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A cura di Alberto Possieri, Cornelio Turri & Claudio Belotti |
GIOVEDÌ 04 DICEMBRE SITUAZIONE INFORTUNATI
(Comunicato-Stampa); L'Hockey Club Ambrì Piotta comunica che la visita medica a cui si é sottoposto oggi l'attaccante americano Erik Westrum ha evidenziato uno strappo muscolare alla coscia destra, rimediato già nel corso della partita di venerdì scorso a Friborgo. I tempi di recupero saranno di circa 10 giorni.
Martin Sonnenberg, il quale ha subito una forte contusione alla spalla destra martedì a Berna, dovrebbe invece essere disponibile per le partite del fine settimana. |
MERCOLEDÌ 03 DICEMBRE I BIANCOBLÙ UNA BATOSTA DA DIMENTICARE AL PIÙ PRESTO: 9-2 DAL BERNA di Cornelio Turri
(CT); “Nave sanza nocchiero in gran tempesta”, diceva il sommo poeta e, ahimè, immagine più appropriata non si potrebbe trovare per una squadra senza capo né coda, strapazzata dal Berna che ha fatto quello che ha voluto, abbandonata anche dalla GBB dopo 40’ di gioco (degli altri) che se ne è andata dalla BernArena con gli striscioni. Brutto segnale, perché certi atteggiamenti rischiano di far perdere alla causa biancoblù anche l’ultimo sostegno che non era venuto mai meno: il pubblico. Ma si sa, i nodi vengono tristemente al pettine e gli errori, specie se reiterati, si scontano tutti. A fine partita, nell’intervista a Luca Cereda, il commentatore della TSI ha avuto parole pesanti (e già ne aveva avute in fase di commento) nel giudicare la prova dell’Ambrì definendola “inguardabile”. L’allenatore biancoblù lo ha ammesso, poi ha avuto solo parole di circostanza: del resto 9-2, maturato così, lascia solo frastornati anche chi sta in panchina. Che non fosse la sera giusta per vedere se la lezione del Derby avesse insegnato qualcosa, lo si sapeva prima di andare allo stadio, ma, francamente, in cuor suo ognun lo sperava, anche se temeva il contrario. L’emblema di questo Ambrì, che sembra rincorrere il fantasma del Basilea dello scorso anno, è stato il gol realizzato da Thomas Ziegler: Ambrì in power-play (quattro contro tre) con disco che si muove facendo gli sbadigli. Perso su un tiro dalla blu a casaccio, Ziegler che va via da solo verso la porta, rincorso da Westrum, non tocca disco e Croce, sbilanciato, con il suo bastone, goffamente, cadendo, lo mette in rete! Raccontare delle altre segnature del Berna francamente fa male al cuore: basti che la prima linea degli Orsi, opposta a quella degli stranieri biancoblù, ha fatto quello che ha voluto, con l’uomo in più o in meno, senza nessuna differenza. Il povero Beltrametti, che pure ha fatto anche qualche miracolo, dopo sei segnature ha lasciato il posto a Croce ma, ovviamente, la musica non è cambiata. Quanto possa fare da venerdi il neo acquisto Müller lascia perplessi: illudersi che questo basti a fermare l’emorragia, sarebbe come usare la carta assorbente per l’alluvione. JONAS MÜLLER AD AMBRÌ FINO A NATALE!
(COmunicato-Stampa); L'Hockey Club Ambrì Piotta ha il piacere di comunicare che Jonas Müller (classe 1984), già secondo portiere dei biancoblù la passata stagione, tornerà tra i pali dell'Ambrì fino a Natale. Il portiere, che ha disputato l'inizio della stagione con gli Orsi di Berna, é stato infatti prestato all'Ambrì fino alla pausa natalizia. |
LUNEDÌ 01 DICEMBRE I BIANCOBLÙ TRAVOLTI NEL DERBY DELLA VALASCIA E SCENDONO ALL'ULTIMO POSTO!!!!! di Cornelio Turri (foto di Claudio Belotti)
(CT); Nicola Celio certo non si aspettava di festeggiare tanto amaramente la sua personale centesima partita in un derby, eppure, nella lunga carriera del leventinese, serate come questa ce ne sono state più d’una. Oggi il Lugano ha messo a nudo i limiti dell’Ambrì e, nel contempo, esaltato i meriti propri: una squadra cinica, fredda, con schemi precisi, un gioco paziente ma redditizio, dove nulla è lasciato al caso e all’improvvisazione, come vuole il suo carismatico allenatore, con uomini capaci di fare la differenza in ogni situazione e con un portiere, Aebischer, che questa sera è apparso davvero insuperabile.
L’Ambrì, per contro, ha messo sul ghiaccio quello che poteva: cuore, polmoni, coraggio, tanta buona volontà; avrebbe anche meritato sorte migliore e punteggio meno severo ma, si sa, nello sport, talvolta non c’è spazio per i sentimenti. 41 tiri in porta, contro i 24 luganesi, non sono bastati per far prendere alla partita una piega diversa. Infatti, ai leventinesi manca da morire uno scorer di razza, almeno per affiancare Duca e Westrum, specie quando questi non è in serata di grazia (fatica infatti a ritrovare, e si comprende, la forma pre-infortunio), il troppo criticato Naumenko serve come il pane al power-play, ma deve soprattutto ritrovare il bandolo della matassa sia nella situazione (per non provocare una spirale involutiva che lo porterebbe in condizioni disastrose) quanto del gioco, perché un suo gioco proprio non ha. Non basta la volontà dei singoli, la voglia di fare: occorre ordine e disciplina, altrimenti si resta infilati come polli allo spiedo, magari nel momento di maggiore pressione e quando la capitolazione dell’avversario sembra imminente.
Così è infatti successo: sull’1–0, confezionato da Duca in soli 7” dall’ingaggio iniziale della ripresa (nella foto sopra), quasi sette minuti di power-play non sono bastati per arrotondare il vantaggio (solo un palo di Clarke a portiere battuto, unico lampo di una notte buia). Ritrovata la parità numerica, il Lugano pareggiava con Näser, in azione di apparente alleggerimento, sferrando un tiro con Croce coperto e che nulla poteva. Si capiva subito che l’Ambrì aveva accusato il colpo, più nel morale e nelle gambe, che nell’apparente andamento della partita. Così arrivava il raddoppio bianconero (Nummelin troppo libero fulminava un non impeccabile Croce), ed il terzo gol di Kostovic (quando le cose vanno male, si volgono anche in peggio), gentile assist di Kurmann che, di fianco alla porta leventinese, intercettava un disco rinviato da Stirnimann e lo serviva nello slot, a un metro dalla porta, per il numero 9 bianconero. Partita finita, era evidente che i biancoblu non ce l’avrebbero mai fatta a ribaltare la situazione, fossero andati avanti fino a notte inoltrata.
Eppure, per vender cara la pelle, ci hanno provato e riprovato. Tante le occasioni avute anche nel corso del terzo tempo, ma di fronte un Aebischer impeccabile e acchiappatutto. Sul fronte opposto, geometrie rapide e precise hanno infierito impietose sulle magagne dell’Ambrì. Julien Vauclair con un missile dalla blu coglieva l’angolo lontano con millimetrica precisione, poi Domenichelli infilava Croce e, dopo l’uscita di questi, Beltrametti al primo tiro in porta. Ce n’era davvero abbastanza per stendere anche un elefante!
Poi, della serie vogliamoci male, a due minuti dalla fine giungeva anche la penalità di partita di Westrum, che si scatenava in una bagarre con Hänni per motivi che nessuno ha capito. Frustrazione, dice qualcuno, ma se la testa la perdono i fari ..… allora la notte è davvero più buia di quello che è.
Occhio alla classifica, il Lugano visto stasera, e anche nella partita con il Ginevra, se dimostra di aver imparato la lezione come vuole Slettvoll, con le qualità degli uomini a disposizione, può guardare fiducioso avanti. Per l’Ambrì, che è arrivato sul fondo della classifica, il destino è nelle sue mani: si può ripartire, ma si può anche sprofondare. Vedendo il bicchiere mezzo pieno, la linea è ancora lì, dov’era due giorni fa. Come se non fosse cambiato niente. Invece, chi aveva occhi per vedere ha visto, o si spera, e qualcosa si deve fare.
(CT); Dicevano i latini “Reperita iuvant”, al che, qualche maccheronico traduttore, aggiungeva “etiam si scocciant!”. Purtroppo al St.-Lèonard va in scena l’ennesima puntata della serie “avrebbe potuto essere, ma non è stato”, perché al suono della sirena del sessantesimo il Friborgo ha segnato tre reti e l’Ambrì due, i burgundi incamerano tre punti in classifica, i leventinesi nessuno. Questa è la realtà, il resto chiacchere.
La cronaca dice che il Friborgo parte in avanti e, in 4 contro 4, Collenberg, in back-hand e da posizione discretamente defilata, infila Croce sullo spiedo per l’1-0. Tre minuti dopo, Kutlak espulso per un fallo in attacco evitabile, raddoppia: Montandon taglia davanti allo slot un disco per Bykov appostato dall’altra parte che, a botta sicura, non perdona. Harrington, che i capelli grigi li ha di suo, per fortuna, chiama il time-out. Da qual momento, è un altro Ambrì: si riporta in avanti e costruisce qualche trama apprezzabile. Ci mette del suo l’arbitro Stricker che, oltre a non sanzionare Birbaum per una brutta carica alla balaustra ai danni di Sonnenberg, penalizza per proteste la panchina dell’Ambrì. Le avversità temprano lo spirito e all’undicesimo, Walker (decisamente in crescendo le sue prestazioni) sotto misura riapre la contesa. Allo scadere della sirena, Nicola Celio punisce un Friborgo troppo frettolosamente già negli “spogliatoi”. Ripresa. Un paio di occasioni per i padroni di casa: Bykov non trova la porta e Croce para su Wirz. Quindi è la volta dei biancoblu: Duca due volte tenta la rete, poi Reist salva, sempre sul capitano, illuminato da una magia di Westrum. Da segnalare ancora un disco recuperato da Sciaroni dietro la gabbia e servito a Micheli (parato), come una bordata di Walker alla sirena. Ultimo tempo. Ancora Micheli obbliga Gigon a una parata difficile, poi, in superiorità, Walker alza di poco la mira. Al 6.44 Kirby Law, che sino a qual momento non aveva dato segno di sé, si desta all’improvviso e, con un polsino maligno, infila Croce. D’altro canto lo hanno preso per far gol, o no? L’Ambrì reagisce ancora e in più di un’occasione va vicino alla segnatura che lo avrebbe portato ad un pareggio assolutamente non demeritato. Nel finale, l’accorto Friborgo tiene alto il baricentro della squadra, tanto che gli avversari non riescono neppure a togliere il portiere per l’arrembaggio finale.
Questa la sostanza. Tra le chiacchere ci sarebbe molto da dire. Buona la prestazione del debuttante Giacomo Casserini in difesa, ennesimo prodotto del vivaio, e certo l’Ambrì di questa sera ha mostrato caparbietà e voglia di fare, ha attaccato a lungo, ha costruito azioni pericolose, avrebbe meritato di più. I minuti iniziali hanno fatto la differenza, come pure lo spessore dello straniero (Law da una parte, senza brillare, ha segnato, Clarke, dall’altra, sostituto dell’ammalato Naumenko, ha fatto quello che fa di solito, cioè niente), i portieri di riserva hanno fatto il loro dovere egregiamente, ma Gigon, in serata di grazia, anche qualcosina di più. Insomma, tanti rimpianti, con la linea fatidica dell’orizzonte, lassù o laggiù, a sette punti di distanza. |
MARTEDÌ 25 NOVEMBRE BIANCOBLÙ: "LA SITUAZIONE INFORTUNI & JOHN HARRINGTON" INFORTUNI
L'Hockey Club Ambrì Piotta comunica che per il prossimo fine settimana rientreranno a disposizione di Harrington e Cereda, Giacomo Beltrametti e Lovis Schönenberger. Daniele Mattioli e Mirko Murovic dovranno invece restare nuovamente a bordo pista.
Daniele Marghitola vittima di una contusione alla spalla destra rimediata sabato sera nella partita contro il Davos é in dubbio. JOHN HARRINGTON
(Comunicato-Stampa); L'Hockey Club Ambrì Piotta comunica che l'allenatore della Prima Squadra John Harrington, a causa di gravi problemi famigliari, farà rientro negli Stati Uniti nel periodo da domenica 30 novembre al prossimo 8 dicembre. Harrington sarà assente nelle partite di Berna (2.12.), Rapperswil (6.12.) e Ginevra (7.12.). Durante la sua assenza, la conduzione della squadra è affidata a Luca Cereda e Diego Scandella. Vi preghiamo di rispettare la privacy di John e della sua famiglia. L'HCAP formula i suoi migliori auguri a John e ai suoi famigliari. |
LUNEDÌ 24 NOVEMBRE IL FINE-SETTIMANA DEI BIANCOBLÙ di Cornelio Turri (foto di Claudio Belotti)
(CT-foto di CB); Difficile dire qualcosa di nuovo senza ripetersi: sarà la neve che cade abbondante e mette tristezza, sarà che il livello del Davos, rispetto a questo Ambrì, fa venire le vertigini, sta di fatto che sul ghiaccio appare esserci una squadra sola. Sotto di due reti in 8’, Duca non si arrende e accorcia le distanze, con Gautschi sul 3-1, ma sono dettagli che non fanno perdere di vista la realtà della situazione. I grigionesi tagliano la difesa leventinese come il burro ancora tre volte, poi decidono che basta così, tanto ci vediamo domani.
(CT); In una serata da lupi, sotto un cielo carico di neve, dopo una sconfitta di proporzioni non abissali solo per buon cuore dell’avversario, erano pur in 3.400 e oltre i temerari che non hanno saputo rinunciare a dire “presente”, pur di spingere avanti questo Ambrì con il freno a mano sempre tirato. Alla fine, col senno di poi, la costanza è stata premiata da una prestazione sopra le righe dei leventinesi che hanno trovato per strada tre preziosissimi punti contro un avversario, magari in serata non del tutto di grazia, ma pur sempre dall’assetto e dalla levatura decisamente di altro pianeta.
Rimescolate le linee, lasciato in tribuna il "fantasma" Clarke per l’innesto di Sonnenberg accanto a Westrum e Duca, spostato Walker nella linea di Demuth e Stirnimann, rimodellata la difesa con gli accoppiamenti Naumenko-Gautschi, Marghitola-Stephan, Kutlak-Bundi, inserito anche il debuttante Isabella (classe 89'), i biancoblu sono partiti, come contro il Lugano, innestando la marcia giusta. Al 03:32' passano in vantaggio con una bella azione di Bianchi, per un dai-e-vai con Micheli, e rete in back-hand. Poco dopo, dalla blu, Duca vede Genoni e lo folgora con un tiro improvviso che si stampa sul palo alla destra del portiere.
(Nella foto il 3-0 di Demuth) 05:50', Sciaroni va via sulla destra e centra per l’accorrente Micheli che, al volo, devia alle spalle del portiere grigionese. Una penalità di Marha porta a un power-play sterile, e allora gli ospiti si fanno minacciosi dalle parti di Croce, con un due contro uno sventato da un bel recupero di Marghitola, poi con una bella parata del portiere. Visto il freddo, l’estremo difensore leventinese prova a gelare il sangue degli spettatori: un innocuo disco dietro la porta gli scappa nello slot incustodito: Bundi si butta e fa in tempo a deviare prima che un grigionese ne approfitti. Bravo invece su una deviazione volante, ma Reto Von Arx lo grazia con un tiraccio quasi a botta sicura. 16:33': Naumenko sembra buttare via il disco nel terzo gialloblu, invece imbecca, solo davanti alla porta, Demuth che non sbaglia: 3-0!
(Nella foto il 4-0 di Walker) In avvio di ripresa, l’Ambrì è in superiorità numerica per una penalità a Marha, fischiata sul finire del primo periodo, pasticcia in difesa, poi sulla ripartenza Walker fa tutto da solo, finta il tiro, sui allarga e infila Genoni con un tiro incrociato. In Davos non ci sta e attacca in maniera massiccia: fuori Naumenko il pawer play non perdona. Un tiro plurideviato giunge sul pattino di Marha che lo spinge in rete, Reiber controlla al video l’involontarietà della deviazione e conferma la segnatura. Qualche bella occasione da ambo le parti, poi giunge il 4-2: Stephan fuori per bastone alto, Westrum e Demuth seminano il panico nella retroguardia avversaria, il disco giunge sulla blu a Reto Von Arx il cui tiro, non irresistibile, è mal deviato da Croce alle proprie spalle. Ghiotto 5 vs. 3 per l’Ambri sul finire del tempo (fuori Müller e Grossmann), il disco gira poco, poi la premiata ditta Sonnenberg–Westrum, davanti alla porta, la butta dentro.
(Nella foto il 5-2 di Sonnenberg) Nel periodo conclusivo è il Davos a premere con l’Ambrì in affanno che, per lunghi periodi non riesce a liberare: vuoi la stanchezza, le idee confuse, i limiti oggettivi riaffiorano. A tranquillizzare tutti ci pensa il solito folletto statunitense: riceve da Duca un bel disco a tre quarti del terzo e, senza pensarci due volte, spara al volo una bomba che fa secco Genoni per la sesta volta. Il gol di Furrer, con bel tiro secco, modifica il risultato, ma non la sostanza. Croce compie ancora qualche bella parata, anche trattenendo il disco, cosa che non guasta.
(Nella foto la gioia dell'accoppiata Westrum-Sonnenberg per il 6-2) Alla luce dei risultati sulle altre piste, una vittoria che ci voleva! In un’intervista a fine partita, il luganese John Pohl ha confermato di aver avuto comunicazione di non essere più utile alla causa e di voler mostrare, con impegno, quanto sa fare a chi vorrà assicurarselo. Per buttarla lì ..… che qualche “vigile” dimostri di avere il fiuto del commissario Rex! |
MARTEDÌ 18 NOVEMBRE NUOVA SCONFITTA BIANCOBLÙ di Cornelio Turri
(CT); Ambrì senza Murovic e con Sonnenberg, in sovrannumero, per la confermata fiducia a Clarke che gioca in linea con Westrum e Walker. Prima inferiorità numerica passata senza danno, poi poteva starci il rigore per i biancoblù in occasione di un atterramento di Kutlak, solo davanti a Sulander. Sono solo due minuti di penalità che non approdano a nulla di concreto. Un paio di occasioni per Gardner sul fronte opposto, ed una buona per i leventinesi non sfruttata: fuori Blindenbacher, Celio recupera un disco, finta il tiro, passaggio per Westrum, ma Sulander neutralizza. Ancora Marghitola per Micheli, nulla di fatto. Poi Walker recupera bene, salta un avversario in ingresso di terzo, liscia il passaggio al centro e colpisce, del tutto involontariamente, Trudel al volto: Kunz decide per l’involontarietà e i conseguenti due minuti. 0-0 alla fine del primo periodo.
In avvio del tempo centrale passa subito lo Zurigo: Monnet con una sventola coglie il sette dalla parte opposta. Quindi Naumenko pasticcia sulla blu e Croce si salva con un pò di fortuna; il disco arriva a Westrum, dall’altra parte, che pareggia con un bel tiro incrociato. Partita che vive di cambiamenti repentini di fronte e risultato costantemente in evoluzione. Krutov fa tutto da solo, difesa alla “prego si accomodi, come fosse a casa sua”, arriva indisturbato da Croce che, gentile, non gli dice di no. Poco dopo il bis: Schelling non sa nemmeno lui perché ha tirato in porta, il disco ballonzola tra il gambale di Croce e il pattino di Gardner, poi lemme lemme in rete: 3-1. Partita chiusa? Neanche per sogno. Botta, risposta: 10” dopo un gran tiro di Duca riduce le distanze e, fuori Seger, nel traffico davanti a Sulander, ci provano un po’ tutti, ma è Walker a pareggiare. Fatto, disfatto: Gardner serve un liberissimo Blindenbacher che non può sbagliare.
Tempo finale: Westrum, rientrando dalla panca puniti, si porta in avanti, Clarke recupera un bel disco che Naumenko, a rimorchio, mette in rete. 48” e Monnet (oggi tre reti per lui, che ne aveva fatte sin qui una sola!) approfittando delle porte aperte, non chiede nemmeno “permesso” e lo Zurigo non molla la fuga. Sul fronte opposto, un tiro di Westrum è parato da Sulander, forse non trattiene, ma netto si ode il fischio di Kunz a fermare il gioco, prima che Clarke con la punta del bastone spinga il disco in rete. Qui si ferma l’Ambrì, mentre lo Zurigo pigia sull’accelerato e, onde evitare sorprese, si tiene costantemente in attacco: segnano ancora Monnet (difesa caotica e Croce spaesato sul ghiaccio un’ora prima del tiro), poi Blindenbacher per il definitivo 7-4.
A fine partita Naumenko sottolinea la stranezza della partita, ancora una volta sciupata dall’Ambrì, che poteva vincerla, punito per i troppi errori difensivi. A suo parere è evidente la discontinuità di rendimento della squadra, e della difesa in particolare, non solo da partita a partita, ma da periodo a periodo. Bisogna lavorare sulla difesa. E se lo dice lui… |
DOMENICA 16 NOVEMBRE I BIANCOBLÙ TORNANO ALLA VITTORIA di Alberto Possieri (foto di Claudio Belotti)
(AP-foto di CB); L'Ambrì ritrova la vittoria interrompendo ad otto le sconfitte consecutive contro un Langnau, che 24 ore prima si era sbarazzato in modo perentorio del Bienne. Tre punti, che fanno morale e soprattutto rilanciano i biancoblù in classifica. Ora bisogna continuare su questa strada, ad iniziare da domani quando la compagine di Harrington scenderà sulla pista dell'Hallenstadion contro i lanciati ZSC Lions.
(Nella foto la rete del 1-0)
(Nella foto la rete del 2-0) Gara giocata senza alchimie tattiche da entrambe le compagini alla ricerca della vittoria con il Langnau, che ha iniziato meglio facendosi vedere più volte dalle parti dell'estremo Croce preferito a Beltrametti. Dopo il primo periodo finito sul nulla di fatto, i biancoblù hano aperto le marcature in apertura di secondo drittel grazie a Duca, che in superiorità numerica per la penalità di partita inflitta all'ex-Toms, ha lanciato al meglio l'incontro. Nel terzo parziale, l'Ambrì ha trovato la via della seconda rete con Stirnimann mettendo una serie ipoteca sull'esito del match. Duca, a fil di sirena, ha messo a segno la doppietta personale fissando il punteggio finale sul tre a zero per i leventinesi.
In conclusione merito a Lorenzo Croce, che alla sola terza partita da titolare In NLA ottiene il suo primo shoot-out soprattutto per il suo primo ottimo primo periodo. Il giovane portiere leventinese ha ancora tanto da migliorare, ma l'età è dalla parte sua. Importante il rientro di Westrum, che migliorerà di partita in partita tornando quello di prima dell'infortunio, mentre ennesima prova deludente di Clarke, che proprio non si sta adattando alla nuova realtà europea (un altro caso come il bianconero Marty Murray della stagione scorsa .....). Una buona prova corale, ma molto c'è ancora da fare perchè il cammino verso i play-offs è molto lungo e domani l'avversario si chiama ZSC Lions ..... .
(Nella foto il rigore sbagliato da Erik Westrum) |
VENERDÌ 14 NOVEMBRE BIANCOBLÙ DISCO ROSSO ALLE VERNETS di Cornelio Turri
(CT); Che non fosse oggi la sera per interrompere la serie negativa, che dura ormai da otto giornate, lo si sapeva senza avere doti soprannaturali. Se la logica ha ancora un senso, e purtroppo nell’hockey poco è lasciato all’improvvisazione (checché ne vogliano far credere i cosiddetti esperti), il Ginevra occupa una certa posizione in classifica, ha una intelaiatura da squadra collaudata, un morale ben diverso da quello leventinese. Ci ha provato, l’Ambri, a rimescolare le carte proponendo Beltrametti al posto di Croce, ma dovendo per contro sopperire all’assenza di Murovic, colpito dall’influenza. Eppure, nonostante tutto, la squadra ticinese ce la mette davvero tutta e crea occasioni sotto la porta di Mona che ha un bel daffare ma, contro l’andamento del gioco, uno scivolone a centropista di Bundi, porta a un due contro zero che Ritchie concretizza senza colpe per Beltrametti. E’ veemente la risposta degli uomini di Harrington che, su un disco quasi perduto, ci credono, Sonnenberg spara addosso a Mona, la respinta favorisce Walker, che segna a porta praticamente sguarnita. Anche in avvio di ripresa l’Ambri attacca furioso, tante volte è vicino alla segnatura, anche in azioni prolungate, ma sbaglia e, gol sbagliato, gol subito, va sotto ancora. Beltrametti è bravo in diverse occasioni, nulla può contro un Servette che è abile a sfruttare tutte le quelle disponibili. Non altrettanto i leventinesi che, nel momento decisivo, perdono l’attimo fuggente. Sul 5 – 1 la partita sembra conclusa. Questa sera, però, l’Ambri non ammaina bandiera e Duca, grazie al lavoro di Bundi che sposta la difesa, mette dentro per un meritato punto. In 3 contro 5 un Sonnenberg caparbio difende il disco da due avversari, Naumenko imbecca Bianchi al rientro dalla prima penalità, il numero 63 vola solo contro Mona per il 5 – 3. Dura poco, perché Gobbi ristabilisce le distanze, approfittando, forse, dell’unica incertezza di Beltrametti. Morale della favola, la storia purtroppo continua. Sabato alla Valascia arriva il Langnau che, altre volte, in passato, ha consentito una boccata di ossigeno al cianotico padrone di casa. Conta solo vincere, non servono recriminazioni, scusanti, distinguo. Un mio compagno di scuola diceva: “Se non facevo un errore, prendevo sei!”. Tutte le volte la stessa storia. Non era un disastro, ma fu inesorabilmente bocciato. |
MERCOLEDÌ 12 NOVEMBRE BIANCOBLÙ DI NUOVO SCONFITTI di Cornelio Turri
(CT); Comincia a farsi pesante la situazione, anche se gli ottimisti, pochi per la verità ancora in circolazione, sarebbero portati a dire che in fondo la linea è ancora lì e che ….. basta una vittoria per respirare un’altra aria. Invece, per la settima volta consecutiva, l’Ambrì esce dal ghiaccio sconfitto, per di più, giova ripetersi?, con una squadra alla sua portata. E’ un pò il copione di sempre, scappati i buoi, le mucche, la stalla, ..… sotto a rincorrere quello che era meglio non perdere prima: cioè il bandolo della partita. Pronti via, 3–0 per gli altri in 16 minuti. Con un handicap così, non vinceva nemmeno Ribot! Harrington chiama il time-out che porta qualche frutto: Sciaroni va in gol approfittando anche di una difesa allegra. Dopo la pausa è un altro Ambrì, capace di accorciare le distanze con un bel power-play (ma in 5 contro 3) dove Duca taglia, davanti al portiere, un disco che Clarke trasforma nel 3 – 2. Quando pare che anche, almeno questa volta, la frittata sia almeno mangiabile, ci scappa il “gollonzolo” in contropiede. A poco serve che Sciaroni realizzi la sua doppietta personale riportando sotto i biancoblù: una penalità di Sonnenberg rende vano il serrate finale alla si salvi chi può. MATTIOLI FERITO
L'Hockey Club Ambrì Piotta SA desidera informare che il difensore Daniele Mattioli, feritosi durante il riscaldamento ieri a Bienne, si è sottoposto ad alcuni accertamenti che hanno evidenziato una tendinite al ginocchio destro. Il giocatore dovrà osservare una pausa di almeno una settimana. |
MARTEDÌ 11 NOVEMBRE CORSIN CAMICHEL LASCIA L'AMBRÌ
(Comunicato-Stampa del 05/11/2008); L’Hockey Club Ambrì Piotta comunica di aver risolto consensualmente, a partire da subito, il contratto che legava il giocatore Corsin Camichel al Club biancoblù fino alle fine della stagione 2009/2010. LE CONDIZIONI DI THOMAS BÄUMLE E ALTRO
(Comunicato-Stampa del 04/11/2008); L'Hockey Club Ambrì Piotta comunica che Thomas Bäumle, è stato visitato ieri dal Dottor Mona. Insieme é stata poi presa la decisione di sottoporsi ad un ulteriore esame da parte del Professor Roland Biedert.
L’esito di questo controllo avuto stamane a Bienne ha confermato
la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.
Il giocatore verrà operato domani mattina dal Professor Roland
Biedert. Tutta la famiglia biancoblù porge i propri migliori auguri a Thomas Bäumle per una pronta guarigione.
L’HCAP comunica, inoltre, che dopo un’approfondita analisi della situazione con gli allenatori e Andy Jorns (allenatore degli estremi difensori) è stato deciso di dare piena fiducia all’attuale coppia di portieri Croce-Beltrametti per il prosieguo del campionato, mantenendo comunque un occhio vigile sull’evolversi della situazione!
Informiamo pure che Zdenek Kutlak si è ripreso dalla leggera commozione cerebrale che gli ha impedito di disputare il Derby e giocherà questo fine settimana con la nazionale ceca il torneo in Finlandia. STAGIONE CONCLUSA PER THOMAS BÄUMLE
(Comunicato-Stampa
del 03/11/2008); L'Hockey
Club Ambrì Piotta comunica che la risonanza magnetica alla
quale si è sottoposto oggi Thomas
Bäumle, infortunatosi nella partita del 31 ottobre contro
i Lakers, ha evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore
e sospetta lesione del menisco del ginocchio destro. LA RETROSPETTIVA DEI BIANCOBLU' di Cornelio Turri & Alberto Possieri (foto di Claudio Belotti)
Ambri: Croce (Beltrametti); Naumenko, Gautschi; N. Celio, Stephan, Marghitola; Mattioli; Clarke, Murovic, Sonnenberg; Duca, Stirnimann, Corsin Camichel; Sciaroni, Bianchi, Micheli; Schönenberger, Zanetti, Walker; Grégory Christen. Lugano: Aebischer (Terrazzano); Hänni, Helbling; Nummelin, Nodari; J. Vauclair, Cantoni; Chiesa; Jörg, Robitaille, Domenichelli; Thoresen, Romy, Murray; Paterlini, Sannitz, Näser; Tristan Vauclair, Conte, Kostovic. Reti: 2'06'' Duca (C. Camichel, Stephan) 1-0; 2'50'' Bianchi (Sciaroni) 2-0; 8'19'' Vauclair (Romy, Thoresen/espulso Clarke) 2-1; 21'23'' Nodari (espulso Bundi) 2-2; 27'43'' Stirnimann (Duca, Naumenko/espulso Hänni) 3-2; 31'47'' Murray (Nummelin) 3-3; 36'08' Naumenko (Clarke, Sonnenberg) 4-3; 38'49'' Duca (Naumenko/espulso Nodari) 5-3; 45'32'' Domenichelli (Thoresen, Nummelin/espulso Schönenberger) 5-4; 52'10'' Paterlini (Vauclair, Näser) 5-5; 52'48'' Domenichelli (Thoresen) 5-6; 53'56'' Duca (Stirnimann, Naumenko) 6-6, 65:00' Domenichelli (rigore decisivo) 6-7. Arbitri: Kurmann, Bürgi e Marti.
Note: Spettatori: 7000. Penalità: 2x2' contro l'Ambrì, 7x2' contro il Lugano. PostFinance-Topskorer: Duca, Thoresen. Ambri senza Horak (sovrannumero), Bundi, Bäumle, Kutlak, Demuth e Westrum (infortunati), Lugano senza Hirschi, Lemm, Conne Infortunati, Pohl, Profico e Suter (sovrannumero).
(AP-foto di CB); Dopo la sconfitta di Rapperswil e il grave infortunio a Thomas Bäumle, l'Ambrì si presenta alla Valascia privo anche del difensore ceco Kutlak, che non scende in pista per un principio di commozione cerebrale rimediato proprio la sera prima al Lido.
(Nella foto l'1-0) In pista. però, non si vede la differenza perchè i leventinesi iniziano la gara a testa bassa e nel giro di 46" si portano sul due a zero grazie alle reti di Paolo Duca e dell'ex Mattia Bianchi. Il Lugano accusa il colpo ed abbozza una timida reazione. Al 9', con fuori Clarke, i bianconeri si riportano sotto grazie a Juline Vauclair, che sfrutta al meglio un'azione del duo Thoresen, Romy. Il sostituto di Bäumle, Lorenzo Croce si comporta bene in un paio di occasioni, e il periodo termina con la penalità di Bundi.
(Nella foto il 5-3) Nel secondo parziale, dopo un tentativo di Sonnenberg, è il Lugano a raggiungere il pareggio in modo fortunoso con Nodari che tira dalla blu. La sua conclusione terminerebbe fuori nettamente, ma il difensore bianconero trova la deviazione di Marghitola, che butta il disco nella gabbia dell'incolpevole Croce. I biancoblù non si demoralizzano e stuzzicano Aebischer. Al 28' l'Ambrì si riporta meritatamente in avanti grazie ad un colpo d'astuzia di Stirnimann da dietro la porta, che batte di nuovo un Aebischer non in serata. La rete di Stirnimann ricorda quella di Westrum alla Resega. I bianconeri si riversano nel terzo avversario, e con Domenichelli hanno il disco del nuovo pari ma l'ex cicca clamorosamente. Il pareggio è solo rimandato, perchè al 32' Murray. sin lì inesistente, trova una deviazione su un pregevole assist di Nummelin partito dalla sua area. I leventinesi, ancora una volta si buttano all'attacco e prima della seconda sirena, vanno a segno altre due volte con Naumenko e Duca.
(Nella foto il 6-6) Nel terzo parziale è Corsin Camichel ad andare vicino al 6-3, ma complice una penalità inutile di Schönberger, Il Lugano riesce a dimezzare lo scarto con Domenichelli che deve solamente spingere in rete un disco passato alla perfezione da Thoresen. I bianconeri cerscono, mentre l'Ambrì sembra aver svanito la verve dei primi quaranta minuti e appare un pò sulle gambe. Al 53' arriva, infatti, il nuovo pareggio del Lugano grazie a Paterlini che ribadisce in porta una corta respinta di Croce. 38" dopo gli ospiti ribaltano la situazione a proprio favore con Domenichelli, che approfitta di un grave errore di Bundi in disimpegno. Sembra finita, ma il cuore biancoblù va oltre la siepe, e con Capitan Duca raggiunge un meritato pari che porta entrambe le compagini ai supplementari.
(Nella foto il rigore segnato da Clarke) Overtime, che non schioda il risultato anche se l'Ambrì si fa preferire. La lotteria dei rigori premia la maggiore precisione del Lugano con le reti di Näser, Nummelin e Domenichelli contro le marcature di Clarke e Naumenko.
(Nella foto il 2-0 di Mattia Bianchi) Derby molto ricco di reti, quindi, con capovolgimenti di risultato e decisamente entusiasmante per il pubblico della'esaurita Valascia. Gli allenatori, però, in questo caso non saranno stati molto felici delle rispettive difese.
Nell'Ambrì discreta la prestazione di Lorenzo Croce, che bisognerà vederlo nel lungo periodo, note di merito di Paolo Duca, autore di una tripletta e "premiato" da Ralph Krüeger con la convocazione in nazionale, ed infine, bene anche Noah Clarke che sta cerscendo di gara in gara anche se per i leventinesi occorrerebbe uno scorer da affiancare a Westrum pronto al rientro dopo la sosta.
Nel Lugano male Aebischer, che si è in parte riscattato nell'overtime e nei tiri di rigore, degli altri bene Domenichelli, Nummelin e Nodari, sempre più lieta sorpresa della stagione bianconera e pronto al grande salto con una più che meritata maglia rossocrociata.
Prossimo impegno dei leventinesi l'anticipo di martedì sera 11 novembre contro il Bienne. Imperativo è cogliere i tre punti contro una diretta concorrente, e lanciare al meglio il doppio turno di fine-settimana contro il GE Servette e gli SCL Tigers di Langnau.
(CT); Ci sono momenti in cui la sorte riserva la crudeltà di un calice amaro che pare non avere mai fine e dove le avversità si moltiplicano nel tentativo di spezzare anche il tenue filo delle speranza. Nella notte delle streghe, queste prendono forma al Lido di Rapperswil e continueranno ad agitare a lungo il sonno di tifosi e giocatori biancoblu. Sì, perchè questa serata, oltre al risultato avverso (l’ennesimo contro una squadra diretta concorrente) porta con sé anche l’infortunio di Thomas Bäumle. Al 13’ del primo tempo, praticamente da solo, il portierone biancoblu cade su se stesso (forse il pattino di blocca in una fessura del ghiaccio e lo fa cadere malamente) e stenta a rialzarsi: è evidente che qualcosa di grave è successo ed esce in barella. Le prime notizie (una diagnosi certa non c’è e saranno effettuati accertamenti approfonditi domani) parlano di una lesione ai legamenti collaterali, dubbio l’interessamento del menisco. Insomma i leventinesi non potranno contare anche sul secondo loro punto di riferimento, forse più a lungo della pausa della Nazionale. E domani arriva alla Valascia il Lugano, corroborato dalla bella prova contro il capolista Berna. A questo punto, risultato a parte, la storia di Rapperswil-Ambrì sembra scadere in secondo piano. Eppure le cose non erano nemmeno cominciate male, con una squadra leventinese all’attacco e Clarke (ancora lui) che, lasciato libero, era lesto a ribadire in rete per l’1–0. Pareggiano i sangallesi grazie ad un’azione personale di Reuille che toglie il disco a Gautschi, si beve la difesa e taglia diritto sulla porta. Se da una parte la difesa fa acqua, dall’altra non si vuol esser da meno e Lindstrom inciampa sul disco, offrendo un’occasione per Sonnenberg che, su tiro bomba di Naumenko, riesce a deviate in rete. Quindi, al 13’, il ricordato infortunio di Bäumle che lascia il posto a Lorenzo Croce. Neanche il tempo di capire cosa fare che, 24” dopo, al primo tiro in porta, subisce la prima rete. E’ Berglund a pareggiare. Si riscatta subito dopo, allorché il power-play dell’Ambrì, consente a Burkhalter un quasi rigore che Croce neutralizza. Nella ripresa passa in vantaggio il Rapperswil, approfittando di una sfortunata deviazione di Kutlak, con Croce a cavarsela egregiamente. Il pari leventinese giunge in avvio del terzo conclusivo: Naumenko spara dalla blu, nella mischia il capitano devia e rompe il digiuno personale. Doppia inferiorità numerica per i biancoblu (una penalità anche per cambio scorretto) ed i sangallesi non si lasciano sfuggire la ghiotta occasione (Geyer è l’autore del 4-3). Nell’arrembaggio finale, fuori Croce, l’Ambrì ha l’uomo in più e …. segna Roest a porta vuota. A fine partita JJ Aeschlimann riferisce delle condizioni di Bäumle, conferma la buona prestazione di Croce, praticamente al debutto, ammette che le avversità si stanno facendo sin troppo pesanti, ma che la squadra ha continuato a lottare. Il dato di fatto resta la sterilità del power-play, l’inconsistenza del gioco, i tanti punti gettati via (con i sei punti gentile concessione dell’Ambrì, il Rapperswil acciuffa il gruppetto sotto la linea) a pesare come macigni al di là degli infortuni e della sfortuna. Come diceva un tale che la sapeva lunga “la fortuna è una vecchia pazza che va afferrata per i capelli, ma attenzione! La fortuna è calva”. E, purtroppo, l’Ambrì non l’ha saputa acchiappare, quando gli è passata dinnanzi nelle tante partite casalinghe sciupate, talvolta con squadre prive di supporti importanti (vedi la resurrezione del Friborgo). Piangere sul passato non giova a nessuno, ma adesso la strada è maledettamente in salita. |