il contagocce e vengono regolarmente lasciate sfumare: vuoi per un nonnulla, vuoi per imprecisione, vuoi ..... (dopo un paio d’anni che la musica rimane sempre la stessa) per mancanza di “qualità”. Spiace dirlo, ma anche un Elias Bianchi, che bene aveva fatto in avvio di stagione, da quando Pestoni e Kariya non gli accendono più la luce, è rientrato nei ranghi dell’anonimato. Francamente, l’Ambrì visto oggi sul ghiaccio a Lugano preoccupa: si accenda un cero di proporzioni più che adeguate, affinchè Pestoni e Walker rientrino a dare un contributo che, alla luce di quanto visto oggi, appare fondamentale. E perché non provare a schierare Perrault, Kohn e Landry in attacco? Infine la partita. Non è stata né entusiasmante né trascinante, a tratti monotona, filata via per pura necessità, con qualche raro sprazzo, più bianconero che leventinese, di gioco manovrato. Per il resto molti errori di impostazioni, passaggi anche banali fuori misura. I migliori? Senza dubbio il pubblico: ancora 7.800 persone che, francamente, avrebbero meritato migliore spettacolo. Ma si sa: da un lato, quando è derby, l’importante è vincere e, alla Resega, la maggioranza bianconera ha ottenuto quel che cercava. Dall’altro, un campionato che si trascina per 50 giornate con formazioni che perdono, per infortuni o scadimento di forma, i giocatori migliori, non può offrire sempre il meglio di sé. Ovvio che il livello delle prestazioni sia più modesto e ci si debba accontentare di ciò che passa il convento. I PERIODO: netta la supremazia del Lugano, che parte di slancio e costringe spesso in affanno l’Ambrì, incapace di uscire dal terzo con un minimo di autorevolezza. Del resto sono sufficienti 03'11”, perché il disco di Mc Lean si adagi alle spalle di Bäumle per il vantaggio bianconero. Kutlak, dietro la gabbia potrebbe liberare, due bianconeri su di lui e, voilà, 1-0. Un paio di superiorità numeriche leventinesi, potrebbero riaprire il confronto, ma nella prima i biancoblù non arrivano neppure al terzo avversario, nella seconda, il tiro di Domenichelli va fuori di poco. Quindi ancora il portiere sopracenerino a fermare Vauclair e Jörg. II PERIODO: fuori Noreau, il power-play del Lugano impiega 9” per scaricare nella rete avversaria il disco del raddoppio: deviazione di Romy su tiro dalla blu del rientrante e preciso Nummelin. Pochi secondi dopo e la partita potrebbe riaprirsi: incursione di Raffainer e disco a fianco della gabbia per Lakhmatov che dovrebbe solo appoggiarlo in rete: palo. Senza strafare, l’Ambrì pare crederci; ha anche 16” in cinque vs tre: Conz chiude i varchi. Finale di netta marca bianconera e Bäumle ultimo baluardo a salvare i molti tiri, spesso di prima intenzione (cosa che sul fronte opposto non succede quasi mai), e tenere in partita la sua squadra. Penalità anche a Constantine per proteste a spiccioli dalla seconda pausa. III PERIODO; Si chiude la penalità iniziata alla fine del secondo periodo e Nummelin, con la deviazione involontaria di Romy, centra il palo. Quindi è il Lugano ad avere 38” in cinque vs tre. Vuoi l’imprecisione bianconera, vuoi la maggiore verve del box-play biancoblù, l’Ambrì resiste e libera Perrault (primo penalizzato rientrato) per una fuga solitaria che il canadese pensa bene di dirigere verso le assi, invece che verso la porta di Conz. Infine, su disattenzione collettiva della difesa dei padroni di casa, Raffainer guadagna una penalità. S’incarica di tutto il solito Noreau che esegue superba discesa fermata da Conz, pressione sul box-play, quindi, McLean respinge e scappa col disco per uno short-hand che suona come una mazzata sulle gambe dei leventinesi e chiude, se ce ne fosse stato bisogno, la partita. |
DOMENICA 29 GENNAIO NON BASTA KOHN, IL FRIBORGO PASSA ALLA VALASCIA AI RIGORI di Cornelio Turri
(CT); Dall’infermeria esce Schlagenhauf e si ferma subito Walker, non ce la fa Pestoni, a riposo dalla ripresa del campionato ad inizio gennaio; c’è, per fortuna, il nuovo arrivo di Ladislav Kohn che, maglia numero 71, prende il posto di Walker nel secondo blocco. In porta ricompare Thomas Bäumle, e non poteva essere altrimenti, se si vuole venir fuori dalle secche e mettere sul ghiaccio il meglio che si ha a disposizione. Non sprizza salute neppure il Friborgo che, come ieri sera, schiera solo tre stranieri, ma, dall’alto del contingente di cui dispone, basta e avanza per spaventare ben più dell’Ambrì. E invece, come spesso accade in queste circostanze, i leventinesi giocano alla pari con i meglio attrezzati avversari, costruendo tre limpide occasioni da rete già nel primo tempo: un tiro di Trunz contenuto da Huet; una discesa di Schlagenhauf che, fatto sedere davanti alla porta N’Goy, è stoppato dall’estremo difensore burgundo, infine Elias Bianchi, appostato di lato al palo, è servito magistralmente da Noreau, ma non se ne fa nulla. La risposta ospite è solo in una discesa di Dubè, arrivato a ridosso di Bäumle e fermato dal portiere ticinese. Nella ripresa la spinta dei padroni di casa cala un tantino e si fa sentire la maggiore prestanza avversaria. Le occasioni più ghiotte capitano a B. Plüss, ben servito da Jeannin, ma conclude fuori, e al Top Scorer Sprunger, fermato ottimamente da Bäumle. Tutto rinviato al tempo conclusivo, quando, all’ennesima superiorità numerica, il Friborgo passa in vantaggio: prima Sprunger, sottoporta, crea scompiglio, poi il tiro di Loeffel, dalla blu, è deviato da Plüss in modo deterimnante e vincente. Contrariamente ad altre occasioni, gli uomini di Constantine non si sono persi d’animo e, pure in superiorità, pervenivano al meritato pareggio: il tocchettino di Perrault metteva in difficoltà Huet, la sua respinta era preda di Duca che, in due volte, metteva dentro. Overtime con molte emozioni ma senza reti, soluzione ai rigori senza storia: a segno i burgundi, nemmeno un leventinese. Che dire? Buona prova dell’Ambrì pur con le molte assenze e le linee allestite come possibile, con buona prestazione del nuovo arrivato Kohn e di un Duca decisamente molto più presente, non solo per la rete, di molte altre recenti prestazioni. Un buon segnale, considerato che la sofferenza sarà ancora molto lunga. |
MARTEDÌ 24 GENNAIO LE ULTIME DALL'INFERMERIA LEVENTINESE di Alberto Possieri
(AP); Buone notizie provengono dall'affollata infermeria biancoblù, Inti Pestoni ha ripreso ad allenarsi dopo la distorsione alla caviglia rimediata nella gara d'inizio anno contro il Davos anche se non dovrebbe farcela per gli incontri del week-end.
L'altro attaccante Raeto Raffainer, che aveva rimediato una discata sul polso nell'incontro vittorioso di sabato scorso contro lo Zugo, non ha nessuna frattura ma anche per lui ci sono dubbi perchè lo stesso è ancora molto gonfio. |
DOMENICA 22 GENNAIO BIANCOBLÙ, NUOVA VITTORIA A ZUGO di Cornelio Turri
(CT); “Se mio nonno fosse stato un tram, sarei stato forse una ..... ruota”. Già ..... se, se. Se nel campionato ci fosse solo lo Zugo, l’Ambrì avrebbe rischiato di vincere il titolo e gli svizzero-centrali di fare i play-out. Purtroppo, in LNA ci sono anche altre dieci compagini e la classifica è ben diversa. Irriconoscibile, solo ventiquattrore prima alla Valascia, senza cuore né anima, del tutto trasformato alla Bossard Arena, dove, a distanza di qualche giorno, si è ripetuto nell’impresa di mettere sotto i primi della classe, non solo nel risultato, ma anche nel computo della prestazione complessiva, giocando alla pari e ribattendo, colpo su colpo, ad una compagine che lo sovrasta di 35 punti. Ma, come scrive Luca Dattino ne “Lo spirito della valle” (a proposito assolutamente da leggere! per la completezza dell’esposizione e per assaporare e gustare lo spirito dell’Ambrì) quella squadra, nata il 19 settembre 1937 ha, da sempre, e i suoi sostenitori se ne facciano una ragione, nel suo DNA quello di alternare delusioni cocenti ed esaltanti vittorie, prestazioni inguardabili e scoppiettanti exploit. E allora lasciamoci stupire (questa volta in positivo) e godiamocela tutta la vittoria, seppure al supplementare, sfuggita per un niente nei tempi regolamentari, ma voluta, decisamente voluta, e arrivata puntualmente all’overtime. Come ha avuto modo di ribadire, a fine partita, Roman Botta (autore del gol vincente) alla TSI: “Con una squadra che gioca come lo Zugo, effettivamente ci troviamo meglio, ma siamo noi che vinciamo o perdiamo le partite, a seconda della nostra prestazione!” Così, caduti, verosimilmente, fulmini e saette nello spogliatoio dopo l’orrenda “esibizione” di ieri, ecco una squadra ritrovata e rinata, con il rientrante Müller in difesa a compensare, mica ci si montasse la testa, le defezioni di Sidler e Guerra. Sul fronte opposto ricompare, dopo la malattia, il Top Scorer Damien Brunner che riprende il suo posto al fianco di Holden e Schnyder, relegando, si fa per dire, il “gioiellino” Lammer nel blocco di Metropolit.
(Julian Walker) Scottati dalle precedenti esperienze, i padroni di casa partono subito a spron battuto, con Schaefer a rispondere presente in più occasioni e con Brunner che si presenta, scheggiando la traversa. L’Ambrì, per contro, aspetta senza affanno che passi la buriana per mettere il naso fuori dall’uscio, così, prima alza il baricentro, poi affonda: Noreau si beve la difesa avversaria, scende dietro la gabbia, gran back-hand per Botta che, lesto, suggerisce a Perrault davanti alla porta. Il canadese ritrova il sorriso e spegne il digiuno dell’attacco leventinese che durava da circa 135 minuti. L’Ambrì sale in cattedra e lo Zugo accusa il colpo: Walker spara su Markkanen, disco sulla traversa (dentro o fuori?), ricade sulla linea rossa, senza che Grassi lo sospinga quel tanto che basta per raddoppiare. Kampfer consulta le immagini e non vede il disco decisamente in rete. Si riprende, ma la musica non cambia: bravo il portiere finnico a fermare Demuth che gli si materializza davanti; nulla può al 18'38” su botta di Trunz, deviata da Grassi, disco a Kutlak e 2-0 perentorio. La ripresa inizia un pò in sordina, meglio per i leventinesi che non corrono pericoli e amministrano il vantaggio. Qualche penalità sul conto dei ticinesi è ben gestita dal box-play, anzi, in una circostanza, c’è anche un due vs uno: Perrault gestisce per Walker che s’impappina. Il finale è tutto dei padroni di casa: Schaefer sugli scudi, due volte per il guizzante Lammer. In avvio di tempo conclusivo, ancora in superiorità, lo Zugo accorcia le distanze: Brunner, di fianco alla gabbia, s’allunga il disco che diventa assist perfetto per Holden. Shedden spreme il suo pacchetto offensivo, con il Top Scorer a fare doppi turni in due blocchi. Sfiorato con Botta (due tiri consecutivi) il colpo del KO, a 90” dal termine si confeziona l’invitabile beffa. Dall’angolo Casutt centra disco parallelo alla linea rossa che Schaefer non intercetta, dalla parte opposta il liberissimo Brunner non può sbagliare.
Overtime. Il tiro di Chiesa si stampa sulla traversa e si trasforma in un due contro uno gestito magistralmente da Noreau e Botta, che tagliano fuori difensore e portiere per il tocco risolutore dell’attaccante leventinese. Ora c’è una settimana di tempo per integrare negli schemi il nuovo arrivo, il ceco Ladislav Kohn, e preparare, oltre che il week-end con Friborgo (in casa) e Lugano (alla Resega), anche un finale di stagione il meno tribolato possibile. Come dimostrato, non c’è avversario che tenga, se la volontà e la determinazione sono quelli giusti. Altrimenti, anche il “dopolavoro” riesce a fare sfracelli. |
SABATO 21 GENNAIO ATTACCO ANCORA A SECCO, IL KLOTEN PASSA FACILE ALLA VALASCIA di Cornelio Turri (foto di Claudio Belotti)
(CT-foto di CB); Cade la neve in Leventina e calano gli spettatori sugli spalti, allontanati dal maltempo e dalla poca propensione volitiva dei giocatori sul ghiaccio. Finisce come una settimana fa, con gli avversari che non si devono dannare l’anima per conseguire i tre punti e con lo shut-out, secondo consecutivo, del portiere ospite, nella fattispecie Rüeger.
Orfani ancora di Pestoni e privi del neo-acquisto Kohn, cui, a questo punto, si chiede di essere una sorta di “santo radiante in gloria” per rivitalizzare una squadra che appare spenta e scialba, oltre che parecchio “imbrocchita”, perso per malattia anche Schlagenhauf, l’Ambrì ha messo sul ghiaccio persino poca voglia di lottare e si è scavato il solco sotto i piedi con le proprie mani.
Per tutto il primo tempo, neppure una conclusione verso la porta di Rüeger, o meglio, una, ad onor del vero, c’è stata: di Raffainer, uno dello sparuto manipolo di volenterosi, ma il disco si è fermato ben prima della porta sul mucchio di compagni e avversari. Se queste erano le premesse, non ci si poteva aspettare altra conclusione di quella che è poi stato il risultato finale. Quando Walser, Under 20 di belle speranze, ha girato in porta, rapidamente e con precisione, un disco che si è infilato sopra la spalla di Schaefer, era solo il terzo minuto, ma vista la forza propulsiva dei padroni di casa, si era subito capito che la tegola, anche per questa sera, era già caduta. Troppo inconsistente l’Ambrì per sperare di fare almeno un pò di paura al Kloten, persino in un primo periodo al “cloroformio”, giocato su ritmi bassissimi.
Nella ripresa il ritmo si è un pò elevato e, paradossalmente, i leventinesi, si sono trovati lievemente migliorati (d’altronde era difficile fare peggio!) e, almeno, un paio di conclusioni hanno avuto la connotazione della pericolosità: un back-hand di Demuth a tu per tu con Rüeger, un tiro di Perrault sulla base della gabbia (in superiorità). Ma gli Aviatori erano ben pronti a ribattere colpo su colpo e uno svarione difensivo faceva comprendere quanto fosse vicino il raddoppio, giunto puntualmente dopo poco, su tiro di Stancescu respinto da Schaefer e ribadito, in mischia, da Liniger.
Mettici, pure, che Kurmann fermava il gioco a disco in movimento, con Rüeger in palese difficoltà (l’arbitro si scusava per il fischio inopportuno, ma intanto il Kloten era salvo), eccoci al terzo conclusivo dove gli ospiti, fuori Mattia Bianchi, orchestravano con l'ex-NHL'er Nylander, al suo debutto con la maglia dei Flyers, un power-play, mostrando all’Ambrì i fondamentali dell’operazione: 3-0 e tutti a casa. |
GIOVEDÌ 19 GENNAIO A LADISLAV KOHN L'OTTAVA LICENZA
(Comunicato Ufficiale HCAP); L'Hockey Club Ambri Piotta ha il piacere di annunciare di aver sottoscritto un contratto con il giocatore Ladislav Kohn (04.03.1975) fino al termine della corrente stagione. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- IVAN INCIR RITORNA AD AMBRI’ di Alberto Possieri
(AP); Ivan Incir lascia la compagine di NLB del Basilea, e ritorna con effetto immediato in Leventina agli ordini del Coach Kevin Constantine Incir potrebbe essere schierato già domani sera nella delicata sfida di campionato della Valascia contro i Kloten Flyers. Con la maglia della compagine renana Incir ha disputato nove gare con quattro punti totali (una rete + tre assist). Il ventenne, ora, deve dimostrare di avere superato i diversi infortuni delle ultime due annate, che ne hanno rallentato il suo inserimento nella squadra senior. Un giovane promettente che deve, in quest’ultima parte della stagione, meritare con le sue prestazioni un posto nel roster dell’HCAP 2012-13’ perché Incir ha un contratto in scadenza con opzione, che però non è stata ancora fatta valere da parte delle dirigenza leventinese. |
DOMENICA 15 GENNAIO PER L’AMBRÌ I PLAY-OFF SONO SEMPRE PIÙ UN MIRAGGIO di Cornelio Turri AMBRI’-PIOTTA-GE SERVETTE 0-3 (0-0; 0-1; 0-2)
(CT); Non c’è bisogno di scomodare Giacomo Leopardi: “all’apparir del vero, misera cadesti”. Sull’onda della negativa prestazione di Rapperswil, ecco il capitombolo casalingo con il GE Servette, ampiamente rimaneggiato, cui sono bastate quattro occasioni dalle parti di Schaefer per raccogliere un tiro fuori, due reti, un palo a portiere battuto. E l’Ambrì? Una miriade di minuti sotto la porta di Stephan, superiorità numeriche a ripetizione, anche doppia in un paio di circostanze, qualche tiro fuori di poco, ma “nisba!”: shutout per il portiere romando! Morale della favola? Siamo alle solite e pare non esserci soluzione. O almeno, forse, una ci sarebbe, ma nemmeno troppo facile da trovare: un cecchino da mettere davanti alla porta e che, con il disco, sappia cosa fare! Della serie: se ci fosse stato un “Jeff Hamilton” (tanto per fare un esempio, così ci capiamo), sicuri che il pur bravo Stephan se la sarebbe cavata con uno shutout? Possibile che il soggetto in questione (a proposito mi pare che sia ancora libero da impegni, ammesso che abbia voglia e intenzione di venire da queste parti) sia scarsamente propenso alla copertura difensiva ma cosa serve non beccare una rete, se poi, presa comunque, non si riesce a mettere un disco alle spalle del portiere avversario? Vero è che, da qualche anno a questa parte, l’Ambrì non dispone più di uno scorer (eccettuato Pestoni, non a caso Top Scorer della passata stagione, praticamente al suo debutto da titolare in LNA!), né si può chiedere a Noreau, autentico faro, di difendere, impostare la manovra, tirare dalla blu, segnare da solo se non si trova un compagno con il quale dialogare. Gli manca solo di pulire il ghiaccio nella pausa, poi ha fatto tutto!
Scorrendo la tabella dei risultati della presente e della passata stagione, un numero impressionante di portieri ha collezionato shutout al cospetto dell’attacco leventinese: tutti fenomeni? Probabilmente no, poiché continuano a solcare il ghiaccio di queste latitudini. Se ci aggiungi che qualche giocatore ha avuto un’involuzione “produttiva”, sia essa per scelte tattiche che lo hanno destinato a ruolo diverso, o per scadimento di rendimento (non sta a me giudicare), resta il fatto che quel contingente realizzativo non è stato adeguatamente supportato da altri, che hanno proseguito nel loro “ruolino”, fatto di marcature sporadiche e, comunque, in singola cifra. Un attaccante straniero degno di tal nome, se si eccettua Kariya, da inizio campionato sino all’infortunio che l’ha tolto per sempre di mezzo, non esiste nemmeno lontanamente. La storia non si fa con i “se” e i “ma”, tuttavia, se per un tocco di magia, fosse stato possibile schierare cinque minuti Trudel-Toms-Domenichelli, ieri sera l’Ambrì avrebbe sommerso il Ginevra sotto una grandinata di reti, altro che shutout! Del resto, i movimenti in prospettiva futura, con un massiccio ingaggio di volti nuovi, non è che la tacita ammissione che ci si deve liberare di un “peso” improduttivo che staziona in Leventina da troppo tempo. Ma per pianificare il futuro, occorre anche mettere “in salvo” la “cadrega” presente. E per farlo, bisogna tirarsi fuori dai pasticci il prima possibile, al cospetto di formazioni che hanno via via incrementato il loro rendimento e che, ahimè, dispongono di un potenziale offensivo, all’occorrenza, migliore del nostro. Il solo Perrault, affatto un trascinatore di suo, ma anche poco supportato, non basta e non può bastare: tuttavia, proviamo a mettergli di fianco, oltre a Pestoni, qualcuno che provi a rialzare le sorti della baracca (tenuto conto che gli assenti, Westrum e Kariya, non li vedremo più, e lo si sapeva da tanto tempo). Inoltre, diamo più spazio ai giovanotti di belle speranze del nostro vivaio: non possono fare peggio dei presenti e, ricordiamoci, che la salvezza si chiama Isabella! Per inciso: visto un tal Lammer dello Zugo? Due partite, quattro reti! Avrà di fianco fior di campioni, ma la mano non gli trema quando si tratta di sbatterla dentro!
E la partita? Se vogliamo quadrare il cerchio, sia detto che le reti del Ginevra (la terza a porta sguarnita) non passeranno agli annali per pregio e fattura, mentre il marcatore non è Sidney Crosby. |
SABATO 14 GENNAIO NUOVO INGAGGIO AD AMBRÌ? di Alberto Possieri
(AP); Secondo alcune testate sia del Ticino sia della Svizzera francese, l’Ambrì avrebbe messo sotto contratto l’attaccante Jérémy Gailland con un accordo valido per la stagione prossima. L’ascesa del promettente 23.enne, soprattutto dovuta a degli infortuni, si è fermata nelle ultime due travagliate annate e sembra che sia prossimo ad un prestito fino al termine della stagione corrente dal Rapperswil alla compagine di NLB del La Chaux-de-Fonds perché non rientra più nelle grazie del suo allenatore, Harry Rogenmoser. Gailland era già stato oggetto di un trasferimento per quattro gare a dicembre al FR Gottéron per le diverse assenze della formazione burgunda, ma poi fu rimandato al mittente, dove non riesce a ritagliarsi uno spazio tra i titolari. Per lui solamente sette presenze stagionali coi Lakers senza alcun punto (ultima rete personale il 24/04/2010!). Manca solo l’ufficialità da parte della società leventinese, che potrebbe avvenire prima dell’importante match odierno contro il GE Servette. Per l’HCAP si tratterebbe del quinto ingaggio in vista della stagione 2012-13’. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ENNESIMA OCCASIONE SPRECATA DALL'AMBRÌ di Cornelio Turri
(CT); Se esistesse una classifica delle occasioni perdute, l’Ambrì sarebbe Campione del Mondo! Come molti temevano, alla prova del nove, ennesimo flop! Terza sconfitta su quattro incontri contro gli ultimi della classifica e nulla a che vedere con la bella e convincente prestazione di Zugo. Troppo inconsistenti e senza mordente (solo la linea di Walker, Raffainer e Demuth sembra avere una marcia in più e mettere decisamente pressione alla retroguardia avversaria), con un primo tempo poco convincente ed una ripresa ancora peggio, a poco serve il solito finale arrembate, quando i buoi sono scappati. Che non fosse serata, nonostante il sostegno di un ammirevole pubblico, lo si è capito subito, quando, al primo tiro verso la porta, Schaefer non si faceva trovare preparato su un disco affatto trascendentale di Nils Berger. La baracca si poteva raddrizzare grazie alla prima penalità sul conto dei sangallesi (Niinimaa il colpevole) e così era: la bordata di Trunz, fresco di prolungamento, veniva deviata dal redivivo Schlagenhauf per il pareggio e la seconda rete consecutiva dell’attaccante leventinese. Capita l’antifona, bastava regolarsi. Invece, perché non farsi del male da soli? Nemmeno due minuti dopo, il nuovo vantaggio dei padroni di casa, ancora con Gerber che, evidentemente, deve aspettare l’Ambrì per trovare la via della rete. La ripresa vede le azioni ticinesi ancor più in ribasso. Troppo spazio e troppa disponibilità concessa agli uomini di Rogenmoser che, se stanno all’ultimo posto della classifica, una ragione ci deve pur essere. Infatti, con Perrault in panca-puniti, fanno una fatica tremenda ad insediarsi nel terzo avversario e, quando ci sono, consentono la fuga in short-hand di Walker che ottiene, insperato, il pareggio. C’è anche una seconda possibilità, sempre durante la stessa penalità: Walker propone un due vs uno che Raffainer non riesce a concretizzare. E allora, sulle ali del sostegno di un pubblico che a gran voce sommerge i sostenitori casalinghi, succede che una difesa un pò molle lascia spazio a Walser per la terza segnatura. In più Schaefer si fa perdonare l’incertezza iniziale fermando Suri e Grauwiler e mantenendo i suoi attaccati all’avversario. Tutto rimandato al tempo conclusivo, quando la tegola cade sulla testa dei leventinesi nel momento in cui un frizzante Murray si beve come un uovo lo statico Kutlak e fa 4-1. Finalmente si desta la squadra di Constantine che preme l’avversario nel suo terzo, ma si apre a veloci e pericolosi contropiede. Uno di fila all’altro, sono decretati da Mandioni due rigori (ineccepibili) per fallo su uomo lanciato a rete (vittime prima Grauwiler e poi Brendl): in entrambe le circostanze, Schaefer ci mette una pezza, la seconda volta con l’aiuto del palo. Mancano ancora 5’ circa, quando Kobach si ricorda che, ai bei tempi, disponeva di tiro pregevole e secca Manzato. I due minuti finali sono giocati dall’Ambrì senza portiere, ma in rete, a porta vuota, ci va il Rapperswil, primo o dopo il suono della sirena non fa differenza. |
GIOVEDÌ 12 GENNAIO RINNOVI E ACQUISTI PER PRESENTE E FUTURO
(Comunicato Ufficiale HCAP); L'HCAP comunica con piacere di aver trovato un accordo con il giovane promettente attaccante Marco Pedretti (classe 1991/185 cm./87 kg.) per la stagione 2012/13'. Marco ha attualmente un bottino offensivo di 28 punti (11 reti e 17 assist) in 30 partite giocate con il club giurassiano dell'Ajoie, un club di montagna simile all'HCAP, che difende da anni con onore il proprio posto nella NLB.
Inoltre il Club ha firmato un contratto fino al termine della stagione 2014/15' con il talentuoso difensore Julien Bonnet (classe 1985/186 cm./89 kg.). Dopo tre stagioni in LNA con Ginevra e Kloten e un grave infortunio che lo ha tenuto lontano delle piste per tutta la stagione 2010/11', Julien si è rilanciato in LNB questa stagione ed è pronto a fare il prossimo passo agli ordini di Constantine.
(Daniele Grassi a destra con Inti Pestoni, il futuro dell'HCAP) Per dare peso al proprio progetto, l'HCAP comunica di aver anticipatamente prolungato il contratto che già lo legava fino alla stagione 2014 del suo giocatore del proprio vivaio e internazionale juniori Daniele Grassi (1993/180 cm./80 kg.) fino al termine della stagione 2015/16'. |
MERCOLEDÌ 11 GENNAIO IMPRESA DELL’AMBRÌ IN CASA DELLA CAPOLISTA di Cornelio Turri
(Joel Perrault a segno dopo parecchie giornate all'asciutto) (CT); Poteva essere l’ennesimo allungo dello Zugo ai danni delle ticinesi, dopo un week-end da sei punti contro Ambrì e Lugano, ma il terzo tentativo è rimasto indigesto agli uomini di Shedden, privi per scelta tattica di Markkanen (in porta confermato Zurkirchen fresco di rinnovo contrattuale e del primo shut-out in carriera in NLA) e, per necessità, del Top Scorer del campionato Damien Brunner, ricoverato per accertamenti in seguito ad una infezione intestinale (vedi nostro articolo in Ultime News Svizzera). Pur con tali assenze, lo Zugo restava di gran lunga superiore all’Ambrì, se non altro per quanto affollata ancora rimane l’infermeria biancoblù che, stasera, dopo la partita, probabilmente si avvarrà anche della presenza di Roman Botta (possibile frattura alla mano). Per fortuna, almeno sul ghiaccio, i ruoli si sono spesso invertiti, con i leventinesi a fare il gioco e condurre le danze, gli svizzero-centrali a rincorrere e ad essere più spesso in affanno. È finita con la vittoria netta e meritata degli uomini di Constantine che riaccorciano le distanze dalla linea “della vita” e tengono viva la speranza, come ha detto Hofmann a fine partita, per le ultime dodici gare, nonché in apprensione il Bienne, primo indiziato nel mirino degli inseguitori. Nella ripresa si riparte al piccolo trotto, ma al primo affondo consistente, allunga l’Ambrì: Demuth si dà un gran daffare dietro la gabbia, serve al centro per Raffainer, che non ha difficoltà a mettere alle spalle di Zurkirchen. Fioccano le penalità sul groppone dell’Ambrì, una ancora, per sovrannumero. Per fortuna il box-play tiene e lo Zugo ha le polveri bagnate. Se non altro per orgoglio, nel terzo conclusivo, Shedden ordina la carica e Schaefer ha parecchio lavoro: in affanno, i leventinesi faticano a liberare, ma non mollano. Il fuoco di paglia dura poco, allora Raffainer, sempre più cuore e coraggio, riconquista disco perduto, tiro al volo di Perrault e 4-1 in cassaforte. Anche il canadese ritrova la via della rete dopo ben dodici partite a bocca asciutta. Poi, sino alla sirena finale, solo gli ospiti a sfiorare la quinta rete: Raffainer ribalta azione delicata e conclude sul portiere; Elias Bianchi ruba disco alla blu e, sul tiro, Zurkirchen se lo vede sfuggire tra i gambali e lambire il palo; un cinque vs tre spaventa i padroni di casa e tiene lontana la minaccia fino al fischio liberatorio della terza sirena. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- MARC REICHERT IN BIANCOBLÙ!
(Comunicato Ufficiale HCAP); L'HCAP comunica con piacere che Marc Reichert (classe1980/191 cm./95 kg.) ha firmato un contratto fino alla fine della stagione 2014/15’. Marc è un giocatore potente e completo che gioca preferibilmente all'ala, ma che può anche essere schierato al centro.
Inoltre il difensore Adrian Trunz (1984) ha prolungato il contratto che già lo legava fino alla fine della stagione 2012/13’ per un ulteriore anno fino al termine della stagione 2013/14'. Adrian è giunto in Leventina questa stagione e si trova attualmente statisticamente tra i migliori difensori di LNA con passaporto svizzero. |
MARTEDÌ 10 GENNAIO MARC REICHERT FIRMA PER TRE ANNI di Cornelio Turri
(CT); J.J. Aeschlimann ha reso noto la durata del contratto che l'HCAP ha sottoscritto con il giocatore Marc Reichert, attualmente a Berna: tre anni. |
LUNEDÌ 09 GENNAIO LE ULTIME DAI BIANCOBLU’ di Cornelio Turri
(CT); Manca solo l’ufficialità da parte della società per l’ingaggio, dalla prossima annata sportiva 2012-13’, dell’attaccante bernese ed ex-nazionale rossocrociato, Marc Reichert. L’accordo sarebbe di almeno due stagioni. L’unico “ostacolo” sarebbe rappresentato dal Langnau, altro club interessato al 31.enne. L’Ambrì, poi, avrebbe proposto a Reto Kobach il prolungamento del contratto per un anno. Dopo Mieville, potrebbe arrivare da Bienne anche Mathieu Tschantré, attuale Capitano di Seelander.
(Martin Kariya, sarà difficile vederlo sul ghiaccio in questa stagione) Nella stretta attualità, invece, l’Ambrì ritornerà sul mercato alla ricerca di un attaccante straniero per la fase decisiva della regular-season l’eventuale play-off o play-out. Questa indiscrezione è stata confermata direttamente in un’intervista rilasciata dal DS, J. J. Aeschlimann, poiché sarò difficile vedere sul ghiaccio sia Erik Westrum, per lui al 99% il ritiro dall’attività agonistica e di Martin Kariya, che sta migliorando ma il suo rientro è ancora lontano e indefinito. |
DOMENICA 08 GENNAIO BIANCOBLU’ SCONFITTI A LANGNAU, ADDIO PLAY-OFF? di Cornelio Turri
(CT); Esce sconfitto anche dalla Ilfis un Ambrì che, forse definitivamente, dà l’addio ai sogni per i play-off (stasera il Bienne dista 12 punti), punito dalla solita scarsa propensione a tramutare in rete le occasioni che crea, trafitto, ancora una volta (ma qui gioca anche la sfortuna), in superiorità numerica, mentre esercitava il massimo sforzo per l’allungo che poteva rivelarsi decisivo, superato da una penalità decretata per scambio scorretto con una fiscalità che il linesman di Massy difficilmente fischierà di nuovo. A nulla è valso lo sfogo di Constantine, conscio dell’ennesima beffa che si stava perpetrando ai danni della sua squadra. Ma tant’è, quando ci si fa male da soli, risulta anche difficile recriminare sulle colpe reali o presunte degli altri. Resta l’amaro week-end a bocca asciutta, per una classifica che piange manciate di punti gettati alle ortiche, e che nessuno, nel prosieguo del campionato, consentirà di recuperare. Non solo, ma ora bisognerà anche guardarsi alle spalle, perche Langnau e Rapperswil, vincitore oggi sul Davos, non sono più così lontane e poco attrezzate come qualche settimana fa. La compagine leventinese è scesa sul ghiaccio con gli stessi effettivi della serata precedente alla Valascia, confermando Bäumle a difesa della gabbia, recuperando Elias Bianchi dall’infortunio, ma confermando al centro della linea di Perrault e Grassi il canadese Landry. Sorretto dai soliti noti, gli altri mancano ancora clamorosamente all’appello (ma saranno mai capaci di dare un valido contributo alla causa?), l’Ambrì ha retto bene il confronto con i padroni di casa, notoriamente arrembanti nelle prime fasi della contesa. L’equilibrio è stato spezzato solo da una superiorità numerica (punito Mattia Bianchi), che ha portato al tiro Gustafsson, da posizione defilata, con un polsino che ha sorpreso l’estremo difensore ticinese. Certamente più intraprendenti nella ripresa gli uomini di Constantine, capaci di sciupare ghiottissima occasione (un tre vs uno in short-hand!) con Perrault che, a tu per tu con Esche, preferiva tirare, ma decisamente fuori bersaglio; quindi, dopo un pericolo costruito da Adrian Gerber, Walker non trova il disco a due passi da Esche, infine ecco il pareggio alla prima superiorità numerica: Botta mantiene attivo il disco nel terzo per il cambio leventinese e la fiondata di Kutlak s’infila alle spalle del portiere. Sulle ali della rete, i biancoblù premono sull’acceleratore e, puntuale, arriva il vantaggio: nasce dalla caparbietà di Raffainer (uno dei pochi a dare anima e corpo tutte le partite!) con disco a Demuth, lesto a tramutarlo nel vantaggio legittimo. La svolta nel tempo conclusivo. Da un tiro di Mattia Bianchi, libero davanti alla porta, nasce una penalità a favore dei leventinesi che gestiscono il disco con pregevole rapidità ma tanta leziosità per il tiro a botta sicura (nonostante buone conclusioni) innesca il contropiede, che Pelletier non si fa sfuggire di tramutare nell’insperato pareggio. Infine, a 5’ dal termine, la penalità per sovrannumero che Rytz trasforma nel prezioso vantaggio, che assicura la vittoria. L’ultimo power-play dell’Ambrì, infatti, non sortisce esito, nonostante la gabbia dei tigrotti corra ancora qualche pericolo. Nelle parole di Raffainer tutta la delusione e l’amarezza per la sconfitta e per la consapevolezza che, nonostante tutto, i sogni s’infrangono qui. A suo dire, la partita è stata persa per un’ingenuità sul 2-1 e, nonostante non si giochi male, non si è bravi abbastanza per vincere queste partite. Parole sante: non conta l’onore delle armi, conta vincere. E l’Ambrì, fa maledettamente fatica a vincere. |
SABATO 07 GENNAIO UN AMBRI’ DALLE DUE FACCE CEDE IL PASSO ALLO ZUGO di Cornelio Turri (foto di Claudio Belotti)
(CT & foto di CB); Un Ambrì formato Laporte per 44 minuti e spiccioli, poi si ridesta dal torpore (o meglio sarebbe dire dallo squallore) grazie ad una discesa superlativa del suo uomo faro Maxim Noreau e rimette in discussione una partita, che pareva morta e sepolta. Troppo poco, per avere ragione di uno Zugo che nei primi due tempi ha raccolto quanto messo, generosamente, a disposizione dai leventinesi, inconcludenti in attacco, tanto da lasciare il giovane Zurkirchen in pratica inoperoso, pasticcioni oltremodo in difesa (le prime due reti regalo munifico di errori che non si possono commettere, vero Kutlak?), incapaci di uscire dal terzo a un ritmo, almeno, “amatoriale”.
Quando Noreau è partito dalla gabbia di Baumle, ha cercato un compagno “sveglio” cui appoggiare il disco e, non trovandolo, si è portato in avanti, fintato l’appoggio per il cambio, gabbato la difesa avversaria e trafitto il malcapitato Zurkirchen, d’improvviso si è accesa la luce. La difesa ospite ha avuto il suo bel daffare per arginare la pressione dei padroni di casa che, accorciate ulteriormente le distanze con Botta, in power-play, hanno sperato, e anche sfiorato, l’insperata rimonta. Ma ormai era tardi, troppo tardi, dalla stalla erano scappati tutti e, anche per questa sera, niente ….. latte. Sia chiaro che lo Zugo, pur privo di Markkanen (ma con quattro stranieri di movimento) e dell’ammalato Top Scorer Damien Brunner, non ha rubato nulla, anzi, è andato vicino alla goleada, evitata da alcuni ottimi interventi di Baumle, al rientro dopo diverse partite in panchina, e da un palo e una traversa.
L’Ambrì ha ripresentato a difesa della gabbia San Thomas che, dopo qualche incerto intervento, del tutto comprensibile, e con una difesa davanti che faceva acqua da tutte le parti, ci ha messo un pò a carburare, poi ha cavato dal cilindro le solite parate-salvezza; privo di Inti Pestoni, ne avrà per una diecina di giorni per una distorsione alla caviglia, ha ripresentato per fortuna Noreau ed inserito Landry, prima in terza linea, poi, dopo l’infortunio di Elias Bianchi, nella prima al centro di Perrault e Daniele Grassi. Bisogna dire che, sarà stata la sveglia della rete, sarà stata la presenza del canadese al centro del primo blocco, molte cose sono cambiate e la linea ha cominciato a girare a dovere e creare seri grattacapi agli avversari.
Insomma, questa doppia faccia dei leventinesi preoccupa: vera più la prima (speriamo di no!) o la seconda? Già questa sera a Langnau urge una risposta anche parziale. Vero è che, in avanti, troppi uomini appaiono inconcludenti, per non dire inutili, e la distribuzione, per rendere omogenei i blocchi, pare più un livellamento verso il basso che verso l’alto. Landry, se il fisico lo sorregge, parla la stessa lingua hockeystica di Perrault, altri o non ne sono all’altezza, o l’hanno decisamente dimenticata. Urge et necesse, come ha annunciato J.J. Aeschlimann, reperire sul mercato un rinforzo attaccante, perché l’Ambrì, da sempre, dipende dalla potenza offensiva espressa dal contingente straniero. Della serie: dimmi quanto segnano gli stranieri, ti dirò dove stai in classifica. Oggi come oggi, un portiere straniero è un lusso che non possiamo permetterci, oltretutto, avendo a disposizione Baumle (specie in prospettiva play-out, se così sarà). LE RETI: 00’51”. Disco dietro la porta leventinese, rubato e mischia davanti alla porta: è tuo, è mio, indietro per l’accorrente ed ex-di turno Chiesa che non ha difficoltà a mettere dentro.
44’47”. Fa tutto Noreau: dal recupero del disco nel terzo difensivo, alla ricerca di un compagno inesistente, alla discesa sino alla porta avversaria e alla superlativa rete. Solo questo vale il prezzo del biglietto.
50’01”. Power-play Ambrì giocato davvero bene e con disco rapidamente girato da un parte all’altra. Zugo vicino alla capitolazione ma regge. Perrault, dalla sinistra, fionda, Botta raccoglie la respinta e riaccende le speranze.
Date le proteste recenti, due parole sull’arbitraggio. Designato Danny Kurmann: chi, se non il migliore fischietto svizzero? Impeccabile per due tempi, poi, nel finale, stranamente, mentre la partita saliva di tono, lui si spegneva. Mancano all’appello un paio di evidenti penalità, tutte a favore dei padroni di casa. |
MARTEDÌ 03 GENNAIO 2012 UN BUON AMBRI’ NON BASTA PER INIZIARE CON UNA VITTORIA IL 2012 (foto di Claudio Belotti)
(Tratto dal sito HCAP & Foto di CB); Ha iniziato l'anno nuovo sulla falsa riga di come aveva terminato il 2011 l'Ambrì Piotta che, confrontato ad un avversario dal tasso tecnico sulla carta parecchio superiore, è stato in grado di compensare il divario con grande spirito di squadra e ferma determinazione dal primo all'ultimo secondo del match. Purtroppo, però, nell'occasione l'epilogo non è stato dei migliori, con il Davos che a poco più di 30” dalla fine ha insaccato la rete del decisivo 3-2 tra le proteste generali di pubblico e giocatori di casa, convinti che il gioco dovesse essere fermato prima che Taticek potesse trovare la via della rete.
Peccato davvero, perché dal punto di vista del gioco i ragazzi di Constantine (ancora privi, tra gli altri, del loro leader e Top Scorer Maxim Noreau) avevano ben retto il confronto con i grigionesi, apparsi superiori unicamente in brevi tratti ma per il resto ben arginati dalla difesa locale, raramente andata in vero affanno. La rete d'apertura a firma di Sykora è, infatti, arrivata in seguito ad una sfortunata deviazione di un giocatore biancoblù, trasformatasi fatalmente in un perfetto assist per lo straniero, mentre il raddoppio davosiano al 42' di Taticek è figlio di un'incomprensione difensiva mentre si giostrava in power-play.
(La rete dell'1-1) In generale, per tutto l'incontro l'Ambrì ha comunque concesso poco ai campioni in carica, bravi nel gestire le energie dopo la Coppa Spengler ma anche parecchio fortunati soprattutto nel secondo tempo, quando i leventinesi sono andati più e più volte vicini al gol con tanti dischi che, ballonzolanti nello slot, non ne hanno voluto sapere di finire in porta. Per scardinare la gabbia protetta da Genoni ci è di conseguenza voluto uno spunto personale di Inti Pestoni che però, dopo aver regalato il provvisorio 1-1 ai suoi, si è procurato una leggera contusione alla caviglia che lo ha costretto in panchina per il resto del match.
(La rete del 2-2) Nonostante l'assenza di Noreau abbia nuovamente pesato nell'economia del power-play della squadra di Constantine, Duca a due minuti dal sessantesimo ha trovato proprio in situazione di superiorità numerica la sua prima realizzazione del campionato, risolvendo una furibonda mischia nello slot per un gol sporco tanto “brutto” quanto efficace.
Purtroppo gli sforzi dei beniamini locali sono stati vanificati dall'episodio descritto in apertura, capace di vanificare uno sforzo che ha comunque permesso all'Ambrì Piotta di riconfermarsi su buoni livelli e che sicuramente il pubblico accorso alla Valascia ha apprezzato.
L'amara pillola della sconfitta è stata ancora più indigesta da inghiottire in seguito agli sfavorevoli risultati del pomeriggio fatti registrare dalle dirette concorrenti per la corsa ai play-off, con Bienne, GE Servette e ZSC Lions tutte vittoriose. Le buone manovre orchestrate lunedì fanno però ben sperare per i prossimi due importanti impegni dei biancoblù, i quali prevedono gli incontri contro Langnau e Zugo in una corsa ai play-off che rimane comunque aperta a qualsiasi risultato. |
VENERDÌ 30 DICEMBRE PORTIERI HCAP: UN GRAZIE A BÄUMLE, UNA CONFERMA PER SCHAEFER
(Comunicato Ufficiale HCAP); Di comune accordo con l’interessato e il suo nuovo club, l’HCAP comunica che il proprio portiere Thomas Baümle ha firmato un contratto con gli SCL Tigers per la prossima stagione, con opzione per una successiva. L’HCAP tiene a ringraziare con particolare gratitudine e grande affetto Thomas, che ha assicurato con signorile professionalità la difesa della gabbia leventinese durante sette Stagioni. “San Thomas” resterà nel cuore del popolo biancoblù, di cui ha condiviso con rara passione i momenti belli e quelli più difficili di tutti questi anni.
Contemporaneamente, l’HCAP comunica di aver esercitato la propria opzione per la prossima stagione sul portiere Nolan Schaefer, che ha già avuto occasione di dimostrare il proprio valore fin dall’inizio della sua prima stagione in biancoblù. Nolan, che vanta parentela elvetica tanto da parte di padre quanto di madre, sta rapidamente imparando l’italiano ed ha espresso il desiderio di reintegrare la nazionalità svizzera. Non è possibile allo stadio attuale avanzare previsioni sulla durata della relativa procedura, sulla quale non saranno rilasciate dichiarazioni. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- SI AVVIA IL PROGETTO “NUOVA VALASCIA”
Questo accordo segna la conclusione della fase di studio preliminare iniziata nel dicembre 2010, a seguito del preavviso cantonale negativo per la ristrutturazione della vecchia Valascia. In quest'anno sono stati approntanti lo studio di fattibilità ed il business-plan che dimostrano la sostenibilità tecnica ed economica del progetto. Nelle prossime settimane l'HCAP ed il Comune definiranno e comunicheranno i dettagli della procedura da seguire per la realizzazione dell'opera, che dovrebbe essere disponibile per la stagione 2017-18'. |
SABATO 24 DICEMBRE L'AMBRI’ CHIUDE IL SUO 2011 CON UNA PROVA STREPITOSA (foto di Claudio Belotti)
(Tratto dal sito HCAP & Foto di CB); Ha fatto davvero un bel regalo ai propri tifosi l'Ambrì Piotta che, nonostante le molte assenze ed al cospetto di uno degli avversari più quotati del campionato, è riuscito nell'impresa di conquistare due punti d'oro che mantengono i biancoblù in corsa per i play-off.
(Inti Pestoni, non inquadrato, ha realizzato l'1-2) La pressione sul portiere Gigon si è fatta con il passare dei minuti sempre più insistente con i biancoblù che, forti anche di tre superiorità numeriche in rapida successione, hanno sfiorato il punto del 2-1 a ripetizione. La rete dell'aggancio è arrivata pochi minuti più tardi, al 33'45'', quando Pestoni ha insaccato dallo slot il disco che ha ridato slancio all'incontro. Sulle ali dell'entusiasmo il pareggio è giunto meno di tre minuti più tardi grazie a Landry, che ha così impattato la contesa ed ha fatto vacillare le sicurezze degli Orsi.
(Il 2-2 di Eric Landry) Il solido sistema di gioco dell'Ambrì, unito alla grande energia e volontà dei giocatori andati in pista, ha permesso di sopperire al divario tecnico e – soprattutto – alle molte assenze anche nel terzo tempo, quando dopo un solo minuto Raffainer ha trovato addirittura il punto del vantaggio. La speranza di ottenere la posta piena è purtroppo durata poco, ma anche nel finale di partita (su un pericoloso 3-3) i leventinesi hanno dimostrato grande carattere, resistendo agli assalti finali della formazione di Törmänen. Nel frangente – così come per tutto l'incontro – è da sottolineare la grande prestazione di Nolan Schaefer, ancora una volta sicuro nei momenti topici ed in grado di fare la differenza.
(Il 4-3 di Julian Walker) La meritata vittoria è arrivata dopo pochi attimi dall'inizio dell'overtime, con Julian Walker che, con un polsino imprendibile, ha lasciato di sasso Gigon ed ha fatto esplodere di gioia i quasi 3'900 tifosi presenti venerdì alla Valascia. L'Ambrì Piotta si conceda così da questo 2011 consapevole di aver fatto nell'ultimo anno passi da gigante, grazie ad un sistema di gioco, un'organizzazione ed una profondità della rosa che stanno permettendo ai biancoblù di rimanere agganciati al treno dei playoff nonostante mille peripezie. Con il rientro degli infortunati ed un pizzico di fortuna in più, il 2012 potrebbe indubbiamente riservare più di una soddisfazione. |
VENERDÌ 23 DICEMBRE ALAIN MIÉVILLE IN BIANCOBLÙ
(Comunicato Ufficiale HCAP); L'Hockey Club Ambrì Piotta è lieto di annunciare l'ingaggio biennale del centro Alain Miéville, nato a Payerne il 25 novembre del 1985, fino al termine della stagione 2013/2014. Miéville, 182 cm. per 86 kg., che con 5 goal e 15 assist è l'attuale Top Scorer della sua squadra, approderà in Leventina la prossima stagione per rafforzare il settore offensivo dell'HCAP. |
MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE UN BUON AMBRÌ CEDE ALLA DISTANZA AL BIENNE di Cornelio Turri
(Nella foto l'illusorio vantaggio di Demuth nel primo periodo) (CT); Nonostante le numerose assenze, decisamente di peso soprattutto in difesa, dove all’annunciato Noreau si aggiungeva anche Kutlak (vittima di problemi agli adduttori), la mancanza di Hofmann e Grassi impegnati con la Nazionale di categoria, Stücki e Müller ammalati, l’Ambrì giocava una partita guardinga e quasi perfetta sino al 48'47” della contesa, quando, 13 scellerati secondi, mandavano all’aria la speranza di aggiudicarsi uno di quegli incontri che valgono doppio, risospingendo la linea fatidica della salvezza un pò più lontana. Eppure, sino a quel momento, l’Ambrì ce l’aveva fatta a far quadrare i conti a dispetto anche dei santi, che di sicuro non volgono a lui sguardo propizio (dal palo di Botta a salvare il Bienne dal doppio svantaggio, alla penalità di partita inflitta a Schlagenhauf con decisione di Kurmann da annoverare, a futura memoria, negli annali delle ..... lasciamo perdere!). Poi, evidentemente, subita la doccia gelata, le gambe non hanno retto il colpo e le cose si sono vie più complicate prima della definitiva sirena con altri 12” da incubo per le segnature in rapida successione di Bordeleau e di Ehrensperger, a suggellare un passivo troppo severo per i leventinesi. Non bastano dunque le note liete della serata per allungare la scia di tre vittorie accumulate prima della pausa della Nazionale, che, certo, non ha contribuito. Non basta l’esordio in LNA di Isacco Dotti e Patrick Incir (fratello di Incir ora in prestito al Basilea in NLB, non basta il rientro di Trevor Meier (ma qui, occorre anche dire, che il Bienne lo aveva rispedito al mittente dopo il provino dei giorni scorsi, evidentemente senza convincere i Seeländer). Alle molte attenuanti, resta la solita musica della sterilità dell’attacco, cui solo la linea di Raffainer, Walker e Demuth è parsa dare una continuità alla propria azione nell’arco dell’intera gara. E così si archivia l’ennesima occasione perduta, pur con l’onore delle armi, ma è il Bienne a sorridere, mentre i leventinesi si leccano solo le ferite. Eppure, se c’era una squadra che poteva fare il colpaccio, questa era proprio l’Ambrì, che nel primo tempo, dopo un paio di conclusioni, aveva trovato anche il vantaggio meritato con Demuth, bravo a scendere a rete e trovare il pertugio propizio per battere Berra sulla sua destra. La ripresa vedeva un crescendo delle azioni dei padroni di casa, tanto da imporre a Constantine un time-out per riordinare le idee ai suoi giocatori. E qui saliva in cattedra, alle spalle di tutti, Nolan Schaefer, capace di sventare un paio di conclusioni che avevano già fatto gridare alla rete. L’Ambrì era ancora vivo e vitale, tanto da proporre il possibile 2-0 (che avrebbe di fatto chiuso la partita) con Landry (ma non se ne faceva niente) e lo stesso Demuth (fermato da Berra). La “cervellotica” decisione di Kurmann poneva in affanno i ticinesi che, tuttavia, grazie a Schaefer, rimanevano a galla e, chiusa senza danno la penalità di 5’, ponevano Botta nelle condizioni di chiudere la contesa: il palo s'incaricava di respingere il disco a portiere battuto. Si arrivava così, senza sussulti, al fatidico 48’: disimpegno sbagliato dell'ex di turno Trunz, tiro rimpallato dal difensore e seconda opportunità per Miéville di battere a rete: 1-1. Bissato, 13” dopo, da Tschantrè con analoga dinamica. Nella mente dei giocatori dell’Ambrì si spegneva la luce e le residue speranze. Il Bienne infieriva e arrotondava il punteggio fino al quattro a uno finale. |
LUNEDÌ 19 DICEMBRE "LO SPIRITO DELLA VALLE", IL LIBRO DEL 75.SIMO DELL'HCAP
(Comunicato Ufficiale HCAP); Tre quarti di secolo di storia biancoblù raccontati in 224 pagine e oltre 500 fotografie, molte delle quali inedite. Ecco come si presenta “Lo spirito della valle“. Edito dall’Hockey club Ambrì-Piotta per degnamente segnare il 75.simo del club, il libro racconta la storia di uno dei dei club sportivi più originali del mondo; un sodalizio che resiste al potere dei grandi centri e del dio denaro con lo stesso spirito che ha animato i coraggiosi fondatori nel 1937 e che ancora oggi aleggia sulla Valascia e nel cuore di chi indossa la maglia biancoblù. “Lo spirito della valle” racconta, in un approccio puramente storico, i 75 anni di gloriosa esistenza dell’Hockey club Ambrì-Piotta. Ma non solo: anno per anno le vicende e i protagonisti che hanno animato il club vengono contestualizzati con un’ideale linea del tempo che ci ricorda gli avvenimenti più significativi dal 1937 ad oggi. Altri capitoli sono poi dedicati alla Valascia, ai tifosi (organizzati e non), ai Fans club e a chi opera in tutti gli ambiti operativi e fa funzionare il club. Non mancano un riferimento al settore giovanile ed uno sguardo al futuro dell’HCAP. Scritto da Luca Dattrino e con le fotografie del mitico e “navigato“ Giuliano Giulini e della giovane Viola Barberis, “Lo spirito della valle“ aggiunge al saluto del presidente Filippo Lombardi le prefazioni di Nicola Celio e di Dale Mc Court. Il libro è disponibile da oggi nelle librerie del cantone o lo si può ordinare al Segretariato HCAP, 6775 Ambrì, o allo Shop online www.hcap.ch. È in vendita a Fr. 50.--. Tutto il ricavato andrà a favore dell’HCAP. |
MARTEDÌ 13 DICEMBRE RAETO RAFFAINER RESTA IN BIANCOBLÙ
(Raeto Raffainer in azione contro i Kloten Flyers) (Comunicato Ufficiale HCAP); L'Hockey Club Ambrì Piotta ha il piacere di comunicare di aver prolungato per due stagioni il contratto con l'attaccante Raeto Raffainer. Con 4 reti e 3 assist, disciplina e grande impegno a tutta pista, il grigionese (classe 1982) è uno tra i giocatori più completi della rosa attuale. |
LUNEDÌ 12 DICEMBRE I BIANCOBLÙ NON SI FERMANO PIÙ: BATTUTTO IL LANGANU 3:0 di Cornelio Turri (foto di Claudio Belotti)
(Maxim Noreau, sua la prima rete che ha spianato la strada all'importante successo) (CT & foto di CB); Ambrì che ha raggranellato quattro punti nelle ultime due partite e oggi, alla Valascia, ha la ghiotta occasione di mettere sotto una compagine che arriva da otto sconfitte filate. Così Constantine manda sul ghiaccio gli stessi effettivi che hanno disputato i precedenti incontri e, per la terza volta consecutiva, non muta l’asseto dei leventinesi. Il che comporta ancora Schaefer in porta, apparentemente ormai titolare fisso, visto il contemporaneo sacrificio di Landry (in sovrannumero, data la sua disponibilità). Poco cambia pure John Fust per il suo Langnau: anche lì la lista degli infortunati è lunga e nessuno si annuncia dall’infermeria, anzi, a questi di aggiunge Claudio Moggi, vittima di uno stiramento muscolare (si ricorre, per il rimpiazzo, allo junior Schlapbach).
(Noreau ha appena realizzazo la rete dell'1-0) Che i Tigrotti vogliano prendere l’incontro in modo diverso dal disastroso avvio della sera precedente contro il Lugano, appare evidente: cominciano a punzecchiare la retroguardia biancoblù sin dall’ingaggio iniziale e un paio di dischi tagliano pericolosamente lo slot, senza trovare la deviazione. La risposta dell’Ambrì arriva al 4’ con Noreau (anche oggi migliore in pista, ma molti leventinesi hanno rivaleggiato con lui per tale riconoscimento) e successiva ribattuta in back-hand fuori di poco. Langnau che rende pan per focaccia con deviazione di Leblanc. Potrebbe passare l’Ambrì al 9’, in superiorità per fallo subito da Noreau, quando il tiro respinto di Botta cade sulla paletta di Kutlak a un passo dalla porta spalancata, ma il disco saltellante beffa l’omone ceco. Da quì sino alla sirena è tutto un crescendo della squadra di casa che annovera almeno tre o quattro limpide occasioni per passare in vantaggio ma, vuoi per la copertura dei difensori, vuoi per tiri sbilenchi (Duca mette alle stelle da posizione favorevole centro di Lakhmatov), non se ne fa nulla.
Il diesel Ambrì, ora, gira a pieno regime e per tutto il secondo tempo di gioca praticamente ad una sola porta: troppo veloci sul disco e nel pressing gli uomini di Constantine per lasciare il tempo di ragionare a quelli dell’Emmenthal che, anche a ranghi completi, sembrano talvolta in inferiorità. Tuttavia, tanto strapotere frutta soltanto una rete, quella di Noreau, al 27'34”, che con un missile dei suoi, dalla blu, in cinque vs quattro, trova la traiettoria giusta per far gonfiare la rete. Parrebbe il preludio per poter dilagare, ma invece c’è sempre qualcosa di mezzo tra il disco e la linea rossa di porta!
(Kutlak poggia il disco del 3-0 alle spalle del bravo Esche) Il Langnau si rifà vivo dalle parti dell’inoperoso Schaefer solo nel terzo tempo, risultato fisso sul minimo vantaggio leventinese, mentre su tutti aleggia lo spettro della beffa: troppe le occasioni d’oro che non vengono concretizzate per un nulla. Fortunatamente, i Tigrotti sono alle corde e commettono diverse infrazioni, ma occorre arrivare al 50'59”, appena scaduta l’ennesima penalità dei bernesi, perché Lakhmatov, con tocco morbido, infili la rete di Esche e scacci l’incubo. Conti definitivamente chiusi con Kutlak che raccoglie servizio illuminante di Botta per depositare, con tutta tranquillità, il disco del definitivo 3-0. Rimane solo qualche brivido finale che potrebbe rovinare il terzo shut-out di Schaefer, ma la buona sorte accompagna il disco a lambire la base del palo.
Insomma, un Ambrì ben in palla e generoso come al solito che, con le armi degli umili, ha costruito una vittoria voluta e meritata, forse un pò troppo sofferta, se si bada alle annotazioni sul tabellino: una serie di opportunità infinita rispetto alle tre reti messe a segno e una superiorità totale nei confronti dell’avversario. Ma questo, finchè non si potrà contare su uno scorer di razza, è destinato a restare il cruccio dell’Ambrì. Tuttavia, molte note positive per Constantine: Noreau è la solita sicurezze, mentre intorno a lui molti uomini, prima in ombra, appaiono in crescendo, da Kutlak, giganteggiante in difesa come sua piacevole abitudine, a Duca che appare in ripresa, anche se gli manca sempre il gol che potrebbe definitivamente sbloccarlo, a Perrault che vince tutti gli ingaggi e apre spazi per i compagni di linea (Pestoni ed Elias Bianchi), a Raffainer, Walker, Schlagenhauf, Grassi e tutti gli altri, capaci di spendere ogni risorsa disponibili pur di rendersi utili alla causa.
Quindi, una squadra decisamente in ripresa dopo la disastrosa serata di Friborgo, che ha pienamente soddisfatto i 3.400 della Valascia. |
SABATO 10 DICEMBRE VITTORIA DI "RIGORE" A ZURIGO PER I BIANCOBLÙ di Cornelio Turri
(CT); Squadra che vince non si tocca e allora l’Ambrì si presenta sul ghiaccio dell’Hallenstadion con gli stessi effettivi con cui aveva battuto in casa la capolista Zugo: segno, positivo, che nessuno ha marcato visita, ma anche, negativo, che nessuno ha lasciato l’infermeria. Dunque confermato tra i pali Schaefer, il tutto ha arriso alla truppa di Constantine, di nuovo ai rigori, ancora con una prestazione maiuscola del portiere canadese (battuto una sola volta ai rigori da Tambellini), ma soprattutto con una prestazione tutta cuore e coraggio che ha consentito di acciuffare, prima, il pareggio in extremis (ad un secondo dalla terza sirena) e, poi, di aggiudicarsi il punto addizionale che tanto bene fa alla classifica, rilanciando i leventinesi verso l’ottavo posto in classifica. Certo, forse, con maggiore precisione e dimestichezza sottoporta, la contesa poteva essere chiusa con abbondante anticipo, tanta è stata, specie nel primo periodo, la superiorità degli uomini di Constantine, tante le occasioni svanite per un nulla, dopo il doppio vantaggio zurighese (favorito, in occasione dell’1-1, dall’ennesima deviazione sfortunata di un giocatore ticinese, nella fattispecie Walker), ma tutti hanno avuto il merito di non ammainare bandiera sino alla sirena. Giusto e meritato premio per tanta abnegazione, è venuto il pareggio di Walker, autore anche della rete di apertura in superiorità numerica. Tutto è bene quel che finisce bene; probabilmente con maggiore morale, quei tiri sbilenchi troveranno maggior precisione e la barca avrà modo di portarsi, pian piano, in acque un pò meno inquiete. Per il momento godiamoci questa seconda vittoria consecutiva, contro squadre certamente meglio attrezzate dell’Ambrì attuale. Seppure in modo non del tutto tradizionale, va a bersaglio anche il primo power-play della serata: è il 06'18” (penalizzato Ambühl) quando Walker entra nel terzo, tira verso la porta avversaria e si presenta a ribadire in rete la respinta del portiere. Potrebbe anche raddoppiare Grassi: per due volte ha la porta spalancata davanti, su suggerimento da dietro la gabbia di Botta, ma in entrambe fallisce. Chiude la saga degli errori Demuth che, solo, trova il modo di mettere alto. Dello Zurigo, per tutto il primo periodo non c’è traccia. Merito anche dell’Ambrì che, con passo deciso, ha preso subito in mano il toro per le corna. Nella ripresa vengono fuori i padroni di casa, ma i biancoblù ribattono colpo su colpo. Schaefer risponde presente sulle conclusioni prima di Down, poi, in rapida successione, di Bärtschi e Ambühl. La risposta leventinese non si fa attendere e Pestoni ed Elias Bianchi tengono Flüeler in apprensione. Ancora l’estremo difensore ospite a dire di no a Down, poi, al 25'56", il pareggio scaturito da un centro di Cunti e pattino galeotto di Walker. È il momento peggiore per gli ospiti che sbandano sotto i colpi di Tambellini e compagni. Schaefer ribatte su AmbÜhl, ma uscito MÜller, il Top Scorer zurighese fa centro e porta per la prima volta in vantaggio i padroni di casa (38'11”). Nell’ultimo tempo le occasioni equamente si dividono. Cunti crea pericolo, Mandioni ferma un’azione dell’Ambrì, con disco in movimento, per fallo su un leventinese. La superiorità si trasforma in un assedio alla porta di Flüeler, mischia furibonda di tipo rugbystico, ma il disco non varca la fatidica linea. Un paio di tiri di Duca finiti fuori di pochissimo, quindi, è l’Ambrì a tremare in inferiorità (il palo salva Schaefer). Assalto finale con Geering espulso e portiere richiamato in panchina per un sei vs quattro: a 1” dalla sirena, la deviazione di Walker gonfia la rete. Decisione ai rigori: la prima serie non sblocca il punteggio, portieri sempre vincitori sugli attaccanti. Nella seconda si presenta Perrault che trasforma, subito imitato da Tambellini. Al secondo tentativo per entrambi, alla rete del biancoblù, corrisponde la parata di Schaefer. |
MERCOLEDÌ 07 DICEMBRE IMPRESA DELL'AMBRÌ CONTRO LA CAPOLISTA di Cornelio Turri
(Nolan Schaefer imbattuto contro lo Zugo) (CT); Dopo la scoppola del week-end, c’era da temere in un’altra serata da incubo alla Valascia, imbiancata dalla prima cospicua neve annuale, al cospetto dell’attacco più prolifico del campionato. Per mettere ordine nelle retrovie, Constantine, oltre alla voce spesa nei giorni scorsi, richiamava in porta Schaefer, ritrovava Noreau e Hofmann, anche se doveva fare a meno di Kobach. Sul fronte opposto, il suo collega Shadden aveva solo problemi “grassi”, tanto da dover rinunciare a Metropolit, in sovrannumero. Alla fine le cose sono andate in maniera assai diversa dalle previsioni, l’Ambrì ha raggranellato due preziosissimi e meritati punti, non ha subito neppure una rete (rigori compresi) e, dopo quattro sconfitte con i tiri in “solitaria”, conquista una sofferta, ma giustificata, vittoria. Insomma, dalle stalle si è risaliti, se non alle stelle, ma sarebbe stato troppo pretendere, almeno a un livello accettabile e più che dignitoso. Certo molte cose ancora non funzionano, ma si sapeva che il power-play resta il tallone d’Achille della compagine leventinese: ancora troppo lento e impacciato per far paura, non solo allo Zugo, ma anche a compagini meno attrezzate. Apprezzabile, invece, l’impegno e l’abnegazione messe sul ghiaccio, spesso tirando fuori anche le maniere forti, visto che gli svizzero centrali, come loro costume, non sono andati troppo per il sottile. Ne è venuta fuori una partita spigolosa, a tratti anche con qualche colpo proibito: i leventinesi non hanno affatto ammainato bandiera e, “bastone tra i denti”, hanno ribattuto colpo su colpo. Il risultato, alla fine, premia chi ha cercato la vittoria con maggiore insistenza e i 2.000 fedelissimi, ma in una serata da lupi e con i recenti svarioni era duro pretendere di più, hanno festeggiato con “La Montanara” i due punti e uno Schaefer davvero presente in tutte le situazioni difficili e intrattabile ai rigori. Pareggio anche nei pali colpiti: a Holden in avvio di ripresa, dopo discesa personale, fa eco quello di Kutlak dalla blu, in una delle tante occasioni in superiorità numerica (nel primo tempo anche 58” in doppia) non sfruttate e, quel che è peggio, prevalentemente, anche poco produttive di tiri pericolosi. Neppure nel finale dell’overtime, fermo in panca puniti Patrick Fischer, i leventinesi hanno trovato la stoccata vincente: la deviazione di Duca è finita fuori di un niente. E allora tutto si è risolto ai rigori, con Nolan Schaefer a fare da autentica saracinesca alla sua porta: Christen, Pirnes, Casutt e Damien Brunner non l’hanno spuntata contro il portiere dell’Ambrì, mentre, sull’altro fronte, Markkanen capitolava sotto i colpi di Perrault e Raffainer. |